Zenit San Pietroburgo-TD Systems Baskonia Vitoria 75-79

Di Davide Fumagalli. Clamoroso a San Pietroburgo dove il Baskonia rimonta da -14 negli ultimi 5' e batte 79-75 lo Zenit nel Round 30 di Eurolega, un match delicatissimo in chiave playoff perchè in questo modo i baschi si portano a ridosso dei russi, che però hanno ancora una gara da recuperare. Il TD Systems di Dusko Ivanovic, che si porta a 16-14 di record, conquista la settima vittoria nelle ultime otto gare e si candida in maniera prepotente per entrare nelle migliori otto: determinante Peters, 17 punti, ottimo Giedraitis, 12, ma decisivi sono Luca Vildoza, 15 e la tripla del sorpasso sul 75-72, e Achille Polonara, 9 punti, tutti nel quarto periodo, con 7 rimbalzi e l'assist per la bomba dell'argentino. E' un vero e proprio incubo invece per lo Zenit che getta al vento una gara in cui ha avuto anche 18 punti di vantaggio (59-41) e che aveva in pugno a meno di 5' dalla fine: poi il blackout ed ecco arrivare il terzo ko di fila, il quarto nelle ultime cinque uscite, con record che si aggiorna a 16-13. Non bastano le 15 triple a segno e i 19 assist, nemmeno i 15 punti di Ponitka, i 14 di Rivers e i 12 di Baron (11 su 20 da tre per questi giocatori), pesa la serata poco incisiva di Gudaitis, 4 punti in 14', e di Pangos, 6 punti e 8 assist ma 4 perse e 2 su 8 al tiro.
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Eurolega
Milano-Barcellona: il big-match per il ritorno ai playoff
18/03/2021 A 09:32
A San Pietroburgo l'avvio è del Baskonia che, spinto da Henry e Peters, prende anche 7 punti di vantaggio e poi a fine primo quarto conduce 17-14. Nel secondo periodo la musica cambia completamente, lo Zenit crivella la retina con le bombe di Baron e i canestri di Khvostov e Zubkov, piazza un break di 10-0 e poi completa un parziale di 22-3 (dall'11-17) che permette ai russi di toccare il +13 sul 33-20. Il TD Systems reagisce con Vildoza che segna 8 punti consecutivi, ma i padroni di casa tengono in mano il match e all'intervallo sono saldamente avanti 45-32 (9 su 29 al tiro per gli ospiti contro il 17 su 32 dei padroni di casa, 8 su 16 da tre).
Nel terzo periodo la musica non cambia, i baschi si portano anche a -7 ma poi lo Zenit riprende a segnare con ottime percentuali e arriva al massimo vantaggio di +18 sul 59-41 con anche due bombe dell'ispirato Will Thomas. Al 30' è 59-45, poi nell'ultimo periodo si sveglia anche Polonara, ma i russi non perdono smalto e i canestri di Ponitka e Rivers toccano il +14 sul 72-58 a 4'40 dal termine. Finita? Non proprio. Infatti lì lo Zenit va in tilt, non segna più mentre il Baskonia risale la china in modo veemente e impatta con una tripla di Giedratitis e due giocate da tre punti, a rimbalzo offensivo, di Henry e Polonara. La giocata decisiva la costruiscono Polonara e Vildoza, il primo con l'assist, il secondo con la bomba dall'angolo del 75-72 a 24" dalla fine. Sull'azione successiva Pangos sbaglia in penetrazione e Giedraitis sigilla il risultato con due liberi.
Nel prossimo turno, Round 31, lo Zenit ha un impegno sulla carta agevole sul campo del Khimki, mentre il Baskonia ha un'altra gara determinante (lo saranno tutte adesso) in casa contro l'Olimpia Milano.
  • Zenit: KC Rivers 14, Pangos 6, Fridzon ne, Hollins 1, Thomas 9, Baron 12, Khvostov 6, Zubkov 4, Poythress 4, Ponitka 15, Black, Gudaitis 4. All. Pascual.
  • Baskonia: Raieste ne, Vildoza 15, Jekiri 8, Henry 7, Sedekerskis, Diop, Fall 6, Peters 17, Dragic 5, Giedraitis 15, Polonara 9, Kurucs ne. All. Ivanovic.
