Carattere e personalità sono da sempre tratti distintivi di Sofia Goggia, l'oro olimpico in discesa libera nel 2018 a Pyeongchang. E ogni volta che parla non è mai banale, sa colpire e sorprendere come nell'ultima chiacchierata al Corriere della Sera, dove ha rivelato di aver pensato al ritiro dallo sci.
Non riuscivo a trarre gioia da ciò che facevo. Una mazzata: più mi sforzavo di reagire e più mi allontanavo dalla meta. Però dalle fasi di down mi sono sempre ripresa. Stavolta avevo solo due opzioni: o smettere, o inseguire di nuovo il top. Ho scelto la seconda strada
Su come sta costruendo la sua rinascita, la campionessa bergamasca ha detto: "Questo periodo mi ha dato possibilità di rifarmi le ossa e qui c’è il doppio senso perché a Garmisch mi sono rotta il braccio sinistro. Ho lavorato per ritrovare serenità e pace interiore. Ho fatto ricorso anche alla spiritualità, una spiritualità laica. L’inverno tribolato nasce dalla mancanza di certe cose: ero una macchina con le gomme sgonfie. Le cadute in gara? Banalmente, ero instabile sugli sci: lo specchio del mio animo".
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In questo periodo di isolamento ha influito la pandemia da Coronavirus e lei, che è di Bergamo, ha sentito più di tanti altri il valore della tragedia: "Ho realizzato che non potevo piangere per i miei problemi quando ci sono tragedie enormi. Ero tornata dalle Maldive, tutto era chiuso e se non stavi a distanza parevi un untore. I camion pieni di bare, poi, non erano una bella vista". E sull'eventuale post pandemia, dice in maniera schietta:
Sci in mascherina? So solo che sarà un macello riprendere. Il mio skiman mi dice di prepararmi a una stagione con poche gare
Infine una riflessione sulla stagione di Coppa del Mondo, quella passata, con una sola vittoria a confronto del successo finale di un'altra azzurra, Federica Brignone: "È chiaro che mi girano. Però il valore assoluto non è in discussione: io ho vinto l'Olimpiade e una coppa di discesa davanti alla Vonn. A ogni modo, chapeau alle compagne". E un pensiero su Mikael Shiffrin, per Sofia la rivale numero uno in assoluto: "Se la Shiffrin ha una stagione normale, vince lei. La Shiffrin è la Shiffrin, le riesce tutto: canta ed è intonata; suona gli strumenti e non stecca; legge in greco ed è brava. Quando poi scia, è un violino; mentre quando scendo io è un rock and roll".
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