Allianz Pallacanestro Trieste - Carpegna Prosciutto Pesaro 101-88

Di Marco Arcari. L’Allianz Trieste vince lo scontro diretto con la Carpegna Prosciutto Pesaro e fa un altro, importantissimo e decisivo passo, verso i Playoffs. Ai “Muli” serve il miglior Marcos Delia di sempre in campionato (25 e 7 rimbalzi, con 9/12 dal campo), ma anche la prova balistica di Davide Alviti (24 con 6/10 da 3). Delia sfrutta fin da subito l’assenza di Tyler Cain – out per una scavigliata rimediata nel k.o del turno infrasettimanale contro Brindisi – attaccando il ferro sistematicamente e facendo valere la sua immensa tecnica, specie in pick&rolls che la difesa ospite soffre molto. La squadra di coach Repesa deve però fare i conti anche con Milton Doyle e con una ricerca del tiro pesante che non produce frutti. In meno di 5’ l’Allianz segna 19 punti e allunga sul +11 grazie alle bombe di Alviti, ma è sempre Delia (13 nel 1° quarto) a lanciare ulteriormente la fuga dei padroni di casa (33-15) al 10’ di gara.

Delia finta il passaggio e poi vola a schiacciare

Basketball Champions League
Treviso giocherà in casa il girone di qualificazione
26/07/2021 A 21:51
Justin Robinson e Simone Zanotti tentano di rianimare l’attacco della VL, propiziando uno 0-9 in apertura di 2° quarto e preoccupando non poco la panchina di casa. Matteo Da Ros continua a dispensare pregevoli assist a tutti i compagni, ma Trieste non riesce più a contenere le sfuriate di Robinson, il quale ne segna 14 in 5’ e riporta gli ospiti a stretto contatto (41-40) a metà frazione. Il rientro sul parquet di Delia spezza però nuovamente gli equilibri, anche perché il centro biancorosso riesce a calarsi perfettamente nelle vesti di assistman aggiunto. L’attacco della Carpegna Prosciutto non si arresta comunque, neppure davanti allo stesso Delia, e solo una triplona di Doyle allo scadere impedisce agli ospiti di chiudere avanti la prima metà di gara (52-49). Anche a inizio ripresa le bombe di Alviti sono protagoniste: 2/2 consecutivo (e 5/8 fino a quel punto della sfida) e Allianz che tenta di riprendere saldamente tra le mani l’inerzia del match (62-53) al 23’. Pesaro si ferma nuovamente in fase offensiva, non riuscendo a dare continuità alla spettacolare frazione precedente, anche perché Robinson ha bisogno di rifiatare e il solo Paul Eboua non basta.

Da Ros inventa l'assist spettacolare, Henry vola a schiacciare

Coach Repesa prova a catechizzare i suoi, ma la VL non riesce più a incidere nel match, scivolando nuovamente a -14 (70-56) al 26’, anche perché Tommaso Laquintana (8 nel 3° quarto) sale in cattedra con giocate molto importanti in entrambe le metà campo. Delia si conferma inarrestabile e solo il rientro di Robinson gli impedisce di chiudere sostanzialmente la gara già al 30’ (80-68, dopo il nuovo +18 casalingo). Doyle decide di mettersi al servizio di qualsiasi compagno (specie di DeVonte Upson), smazzando gli assist che fruttano i canestri del nuovo massimo vantaggio (93-74) e il primo canestro della stagione di capitan Andrea Coronica. Pesaro non segna per oltre 3’ e le triple di Michele Serpilli servono solo per tenere alta la concentrazione triestina nel ribaltare il -10 dell’andata. Alla Carpegna Prosciutto non bastano il career-high di Zanotti (23) e i 21 (con anche 7 assist) di Robinson.

Milton Doyle smazza un assist pazzesco per DeVonte Upson

  • Trieste: Coronica 2, Upson 7, Fernandez n.e., Arnaldo n.e., Laquintana 11, Delia 25, Henry 3, Cavaliero 5, Da Ros 12, Grazulis n.e., Doyle 12, Alviti 24. All. Dalmasson.
  • Pesaro: Drell 5, Massenat 8, Filloy 2, Robinson 21, Tambone 9, Mujakovic n.e., Eboua 3, Serpilli 6, Filipovity 11, Zanotti 23. All. Repesa.

