La crescita, a due anni di distanza, è evidente. Nel 2019, al primo turno, Matteo Berrettini aveva dovuto faticare assai di più per regolare la resistenza di Aljaz Bedene. Oggi, con in palio gli ottavi di finale di Wimbledon, Berrettini ha giocato una partita da vero Top10.
In controllo totale del match, soprattutto nei propri turni di servizio, Berrettini ha messo in scena il classico match ‘da big’ della disciplina su questa superficie. Tre break chirurgici, uno per set, e poi via a dominare al servizio, praticamente intoccabile quando è realmente contato in questa partita.
Lotta e battaglia, infatti, ci sono stati soprattutto nel primo set, dove l’avvio brillante di Bedene – e l’ora e 40 minuti circa di pausa – hanno reso comunque l’impegno di delicata gestione. Berrettini però conosceva bene l’importanza soprattutto del primo parziale; era consapevole della minaccia che ne sarebbe scaturita in caso di un primo set al proprio avversario. E così, la prima vera spallata, è arrivata proprio al rientro dopo l’interruzione per pioggia sul 3-3, 40-40 e servizio Bedene. Berrettini infatti è riuscito a levare la battuta al prossimo avversario nel nono game, costruendosi da quel momento solide fondamenta per la gestione della gara.
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Sotto di un set, Bedene ha continuato a giocare la propria partita, trovando però in Berrettini un cliente scomodissimo su questi campi. Lo sloveno non ha quasi mai creato problemi in risposta; e trovato il break anche a metà del secondo set, Berrettini ha condotto il parziale in porto fino al secondo 6-4.
Uno scoraggiamento che ha colpito Bedene anche a inizio terzo, quando lo sloveno ha immediatamente perso il servizio nel primo turno di battuta. Da lì Berrettini ha lasciato le briciole, concedendo un totale di 4 punti complessivi nel set al proprio servizio che sono valsi il 6-4 6-4 6-4 finale.
Berrettini dunque eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon, replicando quell’ottavo di finale che era arrivato in ben altre circostanza. Là, Matteo, si affacciava per la prima volta nell’elite del tennis dopo un’infinita battaglia sul campo 18 con Diego Schwarzman. Oggi, da n°7 del seeeding, viaggia sereno con il proprio status di grande e le sicurezze che ne conseguono. Agli ottavi di finale, questa volta, sarà anche il favorito: non ci saranno né Roger Federer né il centrale ad attenderlo, bensì il bielorusso Ilya Ivashka, n°79 del mondo e giustiziere in 3 set di Jordan Thompson. L’obiettivo del quarto di finale, per Matteo, è tutt'altro che impossibile. Per poi, magari, provare a sognare qualcosa in più. Appuntamento a lunedì.

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