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Camila Giorgi ricorre al Tar del Lazio e rifiuta la Fed Cup: esordio per la Cocciaretto

DaOAsport

Aggiornato 31/01/2018 alle 15:07 GMT+1

Dal nostro partner OAsport.it

Camila Giorgi - Australian Open 2018

Credit Foto Getty Images

Quando tutto sembrava potersi risolvere, ecco che la vicenda Camila Giorgi-FIT vive di un nuovo episodio, proprio nel giorno in cui la capitana Tathiana Garbin comunica le convocate per la sfida del 10 e 11 febbraio contro la Spagna. In quell’elenco sembrava poterci essere anche la tennista marchigiana, almeno dopo il tentativo di riavvicinamento tra lei e la Federazione. Niente affatto: Camila ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la sentenza del Collegio di Giustizia del CONI che aveva accolto la richiesta della FIT confermando l’inibizione della giocatrice per nove mesi.

La vicenda

Tutto nasce nell’aprile 2016, curiosamente proprio prima di un match di Fed Cup con la Spagna. Giorgi rifiuta la convocazione e da lì nasce una battaglia legale con la Federazione, secondo cui la tennista era obbligata ad accettare la chiamata per via di un accordo precedente (la Giorgi aveva ricevuto un prestito d’onore di 160mila euro da parte della FIT). La Procura Federale, così, le infligge una squalifica di nove mesi (con sanzione pecunaria di 30mila euro), ma la Corte d’Appello ribalta la sentenza perché la Giorgi non era tesserata FIT e quindi non obbligata a rispondere. La Federazione ricorre quindi al Collegio di Garanzia del CONI che ripristina lo stop di nove mesi. Intanto, però, balla ancora quel prestito non saldato che la FIT rivuole: l’Arbitrato, così, impone alla Giorgi il pagamento della cifra e delle spese legali, per un totale di circa 200mila euro.
Proprio quest’ultimo episodio, il più recente, ha portato Camila, tramite i suoi avvocati, a ricorrere al Tar del Lazio, invocando l’annullamento della sentenza del Collegio di Garanzia (e quindi dell’inibizione di nove mesi) e chiedendo lei il rimborso delle spese legali alla Federazione. Una decisione che ha indispettito il presidente Angelo Binaghi: pare infatti che per volere della stessa giocatrice ci sia stato un incontro a fine 2017, in cui la marchigiana aveva manifestato la volontà di tornare in Nazionale. Chiaramente alle sue condizioni. Una vicenda intricata che va avanti da troppo tempo. Un braccio di ferro che alla fine vede tutti sconfitti: la FIT perché si priva, classifica alla mano, della sua giocatrice migliore; Giorgi perché, in un periodo in cui il tennis italiano è alle prese con un ricambio generazionale che tarda ad arrivare, perde l’occasione di diventare definitivamente la leader del movimento, prendendo in mano le redini del team di Fed Cup.
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Elisabetta Cocciaretto

Credit Foto Eurosport

Le convocate

Una delle promotrici del riavvicinamento tra Camila e la Federazione era stata la capitana Tathiana Garbin, che dovrà quindi rinunciare all’idea di riavere la giocatrice in squadra. Le scelte diventano quindi obbligate in vista dei match che si disputeranno sulla terra rossa indoor del PalaTricalle di Chieti contro la Spagna nel match valevole per il World Group II di Fed Cup 2018.
Tathiana Garbin fa di necessità virtù e si affida ad un roster di giocatrici giovani con l’eccezione di Sara Errani, leader del gruppo, per l’incontro con le iberiche. Saranno infatti appunto Sarita, Jasmine Paolini, Deborah Chiesa ed Elisabetta Cocciaretto le protagoniste di questa sfida. Sorprende, in questo senso, la chiamata della 17enne Cocciaretto, reduce dalla semifinale negli Australian Open juniores.
alessandro.tarallo@oasport.it
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