Highlights: Trieste-Pesaro 101-88

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Umana Reyer Venezia - Fortitudo Lavoropiù Bologna 92-76

Di Daniele Fantini. La Reyer Venezia vince con il minimo sforzo una classica partita di fine stagione, condizionata dalle numerose assenze nell’organico di entrambe le formazioni. Per l’Umana si tratta della quinta vittoria nelle ultime sei e dell’ottavo successo consecutivo tra le mura di casa, a consolidare un quarto posto ormai quasi matematico. Il match, giocato su alti ritmi e con quintetti leggeri, spesso privi di un vero centro di ruolo, rimane in equilibrio per i primi trenta minuti conclusi sul +8 a favore di Venezia (69-61), la cui difesa è attenta ma non morde con la consueta aggressività.

Fantinelli stoppa e serve l'assist per la schiacciata di Totè

Poi, nel quarto conclusivo, una migliore circolazione di palla e le giocate di Stefano Tonut (di gran lunga l’MVP del match, autore di 26 punti, 6 rimbalzi, 3 assist) e di Mitchell Watt (a lungo frenato dalle condizioni fisiche non ottimali e dai falli ma in grado di concludere con 14 punti e 6 rimbalzi) consentono ai padroni di casa di allargare progressivamente la forbice fino al 92-76 finale.

Mitchell Watt inchioda di forza dopo una stoppata di Mancinelli

La Fortitudo, che schiera nello starting five quattro giocatori italiani al fianco di Adrian Banks, gioca una partita onesta e coraggiosa, alternando alla difesa a uomo alcuni minuti di zona per supplire all’organico ridotto ai minimi termini. Bologna regge bene il campo, grazie al lavoro dei lunghi (prima Marco Cusin, poi Leonardo Totè schierato nell’insolito ruolo di centro) e all’alta percentuale di realizzazione in attacco (nel primo tempo oltre il 63% da due). Poi, quando le produttività all’interno dell’area si riduce, il tiro da fuori di un intraprendente Todd Withers (42% da tre e 6 rimbalzi), la creatività di Pietro Aradori (7 assist e 15 punti) e la combattività di Totè (16 punti, 75% da due, 6 falli subiti) consentono all’Aquila di restare in scia fino al -7 del 35’ minuto. Deludenti le prestazioni di Austin Daye (3 punti, 6 rimbalzi e alcune brutte scelte nei momenti conclusivi) apparso distratto e poco intraprendente da una parte e di Tommaso Baldasso (0 punti e 0 assist in 17’) dall’altra.
  • Venezia: Casarin 7, Stone 9, Tonut 26, Daye 3, De Nicolao 5, Campogrande 8, Clark 10, Chappell 7, Mazzola 3, Cerella, Possamai, Watt 14. All. De Raffaele.
  • Bologna: Banks 16, Aradori 15, Mancinelli 1, Manna, Pavani, Fantinelli 5, Baldasso, Cusin 8, Withers 15, Totè 16. All. Dalmonte.

Highlights: Venezia-Fortitudo Bologna 92-76

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De' Longhi Treviso Basket - Openjobmetis Varese 94-103

Di Davide Fumagalli. Scatto salvezza della Openjobmetis Varese che fa un colpaccio andando a vincere al PalaVerde contro la De'Longhi Treviso per 103-94 nella 28esima giornata di Serie A. Prova sontuosa della formazione di Massimo Bulleri che, reduce da due ko e con sei sconfitte nelle ultime 7 trasferte, gioca un secondo tempo esiziale, batte una formazione che veniva da sei successi e che non aveva giocato l'infrasettimanale, e conquista due punti pesantissimi per salire a quota 20 in classifica (+4 su Cantù, +2 su Brescia e Fortitudo). Impressionante la prova balistica di Varese che chiude col 67% da due e 11 su 23 dall'arco, dominando anche la lotta a rimbalzo (37 a 25) e non pagando le 16 palle perse: sugli scudi Luis Scola, 24 punti con 8 su 10 dal campo e le due bombe che hanno scavato il solco decisivo; molto bene anche Douglas, 16, Strautins, 14 con 10 rimbalzi, e Beane, 13, senza dimenticare Ruzzier, 11, e Giovanni De Nicolao, 8 punti di cui 5 nel quarto periodo. Per Treviso un passo falso che lascia l'amaro in bocca, più per la prestazione che per il risultato in sè: veramente troppi i 57 punti concessi nella ripresa ad una squadra che di solito ne segna 80 in tutto il match, poi il crollo finale per il primo ko dal 28 febbraio, in casa addirittura non perdeva dal 7 febbraio. Alla De'Longhi non bastano i 18 punti di Logan e Mekowulu, i 16 di Russell e i 12 di Sokolowski, tornato sulla terra dopo le ultime cinque da autetico marziano.

