Come si fa a scegliere solo dieci partite tra 1242 capitoli vincenti della storia di Roger Federer? Questo è il numero dei suoi successi ATP dunque non vi meravigliate se in questo articolo non troverete una sfida del fuoriclasse svizzero che a voi è rimasta nel cuore. Ad esempio la rimonta contro Nadal a Miami nel 2005, la prima finale della loro saga - un'impresa da uno svantaggio di due set a zero e 5-3 e servizio a favore dello spagnolo nel terzo set per l'incredibile punteggio di 2-6 6-7(4) 7-6(5) 6-3 6-1 - o la vittoria contro James Blake nella finale del Masters 2006, definita dal compianto collega Roberto Lombardi "la parata del rovescio di Federer" per un 6-0 6-3 6-4 come degna conclusione di una stagione da leggenda, la più vincente del re in virtù di 92 vittorie e cinque sconfittein un singolo anno solare. L'esercizio diventa soggettivo ma fino a un certo punto, perché ci sono tappe che non possono proprio mancare. E allora tentiamo l'impossibile...

Federer-Sampras, ottavi Wimbledon 2001 - 7-6(7) 5-7 6-4 6-7(2) 7-5

Segnatevi sulla vostra agenda la data del 2 luglio 2001: è il giorno in cui tutto è cambiato a Wimbledon [Times]
Tennis
Federer: "È più importante che mai aiutarsi a vicenda e mantenere le distanze"
21/03/2020 A 10:24
Il titolo del Times sintetizza il passaggio del testimone. A Wimbledon, il sette volte campione Pete Sampras affronta agli ottavi per la prima e unica volta in carriera Roger Federer, un ragazzo con i capelli lunghi, la fascia e la collana. L'americano non perde ai Championships dal 1996 quando fu battuto da Krajicek, vale a dire da 31 match consecutivi, e sull'erba degli eletti ha infilato la bellezza di 56 vittorie nei precedenti 57 incontri. Finisce 7-6(7) 5-7 6-4 6-7(2) 7-5 per lo svizzero dopo quattro ore di gioco, cinque interminabili set e un match tiratissimo, con gli spettatori incollati alla sedia del campo centrale o alla poltrona davanti alla televisione. Sono le 19:20 ora locale. Si parla di profanazione del tempio: in realtà è solo l’inizio dell’epopea.
Ci sono dei ragazzi di qualità in arrivo ma questo è speciale. Roger gioca bene dappertutto, come me. Come me non si emoziona mai troppo ed è uno splendido atleta [Pete Sampras]

Federer-Sampras - Wimbledon 2001

Credit Foto Getty Images

Notate queste due foto, sembra una sfumatura ma non lo è. All'uscita dal campo centrale Federer è davanti a Sampras (foto uno), ma farà un passo indietro per permettere al padrone di casa di uscire per primo e ricevere l'ovazione del pubblico per poi salutare a sua volta gli spettatori con il volto carico di emozione (foto due).

Federer-Sampras - Wimbledon 2001

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Federer-Roddick, quarti Basilea 2002 - 7-6(5) 6-1

Prendiamo questa partita come manifesto dei "momenti Federer", un tennista in grado di inventare dei colpi dal nulla. Gli Swiss Indoors rappresentano un appuntamento molto sentito dall'allora 21enne: da ragazzino faceva il raccattapalle e sognava un giorno di poter alzare quel trofeo. In realtà il torneo di casa, dove Federer debutta nel 1998 e dove disputa due finali nel 2000 e nel 2001 (perse rispettivamente contro Thomas Enqvist e Tim Henman), resterà tabù fino al 2006. Il punteggio è 3-1 Federer nel secondo set con il basilese che ha vinto il primo parziale al tie-break. Roddick si affida a un serve and volley sistematico, unica strada percorribile contro un avversario in gran forma. L'americano non sa ancora di aver di fronte colui che gli infliggerà le più grandi delusioni in carriera: appena tre le sue vittorie in 24 sfide, tra cui quattro finali Slam perse (tre a Wimbledon).
Roger ha giocato troppo bene oggi. Ho provato a batterlo tirandogli un lavandino e mi è tornata indietro una vasca da bagno [Roddick dopo la finale di Wimbledon 2004]
Nell'occasione, Federer colpisce con un rovescio tagliato in pallonetto cercando di scavalcare l'americano: il pallonetto, però, è corto e lento. Roddick effettua lo smash schiacciando la palla con forza, sicuro di portare a casa il punto. Il rimbalzo non può che essere molto alto e la pallina s'impenna, destinata a spegnersi in tribuna. Federer, che era scattato in diagonale intuendo la direzione dell'attacco, corre all'indietro. Solitamente il tipo di tiro che ne scaturisce è un contropallonetto senza nessuna velleità, se non quella di evitare i tabelloni del punteggio appesi al soffitto del campo indoor. Invece, Roger porta la racchetta dietro la schiena e saltando all'indietro lascia andare il braccio in un movimento a metà tra quello del servizio e quello dello smash. Roddick viene infilato e non riesce a crederci, il pubblico è in estasi. Le reazioni dei protagonisti sono memorabili: Federer alza il pugnetto con un sorriso imbarazzato (come per volersi scusare), mentre Roddick lo guarda e gli lancia amichevolmente la racchetta dirigendosi dall'altra parte della rete.

