Al termine della stagione 2012 la famiglia Benetton si ritira e così il basket italiano perde la città di Treviso: 7 anni dopo, con una nuova proprietà, un altro nome e una lunga e difficile risalita, la Serie A ritrova la piazza veneta, uno dei club di riferimento anche a livello europeo ed internazionale negli anni '90 e nel primo decennio del 2000. Una promozione tanto rincorsa, sempre accarezzata e sfiorata, mai conquistata: fino a questi playoff di A2, col 3-0 a Capo d'Orlando da parte della banda di Max Menetti. Treviso si aggiunge a Fortitudo Bologna e Virtus Roma, tre realtà che hanno fatto la storia del basket italiano e promettono di dare battaglia già a partire dal 2019-20.

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Da Bargnani a Messina passando per D'Antoni: la gloriosa era Benetton

Nel 1981 il marchio Benetton si lega a Treviso e sarà una lunga e gloriosa storia fino al 2012, quando la famiglia decise per un totale disimpegno sulla prima squadra. Una cavalcata di oltre 30 anni con 5 Scudetti, 8 Coppe Italia, record insieme alla Virtus Bologna, 4 Supercoppa italiana, 2 Coppa Saporta e 4 Final Four di Eurolega: il primo titolo è il tricolore del 1992 con Petar Skansi in panchina e Vinny Del Negro ad impazzare sul parquet, l'ultimo la Coppa Italia 2007 a Bologna vinta in finale con la Virtus. In mezzo tanti altri trionfi, come lo Scudetto 2006 con David Blatt in panchina e Andrea Bargnani a brillare, prima di volare in NBA, i titoli con Mike D'Antoni al timone e stelle come Henry Williams, Zeljko Rebraca e Riccardo Pittis, e il periodo di Ettore Messina, un trienno dal 2002 al 2005 impreziosito dal "Grande Slam Italiano" nel 2003 e la finale di Eurolega persa col Barcellona. Tra gli altri grandi visti con la casacca verde ci sono Toni Kukoc, Jorge Garbajosa, Trajan Langdon, Tyus Edney e Marcelo Nicola, solo per citarne alcuni, mentre fra i coach sono passati anche Zelimir Obradovic, Jasmin Repesa e Sasha Djordjevic, ultimo dell'era Benetton.

Il caso Lorbek e la fine della Benetton Treviso

La goccia che segnò l'inizio della lunga discesa fu il "caso Lorbek" che coinvolse il giocatore sloveno. Essendo il 19º tesserato (il limite per stagione è fissato a 18) la società viene prima penalizzata di 18 punti, poi ridotti a 12 dal Collegio Arbitrale del Coni: la Benetton termina all'undicesimo posto. Da quel momento però non c'è più quella continuità tecnica e manageriale del passato, Maurizio Gherardini è andato a Toronto e si susseguono continue rivoluzioni, sia in squadra, sia a livello gestionale. Fino alla fine della stagione 2011-12, chiusa all'undicesimo posto e senza playoff, con l'addio della famiglia Benetton che dedice di dedicarsi esclusivamente al settore giovanile.

Benetton Treviso, Coppa Italia 2007 (LaPresse)

Credit Foto LaPresse

La nascita di Treviso Basket e il percorso verso la promozione

Nell'estate 2012 nasce il consorzio Universo Treviso, fondato da ex giocatori come Pittis e Coldebella, e poi viene fondata la società Treviso Basket con presidente Paolo Vazzoler, altro ex giocatore, e uno sponsor importante come De' Longhi. "TVB" non può però ereditare il titolo della vecchia Benetton e così deve ripartire dalle serie minori: nel 2013 vince il campionato di Promozione. Un anno dopo rileva il titolo sportivo di Corato e nel 2014-15 è iscritta alla serie A2 Silver. Con Stefano Pillastrini in panchina, per tre volte conquista il primo posto in regular season ma poi nei playoff si ferma sempre prima della finale. Così la scorsa estate il club sceglie Max Menetti, preso da Reggio Emilia, e con l'aumento dei posti promozione da uno a tre si piazza dietro la Fortitudo in stagione regolare e poi domina i playoff, fino al 3-0 con Capo d'Orlando marchiato dai 36 punti di David Logan. E così, 2598 giorni dall'ultima partita giocata nel massimo campionato (6/5/2012 a Cremona), Treviso è di nuovo in Serie A!

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