Scola in versione "General", 24 punti contro Treviso

La gara del PalaVerde è da subito ad alto punteggi e con gli attacchi ispirati, Egbunu ripsonde a Mekowulu, Logan a Beane e Scola, e al 10' è 28-25 per la De'Longhi. Nel secondo quarto Treviso allunga, arriva fino a +7 sul 44-37 con una bomba di Sokolowski, e poi anche a +9 sul 51-42 con Russell; la Openjobmetis resiste e Beane segna a rimbalzo allo scadere per il 52-46 con cui si torna negli spogliatoi per l'intervallo. Dopo la pausa lunga si riparte con lo stesso buon ritmo, solo che Varese sembra più in palla, rimonta e sorpassa andando avanti sul 59-57 con due liberi di Scola. La risposta trevigiana è affidata a Logan che segna 5 punti per il +5 sul 69-64, ma il finale di tempo è della squadra di Bulleri che pareggia con un missile di Douglas e poi trova ancora con Beane il jumper sulla sirena per il vantaggio 79-77, servito da una sciagurata rimessa di Chillo.

Russell lancia Akele per la bimane in contropiede

Nell'ultimo periodo è un botta e risposta, Akele trova un gran schiacciata e Treviso fa 84-81, lì però arriva il break di Varese: 14-4 con quattro triple, le ultime due sempre dall'angolo di Scola, e +9 sul 95-86. E' lo strappo decisivo perchè a quel punto la De'Longhi va in tilt, è costretta a forzare in attacco e a prestare il fianco in difesa, l'Openjobmetis invece mantiene la calma, conserva la lucidità e chiude il discorso coi liberi di Strautins e Douglas che fanno +11 sul 103-92. Il finale è 103-94, Varese porta a 5 le vittorie consecutive al PalaVerde (3 contro la Benetton), mentre Treviso prosegue nel suo tabù casalingo contro i lombardi visto che, fra De'Longhi e Benetton, non si impone dall'ottobre 2007!

Ruzzier alza per l'affondata bimane di Egbunu

La De'Longhi, già sicura dei playoff, tornerà in campo mercoledì alle ore 20 alla Segafredo Arena per il recupero contro la Virtus Bologna, poi domenica prossima avrà il derby al Taliercio contro Venezia. Nel prossimo turno invece Varese giocherà in casa contro Trieste, altra sfida delicatissima per la salvezza.
  • Treviso: Mekowulu 18, Imbrò 2, Sokolowski 12, Logan 18, Russell 16, Akele 8, Piccin ne, Chillo 5, Bartoli ne, Lockett 6, Vildera 9. All. Menetti.
  • Varese: Douglas 16, Ruzzier 11, Strautins 14, Scola 24, Beane 13, Morse 4, De Nicolao 8, De Vico ne, Ferrero 7, Egbunu 6. All. Bulleri.

