La prima tennista capace di vincere due titoli nel 2020 nel circuito femminile è Sofia Kenin: poco più di un mese fa trionfava agli Australian Open, oggi festeggia il successo nella prima edizione del WTA International di Lione. Niente male per una giocatrice di 21 anni, ma andiamo a scavare un po' più a fondo...

Sofia o Sonja? I primi passi

I genitori di Sofia Kenin lasciano l'Unione sovietica prima della caduta del muro. Non navigano nell'oro e, una volta sbarcati a New York (vivono a Brooklyn e al Queens), il padre ha appena 286 dollari in tasca, studia informatica di giorno e fa il tassista di notte. Alex diventa un consulente informatico, mamma Jelena un medico. Sofia Anna, che in realtà si chiama Sonja, nasce a Mosca durante un viaggio di lavoro del padre Alex ma cresce in Florida, a Pembroke Pines. Il tennis è una passione fin dall'infanzia e il primo a notarla è Rick Macci, famoso coach della United States Professional Tennis Association (USPTA) nonché sette volte allenatore nazionale USPTA dell'anno. Parliamo di un punto di riferimento del tennis americano nella formazione di campioni del calibro di Andy Roddick, Jennifer Capriati, Maria Sharapova, Venus e Serena Williams.
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Appena l'ho vista sono rimasto impressionato, è stata la cosa più spaventosa che avessi mai visto su un campo da tennis. Era unica nella coordinazione occhio-mano, e aveva la capacità di colpire la palla subito dopo il rimbalzo. Lo fanno in molti, ma lei era in grado già da piccola, quando la racchetta era ancora più grande di lei. Prima di Sofia, l'ultima a cui avevo visto fare qualcosa del genere è stata Martina Hingis [Rick Macci]

L'ambizione e i tentennamenti

La piccola Sofia è ambiziosa, a 7 anni diceva che le sarebbe piaciuto diventare la numero 1 del mondo e che sarebbe stata in grado di rispondere al servizio-bomba di Andy Roddick, allora il più potente del circuito. Ha tanti sogni e la chance di allenarsi con Kim Clijsters e Anna Kournikova, Jim Courier e Martina Navratilova, sperando di diventare la nuova Sharapova. Diventa un'ottima junior (n.2 ITF), vince l’Orange Bowl under 14, conquista la Fed Cup Junior nel 2014 e nel 2015 vince anche i Campionati Nazionali Under 18, grazie ai quali ottiene una wild card per gli US Open. Si spinge fino alla finale di New York dove, il 12 settembre 2015, cede all'ungherese Dalma Galfi.

Sofia Kenin

Credit Foto Getty Images

Il tennis non è mai un percorso in discesa e qualche risultato deludente la fa tentennare tanto che, nel 2017, rischia di interrompere la sua carriera per frequentare il College. Aveva ottenuto una borsa di studio presso l'Università della Florida, ma all'ultimo respiro centra un terzo turno agli US Open che la convince a scegliere la nobile arte della racchetta. Lo studio è importante ma in questo caso la scelta si rivela vincente e nel 2018 entra tra le top-100. Nel 2019 si aggiudica i primi tre titoli WTA (Hobart, Maiorca e Guangzhou), eguagliando Ashleigh Barty come giocatrice più vincente sul cemento all'aperto, con ben 38 partite vinte.

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Caratteristiche tecniche

Nonostante le origini russe, Sofia Kenin si sente talmente yankee da dipingere la bandiera a stelle e strisce sul telaio della sua racchetta. Non è potente come la Keys, non è rapida come la Stephens e nemmeno esplosiva come la Gauff, ma con le sue qualità si è costruita un tennis solido e un futuro potenzialmente da grande. Non è molto alta (i 170 centimetri dichiarati dalla WTA sembrano fin troppo generosi) ma nel tennis moderno questa discriminante non è così importante a livello femminile. Ha un fisico robusto e una visione del campo geometrica.
L'americana classe 1998 gode di buoni fondamentali - servizio, dritto e rovescio - ed è in grado di disegnare il campo come poche. Sa variare e giocare la palla corta per un repertorio completo.
Non è mai sbilanciata, colpisce la palla mentre sta ancora salendo e proprio perché non è troppo alta, può anticipare maggiormente i colpi, ti butta fuori dal campo e se riesce ad aprirselo non ti dà via di scampo. Poche ragazze hanno la sua mano nel giocare le smorzate. In tutto questo ricorda Martina Hingis per un paragone che ritorna.

Martina Hingis (Imago)

Credit Foto Imago

La forza mentale

Di sicuro le piacerebbe imitare la carriera della svizzera che nel 1997 vinse il primo dei suoi cinque Slam a Melbourne. Proprio agli Australian Open, terreno di gloria di Sofia Kenin, la più giovane vincitrice americana di un major dai tempi (era il 2003) di un altro idolo di gioventù come Serena Williams, battuta al terzo turno del Roland Garros lo scorso giugno.

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Sotto il cielo australe, ed è storia recente, emerge la più grande qualità tennistica della ragazza dagli occhi di ghiaccio: la forza mentale. In finale, contro una campionessa Slam come Garbine Muguruza, salva 12 palle-break su 14.
Io non mi arrendo, se mi devono battere devono farlo fino all’ultimo punto [Sofia Kenin]
Non è un caso, non sono due settimane sporadiche di gloria, perché Lione è una piacevole conferma. Kenin salva un match-point contro la qualificata Jaqueline Cristian al secondo turno e vince quattro partite al terzo set per aggiudicarsi il suo quinto titolo in carriera: Oceane Dodin, Alison Van Uytvanck e Anna-Lena Friedsam sono le altre vittime, regolate alla distanza dai quarti alla finale. Da numero 14 del mondo a inizio gennaio, Sofia Kenin oggi è la numero 4 (best ranking) e virtualmente è già la terza giocatrice della classifica WTA dietro solamente a Barty e Halep. D'altronde, la quarta finale consecutiva portata a casa dimostra una capacità che hanno davvero in poche nell'altalenante circuito femminile: non tremare quando conta. Sofia Kenin è una che quando arriva in fondo vince.
Le finali WTA disputate da Sofia Kenin: 5 vittorie e 1 sconfitta
ANNOTORNEOSUPERFICIEAVVERSARIAESITO
2019HobartCementoAnna Karolina SchmiedlovaVittoria
2019AcapulcoCementoWang YafanSconfitta
2019MaiorcaErbaBelinda BencicVittoria
2019GuangzhouCementoSamantha StosurVittoria
2020Australian OpenCementoGarbine MuguruzaVittoria
2020LioneCementoAnna-Lena FriedsamVittoria
Cinque finali conquistate su sei sono un bel biglietto da visita per il futuro, così come alzare a 21 anni e 79 giorni il primo Slam della vita. Il 2020, fin qui, è l'anno di Sofia Kenin e se chiedete a una sua compagna di doppio, come Andrea Petkovic, qual è la chiave del suo successo, tutto torna, ancora una volta:
È straordinaria sul piano mentale: assorbe alla grande i momenti negativi e riparte come se niente fosse [Andrea Petkovic]

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