Alexander Bolshunov porta in trionfo la versione senza bandiera della Russia e si conferma l’uomo delle gare distance in questa stagione 2020-2021. Il vincitore della Coppa del Mondo assoluta diventa anche Campione del Mondo nella skiathlon, battendo sui 30 km cinque norvegesi, i primi dei quali sono Hans Christer Holund e Simen Hegstad Krueger. Dopo quattro argenti nel 2019, per lui si tratta del primo oro iridato, che corona un percorso che lo aveva visto già prevalere per tre volte di fila nella Coppa distance e per due in quella complessiva, oltre ai due successi nel Tour de Ski.
Per quasi tutta la prima metà di gara l’andatura è sostanzialmente bloccata, come nella più piena tradizione di gare di una certa lunghezza (e questa skiathlon non fa eccezione). E’ soprattutto Niskanen a tenersi alla testa, con norvegesi e russi che studiano la situazione a lungo fino a quando non arriva il primo segnale da parte di Bolshunov, che intorno al decimo chilometro si porta dietro Niskanen e Iversen, con Klaebo e gli altri poco più indietro.
Dopo un momento di battaglia, al cambio degli sci si arriva con un gruppo formato da Roethe, Krueger, Musgrave, Bolshunov, Iversen, Klaebo, Holund, Poromaa, Chervotkin, Burman. Questo drappello si riduce però ben presto a otto unità, che diventano sette al km 20: Bolshunov, Musgrave e i norvegesi. La battaglia diventa solo fra tre di questi e il russo, anche se quest’ultimo è il più attivo nel cercare di risolvere la questione prima della volata finale. Roethe è il primo a cedere, mentre Holund prova anche ad andar via in proprio, senza aspettare il vincitore della Coppa del Mondo e Krueger. Tutto inutile, perché sull’ultima salita Bolshunov cambia passo e vince in 1:11’33″9, con 1″1 su Holund e 1″9 su Krueger.
Sci di Fondo
Battaglia di bastoncini tra le due fondiste durante lo sprint
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Bolshunov tutto solo si mangia cinque norvegesi e vince

Quarto posto per un costante Johannes Klaebo, che non forza e chiude a 21″5, con 6 decimi sul connazionale Emil Iversen. Sesto posto per Sjur Roethe a 47″3, mentre per vedere il britannico Andrew Musgrave bisogna aspettare 1’33″3. Lo sprint del gruppo inseguitore lo vince il russo senza bandiera Ivan Yakimushkin, a 2’00″3, per un decimo sullo svedese William Poromaa e cinque sullo svizzero Dario Cologna.
Capitolo italiani: Stefano Gardener è il migliore, 22° a 4’00″9. Seguono Giandomenico Salvadori, 24° a 4’01″4, Simone Daprà, 33° a 4’54″9, e Paolo Ventura, 41° a 5’48″9.
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