Highlights: Treviso-Varese 94-103

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Acqua S. Bernardo Cantù - UNAHOTELS Reggio Emilia 71-72

Di Daniele Fantini. Reggio Emilia ha vissuto sulle sue spalle per l'intera stagione, e il canestro della salvezza virtuale non poteva arrivare che dalle sue mani: un and-one di Brandon Taylor a 3.6 secondi dalla sirena permette alla UnaHotels di violare in volata il PalaBancoDesio e di strappare un referto rosa che vale la salvezza ormai quasi certa a due giornate dal termine del campionato. La terza vittoria raccolta nelle ultime quattro gare riproietta la Reggiana al decimo posto in classifica (10-16) e certifica la bontà della scelta di Attilio Caja, maestro delle salvezze per eccellenza, per svoltare una stagione precipitata con quell'interminabile serie di 11 sconfitte in 12 gare dopo l'ottimo inizio. Cantù, beffata sul traguardo finale e tradita da un runner appoggiato soltanto sul primo ferro da Frank Gaines sulla sirena, frena in maniera brusca dopo la bella vittoria corsara a Brescia e resta, in solitaria, sul fondo della graduatoria (8-18): ora sarà decisivo lo scontro diretto di domenica prossima con la Fortitudo Bologna (penultima a 9-17) in un altro match cruciale per mantenere la categoria.

And-one! Brandon Taylor segna il canestro della vittoria a Cantù

Brandon Taylor si merita il premio di MVP non soltanto per il canestro decisivo ma, più in generale, per una partita giocata con grande personalità offensiva e approcciata sin dalla palla a due con grinta e attributi: 9 dei suoi 20 punti arrivano in un primo periodo molto pimpante per griffare l'allungo iniziale degli ospiti (19-23) e sarà il suo ritorno in cattedra nella ripresa a frenare lo slancio acquisito da Cantù a cavallo dei due quarti centrali. Nel quarto periodo, quando la Reggiana si trova con le spalle al muro e uno svantaggio di 8 lunghezze da recuperare (59-51), emerge l'esperienza dei grandi veterani. Petteri Koponen, invisibile fino a quel momento, spara due triple consecutive per erodere rapidamente il disavanzo (13 punti, 3/8 dall'arco) e Frank Elegar troneggia nel verniciato regalando extra-possessi importanti soprattutto nei momenti in cui le percentuali al tiro iniziano a calare dopo il grande avvio (doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi, 5 dei quali in attacco). Importante anche il contributo di Justin Johnson, emerso con forza, fisicità e rocciosità nel finale punto-a-punto (7+10 rimbalzi) e quello iniziale di Brynton Lemar (13).

Frank Elegar vola nel cielo di Cantù con due splendide stoppate

A Cantù non bastano i 19 punti di Frank Gaines, esploso a cavallo dell'intervallo lungo dopo un avvio spento ma poi incapace di ritrovare le sue movenze nel momento del bisogno. La squadra di Piero Bucchi soffre una lunga siccità offensiva per la prima metà del quarto periodo, frenata soltanto dal rientro del super-pretoriano Maarty Leunen (15): due bombe sembrano poter tenere la partita sui binari biancoblù, ma Cantù non ha la freddezza e la lucidità nella gestione dei possessi più pesanti del match. Stecca Jaime Smith (5 punti, 1/8 al tiro), ondivago Jazz Johnson (10), negativa la coppia di lunghi composta da Jordan Bayehe, in grande difficoltà contro l'esperienza di Elegar, e Ivica Radic, incapace di incidere con i suoi gancetti dal post-basso. Brillante, invece, Andrea Pecchia, nella solita figura di collante all-around arricchita da una grande fiammata nel terzo periodo: 13 punti, 7 rimbalzi e 2 palle recuperate.
  • Cantù: Smith 5, Gaines 19, Pecchia 13, Leunen 15, Bayehe 2; Thomas 5, Procida, Johnson 10, Radic 2. N.e.: La Torre, Lanzi, Baparapè. All.: Bucchi.
  • Reggio Emilia: Taylor 20, Lemar 13, Kyzlink, Johnson 7, Elegar 10; Koponen 13, Candi 3, Baldi Rossi 6. N.e.: Porfilio, Soliani, Bonacini, Diof. All.: Caja.