Federer-Agassi, finale US Open 2005 - 6-3 2-6 7-6(1) 6-1

A Houston, il 16 novembre 2003, Federer vince 6-3 6-0 6-4 contro Andre Agassi per il suo primo titolo di Maestro. Nel 2004 gli US Open, dove ai quarti il basilese s'impone al quinto set, e nel 2005 gli Australian Open (tre set a zero per lo svizzero) segnano altre tappe fondamentali contro il Kid di Las Vegas ma la madre di tutte le partite tra i due è l'ultima in assoluto, vale a dire la finale degli US Open 2005: a Flushing Meadows Roger Federer vince 6-3 2-6 7-6(1) 6-1 e diventa il primo giocatore dell'era Open a compiere l'accoppiata Wimbledon-US Open per due anni di fila (farà questa doppietta per ben quattro anni consecutivi). Saranno ben cinque le vittorie di fila in due diversi tornei del Grande Slam: dal 2003 al 2007 Wimbledon e dal 2004 al 2008 New York. Un record inavvicinabile per la concorrenza, un primato targato RF.

Roger Federer e Andre Agassi - Finale US Open 2005

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Federer-Nadal, finale Amburgo 2007 - 2-6 6-2 6-0

Questa è una sfida che magari non tutti ricordano. Siamo ad Amburgo e Roger Federer stampa la sua prima vittoria contro Rafa Nadal sul rosso. Il maiorchino è già il dominatore della terra battuta con due Roland Garros in bacheca e svariati altri trofei, ma vede terminare la sua imbattibilità che sulla terra andava avanti da 81 partite. Un match significativo anche nello svolgimento: 2-6 per Nadal il primo set, prima dell'assoluto monologo di Federer che s'impone 6-2 6-0. Sì, il mancino di Manacor incassa un 6-0 sulla terra battuta!

Federer-Nadal, Amburgo 2007

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Federer-Djokovic, semifinale US Open 2009 - 7-6(3) 7-5 7-5

Rieccoci ai momenti Federer. Qui, però, il tutto è impreziosito da un avversario come Novak Djokovic, seppur rampante 20enne, e dal palcoscenico degli US Open. Lo svizzero, fresco di Career Grand Slam al Roland Garros - quella Coupe des Mousquetaires a lungo inseguita e finalmente alzata nel 2009 - e reduce dal ritorno sul trono di Wimbledon (dopo aver piegato Andy Roddick 16-14 al quinto in una finale da brividi) si presenta a New York e sfodera una prestazione aliena contro il serbo. Il riassunto è in questo punto che vale il triplo match-point: lo stupore del basilese contrasta con lo sguardo incredulo e disarmato del Djoker. Un capolavoro definito dallo stesso Federer "il colpo più bello della carriera".

Il leggendario tweener di Federer nella semifinale 2009 con Djokovic

Federer-Djokovic, semifinale Roland Garros 2011 - 7-6(5) 6-3 3-6 7-6(5)

È lo stesso avversario ma due anni dopo Novak Djokovic è un giocatore completamente diverso. Parliamo di un cannibale alla sua migliore stagione per rendimento, continuità e valore degli avversari. Per questo motivo, molti considerano questa partita la migliore di sempre dello svizzero sulla terra rossa. Il 2011 presenta il Djoker al Roland Garros forte di 43 successi consecutivi, ma il serbo è costretto ad arrendersi a un Federer spaziale. Gianni Ocleppo, ex tennista italiano e per anni commentatore di Eurosport, definisce l'incontro come "la madre di tutte le partite". Federer, in una versione ancor più sfolgorante del 2009, ferma a Parigi l'inesorabile marcia verso il Grande Slam di Djokovic. Così si gioca solo in Paradiso.

