Team New Zealand ha scelto Barcellona come sede della America’s Cup 2024. I detentori della Vecchia Brocca hanno deciso di lasciare la tana di Auckland e di trasferire la competizione sportiva più antica al mondo nel Mar Mediterraneo, cercando di difendere il prestigioso trofeo nelle acque spagnole. Un trasloco visto come un tradimento in Patria, poco gradito dal Governo e dai tanti tifosi in terra oceanica, dove la vela è considerato a tutti gli effetti uno sport nazionale.
Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, non si è nascosto in un’intervista concessa al quotidiano britannico The Times: “Se studi la storia delle squadre nella seconda edizione di difesa del titolo, si troverà uno schema. Queste squadre diventano sciatte e finiscono per essere un gruppo di individualisti: non si concentrano e normalmente non sono nemmeno veloci. Penso che molto si possa attribuire al fatto che perdono il loro vantaggio e, per me, ciò dipenderebbe dal giocare in casa. Direi che siamo come i vichinghi: attacchiamo meglio rispetto a quando partecipiamo nel nostro stesso ambiente”.
Grant Dalton si è poi soffermato su Ineos Britannia, il Challenger of Record: “Ben e Jim Ratcliffe sono dei vincenti. Ben è supportato da un uomo immensamente intelligente. Hanno messo in campo le risorse per ottenere dei risultati, ma chissà come faranno finché la barca non andrà in acqua“. E sulle accuse di essere mercenari: “Non è una questione di soldi, ma servivano per una campagna ambiziosa: meglio perdere in casa o vincere all’estero“.
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