Highlights: Cantù-Reggio Emilia 71-72

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Happy Casa Brindisi - Vanoli Basket Cremona 67-78

La peggior Brindisi dell’anno cade tra le mura amiche del PalaPentassuglia e cede nuovamente il 1° posto all’Olimpia Milano, interrompendo una striscia vincente ormai lunga 8 partite. La Vanoli Cremona, terza squadra a violare il parquet brindisino in questa Serie A, gioca una partita ordinata e centra non solo il successo, ma anche la certezza matematica della salvezza e l’8° posto provvisorio in classifica, che oggi equivarrebbe ad affrontare Milano nei quarti di finale Playoffs. David Reginald Cournooh è subito protagonista nel break di 0-5 con cui la Vanoli apre la sfida. Le polveri sono però bagnatissime per entrambe le formazioni, tanto che i padroni di casa segnano solamente 5 punti in metà quarto (5-11). La squadra di coach Galbiati riesce a mettere in ritmo i propri tiratori, con Fabio Mian sugli scudi e autore di 11 punti in rapida successione, per inanellare un 5/8 da oltre l’arco dei 6.75 e volare sul provvisorio +7. L’ingresso di James Bell, uno dei tanti ex di turno, risveglia un po’ l’attacco dell’Happy Casa, producendo anche un 5-0 con cui i biancoazzurri chiudono il 1° periodo sul 17-19.

Marcus Lee decolla per uno splendido alley-oop contro Brindisi

La coppia di Williams fa la differenza a inizio frazione successiva, con Jarvis a forzare palle perse avversarie, oltre a inchiodare uno dei ferri del PalaPentassuglia. Cremona tenta così un nuovo allungo (17-29) grazie a un break complessivo di 0-10 e, nel momento in cui Brindisi prova a rientrare, stringe le maglie difensive per forzare altri turnovers dei padroni di casa (11 in 20’). Mian ritorna protagonista con 2 bombe in rapida successione e scrive il +16 (25-41) al 18’ di gioco, mentre T. J. Williams sale in cattedra con canestri pesanti e a metà partita è +20 Vanoli (27-47), con una differenza impressionante nel rendimento delle due squadre. Servono oltre 3’ per vedere il primo canestro della ripresa, perché la squadra di coach Morea proprio non riesce a sbloccarsi offensivamente – stante l’arcigna difesa ospite – e Cremona si affida unicamente al tiro pesante. Mian non tradisce e sblocca così il punteggio, ma il 3° quarto è un’esibizione continua di errori al tiro e palle perse (29-50 al 25’).

T.J. e Jarvis Williams combinano per uno spettacolare pick&roll

D’Angelo Harrison si sveglia improvvisamente e, dopo uno 0/5 consecutivo da 3, spara 2 bombe per il 9-0 che costringe la panchina della Vanoli al timeout (36-50). I Williams tornano a fare la differenza nel finale di frazione, lanciando nuovamente in fuga il club lombardo, con T.J. che mette a tabellone il +18 proprio a fil di sirena (42-60). Harrison riprova a caricarsi sulle spalle tutta la Stella del Sud, ma a 7’30’’ dalla fine è costretto a tornare in panchina per problemi di falli. L’intensità di Brindisi è completamente diversa rispetto a quella dei periodi precedenti e a dimostrarlo sono anche e soprattutto i rimbalzi offensivi (con Mattia Udom a spadroneggiare nel pitturato di Cremona). Le grandi giocate di Raphael Gaspardo fruttano il -8 (61-69), anche perché dall’altra parte solo Cournooh riesce a trovare la via del canestro. I turnovers tornano però a limitare l’attacco bianco-azzurro, facendo così svanire definitivamente le speranze di rimonta. Barford e Cournooh sigillano il successo di Cremona dalla lunetta. Mian MVP (22 e 6 triple), ma grande prova, specie difensiva, di Lee (15 rimbalzi e 4 stoppate). Doppia-doppia per Ousman Krubally (13+12 rimbalzi).
  • Brindisi: Bostic 8, Motta n.e., Krubally 13, Harrison 18, Visconti 2, Gaspardo 10, Cattapan n.e., Guido n.e., Udom 7, Bell 5, Willis 4. All. Morea.
  • Cremona: Barford 11, T.J. Williams 12, Trunic n.e., J. Williams 9, Poeta n.e., Mian 22, Lee 4, Cournooh 12, Hommes 8, Donda n.e.. All. Galbiati.

Highlights: Brindisi-Cremona 67-78

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