Pronto per Nadal

Mats Wilander intervista il numero uno del mondo Roger Federer dopo la vittoria contro Davydenko nella semifinale del Roland Garros. Lo svizzero domenica proverà a conquistare il suo primo titolo a Parigi sfidando il rivale di sempre, Rafael Nadal

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WILANDER: Roger, hai raggiunto l'ottava finale consecutiva nei tornei dello Slam, stabilendo un altro record. Come ci si sente dopo questa impresa?
FEDERER: E' una grande sensazione, è sempre bellissimo poter disputare partite di questa importanza negli stadi più grandi del mondo, e mi fa particolarmente piacere essere ritornato in finale a Parigi. Domenica spero di giocare bene e vincere il mio primo French Open...
WILANDER: Torniamo alla semifinale: hai battuto Davydenko dopo 3 set combattuti, come pensi di aver giocato?
FEDERER: Penso di aver giocato un buon match, il servizio non è stato granché ma mi ha dato una mano nei momenti importanti. Lui probabilmente meritava di vincere uno o due set; avrebbe potuto anche vincere tutti e tre i set, ma in quel caso il punteggio sarebbe stato troppo severo per me. Come mi aspettavo, è stata una partita molto combattuta da fondocampo, e io mentalmente dovevo restare tranquillo perché sapevo sarebbe stato difficile vincere. Ho dovuto correre molto, come più volte mi è capitato in passato contro di lui, e aspettare di poter giocare il colpo vincente, soprattutto con il diritto. Penso che alla fine l'ho battuto sotto l'aspetto psicologico perché lui ha fallito troppe opportunità.
WILANDER: Fisicamente da fondocampo sembri più forte che in passato, in questo senso ti sei preparato meglio rispetto allo scorso anno?
FEDERER: Beh, penso che il lavoro svolto nelle ultime 3-4 stagioni stia incominciando a dare i suoi frutti. Mi sono allenato molto duramente con Paganini anche nell'eventualità di dover disputare tutti gli incontri del torneo al quinto set. Da due anni mi sento molto bene fisicamente e non mi capita mai di perdere le partite perché non sono in condizione. Al contrario, la mia preparazione atletica al momento è un mio punto di forza.
WILANDER: Osservandoti dalla cabina di commento, sembra che adesso tu stia attuando un gioco più aggressivo rispetto al passato. Quanto è difficile adottare in campo una tattica pensando sia quella più corretta?
FEDERER: Questo è stato un grosso problema per me, agli inizi della carriera. Sapevo di avere a disposizione molti colpi, e non sempre riuscivo a fare la cosa giusta. Per i tennisti che in certi fondamentali sono più limitati è più facile sapere cosa fare, perché sul 5-5 nel quinto set giocano, per esempio, 150.000 volte il rovescio incrociato perché si sentono più sicuri con quel colpo. Io invece ho più soluzioni, per questo forse c'è voluto più tempo per vincere il primo Slam. Tennisti come Hewitt e Safin erano più forti di me quando erano più giovani perché avevano uno schema di gioco più semplice del mio. Ma adesso che mi sento completo, sia dal punto di vista fisico che psicologico, è bello sapere di poter utilizzare così tante varianti durante un incontro.
WILANDER: In finale potresti trovare un campo veloce, e palle che rimbalzano alte, oppure potrebbe essere umido, come nei primi giorni, e quindi giocare su una superficie più lenta. Hai preparato tattiche diverse a seconda delle condizioni che troverai domenica?
FEDERER: In effetti la pioggia potrebbe condizionare il gioco, perché si dovrebbero stendere i teloni e il campo poi risulterebbe molto pesante; ma che sia nuvoloso o ci sia il sole poco importa, il mio modo di giocare non cambierà. Ho già giocato contro Nadal, so che devo essere aggressivo, come ho fatto due settimane fa; non voglio perdere difendendomi, quindi attaccherò.
WILANDER: Grazie Roger, complimenti e buona fortuna per la finale!
FEDERER: Grazie Mats, a presto
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