Fabio Fognini guarda al futuro con fiducia e determinazione. Il 2020 è stato un anno difficile sotto tutti i punti di vista: la pandemia, l’operazione alle caviglie e poi il caso positivo a Santa Margherita di Pula. Non si è fatto mancare niente il ligure, che al termine di quest’annata così poco propizia per lui ha anche deciso di cambiare tecnico: lasciare Corrado Barazzutti (capitano di Coppa Davis) e affidarsi al tecnico argentino Alberto Mancini. Secondo tanti degli addetti ai lavori una dimostrazione di vitalità per Fabio, desideroso di rimettersi ancora una volta in discussione e di essere protagonista sui campi da gioco.
La sua avventura l’anno venturo inizierà in qualità di n.17 del mondo e da Antalya, nuoto torneo ATP 250 che darà il via alla sua stagione agonistica nei primi giorni di gennaio, preparandosi in vista degli Australian Open del mese di febbraio. Un Fognini, quindi, motivato quello che ha parlato alla Gazzetta dello Sport del momento vissuto dal tennis italiano, riferendosi in particolare a Matteo Berrettini (n.10 del mondo) e a Jannik Sinner (n.37 ATP) e in grande ascesa.
Sono forti, con Sinner e Berrettini l’Italia si è assicurata almeno altri dieci anni di risultati ad alto livello, se non succederanno terremoti. Geloso della crescita di Jannik? Non sono mai stato geloso dei risultati degli altri, a lui potrei semmai invidiare soltanto i 19 anni“, le parole dell’azzurro che dopo la partecipazione al torneo in terra turca, volerà in Australia per presentarsi al Major da testa di serie.
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Fiducioso di questa collaborazione è anche il coach sudamericano, che così si è espresso su Fabio: “Mi piacciono molto il suo tennis, il suo talento e la sua naturale abilità, nonché la sua grande motivazione e la voglia di arrivare ancora più in alto. Fabio non vuole trascorrere gli ultimi anni della carriera solo per rimanere nel Tour, ma desidera fare ancora di più e punta ad andare più lontano. Per Fognini la preparazione fisica sarà una priorità e, a questo punto della carriera, bisogna evitare il più possibile gli infortuni. Lui è il tipo di giocatore che preferisce puntare alla qualità piuttosto che alla quantità quando si allena. Ha una bella visione del gioco, è veloce ed ha una spiccata abilità nel leggere il gioco dell’avversario. Ha un tennis molto aggressivo“.
Il target è chiaro, ovvero centrare la qualificazione alle ATP Finals di Torino: “Sente di poter giocare a quel livello. Torino non è esattamente un obiettivo ma è ovvio che ci pensa. Lavoreremo facendo un passo alla volta“.

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