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Fenerbahçe Beko Istanbul-Zalgiris Kaunas 84-61

Di Daniele Fantini. Tre mesi fa, con un tremendo -27 incassato proprio nella trasferta di Kaunas, il Fenerbahçe toccava il momento più basso e buio della stagione. Con un record di 5-10 e perso nei bassifondi della classifica, sembrava destinato a dettare la definitiva chiusura dell'epoca d'oro vissuta con coach Zeljko Obradovic in panchina. Invece, da quella sconfitta, il Fener è poi risorto, e oggi si presenta, a meno di un mese dal termine della regular-season, come una delle squadre più quadrate, in forma, armoniche e temibili del continente. Il netto successo sullo Zalgiris non ribalta il tracollo dell'andata ma vale il 13esimo successo nelle ultime 15 partite, una striscia vincente straordinaria che ha spedito la formazione di coach Kokoskov al sesto posto in classifica (18-12) in una volata-playoff a ranghi serratissimi, con ben 6 squadre nell'arco di sole due vittorie. L'84-61 finale non lascia adito a particolari questioni. La partita "vera" dura soltanto una manciata di minuti nel primo periodo, quando lo Zalgiris, spinto dal buon inizio di Nigel Hayes e Joffrey Lauvergne, fa corsa di testa per cinque minuti. Poi, il Fener si scatena in tutta la sua bellezza e forza su entrambi i lati del campo.
Trascinata dalla qualità e dall'esperienza dei suoi veterani, la squadra turca balza sul +10 al primo intervallo (28-18) e piazza poi un break devastante di 13-0 per chiudere il primo tempo, rigenerata dal rientro dei titolari dopo un momento interlocutorio con le seconde linee nella prima metà del secondo quarto (45-26 al 20'). La reazione dello Zalgiris, stritolato da una difesa pressante, mobile e fisica (soltanto 8 punti realizzati in un secondo periodo modestissimo con 5 lunghi minuti senza canestri), e squartato dall'ottima armonia offensiva avversaria, che vede il Fener esprimere una circolazione fluida con spaziature perfette, è virtualmente inesistente, concentrata in una manciata di azioni di pura forza nervosa a inizio ripresa e in un paio di passaggi infruttuosi a una difesa 1-3-1 allungata a tutto campo. Il Fener controlla l'inerzia presentandosi sul +20 all'ultimo riposo (66-46) e tocca anche il +30 nel garbage-time del quarto periodo nella sfida tra seconde linee, momento che spinge Kokoskov a tentare, invano, l'assalto al doppio confronto con il reinserimento dei titolari per qualche manciata di azioni.
Jan Vesely si merita il premio di MVP di una partita dominata su entrambi i lati del campo, ben espressa dai 21 punti realizzati (9/10 al tiro) con 10 rimbalzi e 5 assist. Ottima la gestione di Nando De Colo (16 punti, 6 assist), confermata la netta crescita di DyShawn Pierre (12, 4 rimbalzi, grandissima spalla della coppia di superstar) così come l'importanza di Marko Guduric come vero giocatore-barometro della squadra (9 punti in 16' al rientro dopo la gara saltata a Valencia - e persa, non a caso). Dalla panchina, buon impatto per Lorenzo Brown (8 punti, 5 assist) e per il giovane Tarik Biberovic (8 punti), sguinzagliato sì nel garbage-time ma con faccia tosta per mettere a referto la sua seconda miglior prestazione in carriera dopo i 13 sparati contro l'Alba Berlino.
Lo Zalgiris incassa invece il terzo ko consecutivo (il quinto nelle ultime 6 uscite) e vede il proprio record tornare in parità (15-15) con annessa perdita di contatto dal margine della zona playoff, dove ora preme il Baskonia grazie al successo esterno in rimonta sul campo dello Zenit San Pietroburgo. Non servono i 12 punti di Lukas Lekavicius e gli 11 di Thomas Walkup, arrivati in gran parte a risultato nettamente deciso. Spicca il modesto 7/28 dall'arco (25%) per la seconda miglior squadra nel tiro pesante della Lega, alle spalle dell'Olimpia Milano. Ora, la corsa-playoff si fa complicata, ma il calendario non è dei peggiori: lo Zalgiris chiuderà la regular-season ospitando Maccabi, Alba e Panathinaikos e volando in trasferta a Monaco.
