Ancora una volta Murray non tradisce: battuto Bemelmans, è 1-1
Il belga gioca una partita pimpante e fantasiosa, ma il numero 1 di Gran Bretagna fa il suo e in poco meno di 2 ore e mezza batte Bemelmans 6-3, 6-2, 7-5. Bilancio di perfetta parità quindi dopo la prima giornata: 1-1. Sabato il doppio spartiacque di questa Coppa Davis 2015
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Ci ha provato Ruben Bemelmans. E ci ha provato nell’unico modo in cui poteva cercare di impensierire colui che non solo rappresenta la Gran Bretagna, ma è la Gran Bretagna. Giocare una partita fantasiosa, aggressiva, cercare di accorciare lo scambio, smorzare e chiusudere a rete. Per chi lo conosce dal circuito challenger, un altro giocatore.
Una tattica certamente intelligente quella di Bemelmans, ma che non è comunque servita per sconfiggere Andy Murray. Un Murray che rispetta il pronostico, non si lascia infastidire più di tanto dall’ostilità – tipica di Davis – del pubblico, e nonostante le fatiche del terzo set – dove annulla persino un set point – chiude per 6-3, 6-2, 7-5 in poco meno di 2 ore e mezza, portando quello che di fatto è il 9° punto su 9 della sua clamorosa Coppa Davis.
Da un certo punto di vista però è comunque ‘missione riuscita’ per Bemelmans. Nessuno nel Belgio si aspettava da lui di certo un punto in questa partita, quanto piuttosto si chiedeva di prosciugare il più possibile le riserve di energia di un Murray stakanovista. Le 2 ore e 24 minuti di partita allora sono comunque un piccolo traguardo, specie se consideriamo che le difficoltà più grandi all’avversario Bemelmans le ha prodotte quando il match era di fatto già scritto: ovvero nel terzo set.
Qui il belga non ha smesso di giocare nonostante fosse chiaro quale giocatore avrebbe vinto la partita, ma anzi è riuscito a prodursi in un set di tennis che l’ha portato fino a un clamoroso set point nel decimo gioco. Chance che Murray ha annullato con una gran seconda e che ha caricato ancor di più lo scozzese, capace poi di piazzare l’allungo nel perfetto game successivo e di chiudere così una partita che da un certo punto di vista il suo avversario aveva provato a ‘ricopiare’ da quella di Fognini giocata a Napoli lo scorso anno.
Ma Murray quest’anno è un uomo in missione e sabato, con ogni probabilità, proverà a portarla a termine. Il doppio infatti pare lo spartiacque decisivo. Considerando il punto di nuovo quasi scontato in singolare – contro Goffin – perdere domani significherebbe affidarsi al giovane Edmund – oggi comunque promossissimo – o Ward nel singolare decisivo. Un rischio che Andy non può permettersi. Non dopo una finale di Coppa Davis arrivata – e messa in parità – praticamente da solo.
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