Federer-Del Potro, semifinale Olimpiadi 2012 - 3-6 7-6(5) 19-17

Servono quattro ore e 26 minuti per eleggere il vincitore, ma alla fine Roger Federer centra l’obiettivo: va in finale alle Olimpiadi, sul campo che ama più di ogni altro al mondo, il centrale di Wimbledon, che l'aveva visto trionfare già sette volte, l'ultima 26 giorni prima. Occorrono 266 minuti, attenzione, per una partita al meglio dei tre set: una maratona infinita, in cui il solo terzo parziale dura più dei primi due messi insieme. Palito esce dal campo in lacrime al termine di una sfida epica. Federer arriverà sfinito all'ultimo atto contro Andy Murray che si prenderà la sua rivincita. I Giochi Olimpici, tanto sentiti quanto unici per la loro atmosfera, sanno essere crudeli.

Federer e del Potro nella semifinale delle Olimpiadi di Londra 2012

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Federer-Murray, semifinale Wimbledon 2015 - 7-5 7-5 6-4

L'erba degli eletti per un'altra pagina memorabile. Roger Federer spazza via a suon di ace e vincenti un ottimo Andy Murray: 7-5 7-5 6-4 è il punteggio e per lo svizzero è la decima finale raggiunta su dieci semifinali giocate a Wimbledon. L'unico termine che riassume questo 10 su 10 è perfezione. Il livello di Federer è talmento alto che persino Murray, in un cambio campo del terzo set, si lascia andare a un sorriso emblematico rivolto verso il proprio box. Un'espressione come a voler dire: "E io cosa diavolo ci posso fare?". Gli era già capitato altre volte, come quando dopo la finale degli Australian Open 2010, si era rivolto così al pubblico televisivo inglese:
Mi dispiace di non aver vinto per voi. Posso piangere come Roger, ma non riesco a giocare come lui [Andy Murray]
Venti aces, 56 vincenti, 11 non forzati e il 76% di prime palle in campo in 2 ore e 7 minuti i numeri dello show. Un game da 20 punti resterà nella memoria degli appassionati e ricordato come "il game perfetto".

Andy Murray si complimenta con Roger Federer - Wimbledon 2015

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Federer-Nadal, finale Australian Open 2017 - 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3

Il diciottesimo Slam della collezione, il primo dal 2012, è il risultato di un torneo incredibile. Questa finale è metafisica e non ci sono parole all'altezza per spiegare come sia possibile che dopo l’unica stagione senza titoli e sei mesi d’inattività, il re sia tornato agli Australian Open per vincere tre match al quinto set (mai accaduto prima), l’ultimo in finale contro il rivale di sempre dopo essere stato sotto di un break nel set decisivo (per un mega-parziale di 5-0). Una congiunzione astrale nell’anno 2017 da testa di serie numero 17, come Sampras contro Agassi, nel 2002, nell’altro emisfero. Una congiunzione australe che un umano, troppo umano non può comprendere. Federer contro Nadal, la restaurazione.
Voglio congratularmi con Nadal per la sua splendida partita, quando ci siamo visti 4-5 mesi fa non avremmo mai pensato di poter essere qui in finale, mi andava bene anche perdere oggi, era già straordinario essere qui. Nel tennis non esiste il pareggio ma oggi lo avrei accettato volentieri [Roger Federer]

Federer-Nadal, semifinale Wimbledon 2019 - 7-6(3) 1-6 6-3 6-4

Quando la nobile penna di David Foster Wallace scriveva di "Roger Federer come esperienza religiosa", probabilmente si riferiva ai primi cinque game del terzo set. Quando alla voce "resilienza" hanno associato il faccione di Rafael Nadal, probabilmente si riferivano alla capacità del maiorchino di girare le cose, anche quando tutto sembrava piuttosto complicato. I due grandi rivali si battono per onorare l’arena tennistica più famosa del mondo e scusarsi, in qualche modo, per essersi ripresentati qui, insieme, soltanto undici anni dopo l’ultima volta.

Rafael Nadal si complimenta con Roger Federer al termine della semifinale di Wimbledon 2019, 40° atto della loro splendida rivalità.

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Roger Federer si prende la rivincita dopo la sconfitta nella famosissima finale del 2008 facendo affidamento a momenti da autentica divinità tennistica. Ecco, di nuovo, apparire i tratti del Divino con lo svizzero in procinto di spegnere le 38 candeline. Forse noi terrestri chiediamo troppo, ma la speranza è che questa raccolta possa arricchirsi di un altro capitolo. In fondo, questa è storia, una storia che però stiamo ancora vivendo. Un privilegio da non dimenticare mai.
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