  • Fenerbahçe: De Colo 16, Guduric 9, Pierre 12, Vesely 21, Duverioglu 2; Brown 8, Perez, O'Quinn 2, Biberovic 8, Barthel 6. N.e.: Eddie, Mahmutoglu. All.: Kokoskov.
  • Zalgiris: Walkup 11, Jokubaitis 8, Grigonis 10, Hayes 5, Lauvergne 6; Lekavicius 12, Jankunas 3, Lukosiunas, Geben 2, Rubit 4, Vasturia. N.e.: Blazevic. All.: Schiller.
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Alba Berlino-Olympiacos Pireo 80-84

Di Davide Fumagalli. Prosegue l'ottimo momento del'Olympiacos che vince 84-80 alla O2 Arena contro l'Alba Berlino nel Round 30 di Eurolega e tiene viva la piccola speranza di restare in corsa per i playoff. I biancorossi del Pireo centrano il terzo successo in fila, fermano una striscia di quattro ko in trasferta e aggiornano il proprio record a 14-16: a Berlino spicca la prova magica di Sasha Vezenkov che certamente firma la miglior gara della sua carriera con 31 punti, 10 rimbalzi, 3 rubate, 5 falli subiti, 41 di PIR e anche la bomba che taglia le gambe all'Alba per l'82-78. Bene anche McKissic e Ellis, 9 punti a testa, in ripresa Kostas Sloukas, 14 punti, 6 assist e 3 rubate, oltre a 4 triple. Ko che brucia invece per l'Alba dopo i due successi esterni con Khimki e Asvel: la formazione di Aito tiene la testa avanti per tre quarti e poi incassa il break decisivo all'inizio dell'ultimo periodo. Pesa certamente il 9 su 32 da tre, i migliori sono Siva, 14 punti e 7 assist, e Sikma, 11 con 10 rimbalzi, mentre Simone Fontecchio si ferma a 7 punti (appena 4 tiri), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate e 4 perse.
Partita equilibrata a Berlino in avvio, con l'Alba avanti 18-16 nel primo quarto e poi a +7 sul 29-22 a inizio secondo periodo. A ricucire per l'Olympiacos ci pensano Jean-Charles e Spanoulis, poi Larentzakis mette la bomba del sorpasso sul 32-31, ma all'intervallo comandano i padroni di casa sul 42-37 grazie ad una bomba da lontanissimo di Siva a fil di sirena.
Dopo la pausa negli spogliatoi rientra un Olympiacos arrembante, i greci chiudono i divario e vanno davanti con Printezis (42-44), l'Alba però non ci sta, Fontecchio impatta con un bel canestro in euro-step, poi Eriksson mette la bomba del 53-49. L'equilibrio però torna immediatamente e al 30' è parità sul 62-62. La gara si spezza nei primi minuti del quarto periodo, l'Olympiacos prende fuoco dall'arco e con le triple di Sloukas, Larentzakis e Vezenkov arriva fino a +11 sul 78-67! L'Alba Berlino è colpita ma non affonda, la squadra di Aito reagisce e con un parziale di 11-1 firmato da Fontecchio, Eriksson e Sikma, e torna magicamente a -1 a 34" dal termine. A quel punto torna al lavoro Vezenkov che segna una clamorosa bomba dall'angolo su assist di Sloukas, e sostanzialmente taglia le gambe agli avversari. Il finale è 84-80 siglato da altri due liberi del bulgaro che chiude a quota 31.
Nel Round 31 l'Alba Berlino avrà una trasferta semi impossibile sul campo della capolista Barcellona mentre l'Olympiacos ospiterà il Fenerbahce, lanciatissimo verso la conquista dei playoff.
  • Alba Berlino: Siva 14, Giffey 8, Delow 5, Eriksson 7, Schneider, Olinde 3, Fontecchio 7, Koumadje ne, Thiemann 9, Granger 3, Sikma 11, Lammers 13. All. Garcia Reneses.
  • Olympiacos: Harrison, Charalampopoulos ne, Larentzakis 7, Spanoulis 3, Sloukas 14, Vezenkov 31, Printezis 6, Jean-Charles 5, Jenkins, Koufos, Ellis 9, McKissic 9. All. Bartzokas.
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Real Madrid-CSKA Mosca 89-96

Di Marco Arcari. Dopo 2 k.o. consecutivi, il CSKA Mosca ritorna al successo e lo fa con una prestazione balistica impressionante (16/34 da 3) nella sfida del Wizink Center contro il Real Madrid. Tornik’e Shengelia è subito assoluto protagonista, risultando unico terminale offensivo degli ospiti e propiziando un mini-break (0-8). Il Real ci mette un po’ a carburare, ma quando lo fa riesce a mandare a bersaglio bombe fondamentali per rispondere allo show congiunto della coppia James-Shengelia (10-13 a metà 1° quarto). Il lungo georgiano è inarrestabile da oltre l’arco dei 6.75, mentre Carlos Alocen soffre non poco nel costruire trame offensive efficaci nei pick&roll con Walter Tavares. Quest’ultimo rimane però impressionante, per capacità di costruire punti letteralmente dal nulla – stante uno strapotere fisico evidente e costante – e realizza i canestri che mantengono il match in equilibrio anche al 10’ (21-23). Trey Thompkins si trasforma nel go-to-guy dei Blancos, ma Will Clyburn non vuole essergli da meno e realizza uno 0-6 che consente al CSKA di allungare un po’ le distanze a metà 2° periodo (30-35). L’esterno del club moscovita (16 nel 2° quarto) spara a ripetizione dalla distanza, James lo imiti con le classiche triple senza alcuna spiegazione logica, e gli ospiti volano sul +12 (35-47). La difesa della squadra di coach Laso fatica incredibilmente a contenere gli 1vs1 della coppia Clyburn-James, regalando addirittura 3 tiri liberi al secondo proprio in chiusura di 1° tempo, per il 41-55 all’intervallo.
L’inizio di ripresa è ancora tutto di marca moscovita. Shengelia continua a bombardare da oltre l’arco, ma è Johannes Voigtmann a scrivere il +20 (43-63). Tocca allora a Thompkins caricarsi sulle spalle tutto l’attacco dei padroni di casa e realizzare triple importanti per evitare l’imbarcata già al 25’ di gioco. Jaycee Carroll sale in cattedra, confermandosi tiratore senza eguali nella competizione e piazzando un 7-0 personale che ridà un senso al match proprio a ridosso del 30’ (67-74). Carroll prova a tenere viva la gara con giocate da assoluto fenomeno, ma le triple di Voigtmann, create da invenzioni incredibili di James, tengono a debita distanza il CSKA. Un fallo antisportivo di Shengelia frutta il 5-0 con cui il Real Madrid sembra poter riaprire totalmente la sfida (85-90) a 3’ dalla sirena finale, ma una serie incredibile di rimbalzi offensivi concede al CSKA i possessi per chiudere definitivamente la sfida. Manco a dirlo, a realizzare la tripla che manda i titoli di coda è ancora Voigtmann, il quale chiude con 18 e 9 rimbalzi. MVP Clyburn (23), mentre James ne piazza 22 con 4/6 da 3. Al Real non bastano la doppia-doppia (12+13 rimbalzi, ma anche 6 assist) di Tavares, i 17 di Carroll (tutti nella ripresa) e i 20 di Thompkins.
  • Real: Causeur 14, Abalde 7, Tyus, Laprovittola 2, Reyes n.e., Alocen 2, Deck 12, Garuba 3, Carroll 17, Tavares 12, Thompkins 20, Taylor. All. Laso.
  • CSKA: Lundberg 4, Bolomboy 4, James 22, Ukhov n.e., Hackett 4, Antonov, Strelnieks 4, Voigtmann 18, Clyburn 23, Shengelia 14, Kurbanov 3, Eric. All. Itoudis.
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