Con un talento così, con una vita così, Diego Armando Maradona non poteva che far breccia nell’immaginario collettivo assurgendo a icona pop. Un po’ Masaniello – capopopolo napoletano nella rivolta contro il governo spagnolo del Seicento – un po’ Falstaff - personaggio shakespeariano dotato di appetiti insaziabili per donne, alcol e cibo ma anche di una spiccata ingegnosità – ha stretto le mani a leader antimperialisti, a papi e camorristi. È stato un personaggio ostinatamente "contro” e come tale un'impagabile fonte d'ispirazione.

Il grande schermo

In apertura del suo documentario presentato (fuori concorso) a Cannes nel 2008 Emir Kusturica sostiene che qualora Andy Warhol fosse stato ancora in attività avrebbe immortalato Diego in una delle sue celebri serigrafie: scenario condivisibile. Maradona di Kusturica restituisce un ritratto fedele del campione: di parte, considerando le affinità elettive tra regista e soggetto rappresentato, ma per nulla indulgente riguardo le sue contraddizioni.
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Mertens, omaggio a Maradona: porta fiori davanti a murales
27/11/2020 ALLE 11:18
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Come approcciarsi a un personaggio larger than life? il documentario si è rivelato la scelta più oculata: la vita di Diego avrebbe difatti superato qualsiasi trasposizione cinematografica tradizionale. Memore di questa lezione Alessio Maria Federici ha scelto di raccontare il mito attraverso gli occhi lucidi e i vividi ricordi della gente comune di Napoli in Maradonapoli del 2017.

Ceri, lacrime e dolore: Napoli piange Maradona

Asif Kapadia (già regista dei documentari Amy e Senna) nel suo Diego Maradona del 2019 esplora la forbice tra il genuino ragazzo di Villa Fiorito “Diego” e il personaggio costretto a brillare sotto le luci della ribalta “Maradona”. Il film si chiude con una confessione profetica di Maradona, col senno di poi una sorta di testamento spirituale.
Quando sei in campo la vita sparisce. I problemi spariscono, sparisce tutto.
Ormai entrato con pieno merito nel gotha dei fenomeni del nostro calcio, Maradona è stato nel corso degli anni Ottanta - tra le altre (innumerevoli) cose - un'icona del cinema trash-cult italiano, senza neppure bisogno di cameo. Esilarante il dialogo tra l'allenatore Oronzo Canà e il suo presidente Borlotti circa l'improbabile acquisito di Maradona da parte della Longobarda in una scena madre de L'allenatore nel Pallone (1984)
  • Borlotti: Indovini chi le ho preso? Ma...
  • Canà: Ma...
  • Borlotti: Mara...
  • Canà: Mara... c'è mia moglie Mara? Dov'è? Mara...
  • Borlotti: Marado...
  • Canà: Marado...
  • Borlotti: Maradona!
  • Canà: Maradonna Benedetta dell'Incoroneta! (E sviene, ndr)

Musica e Cori

Oltre che dei leader politici della rivoluzione Maradona è entrato nelle grazie di un eclettico artista quale Manu Chao. Lo chansonnier Patchanka - una particolare fusione di vari generi musicali tra cui Reggae e Rock – gli ha dedicato la dissacrante Santa Maradona (fonte d’ispirazione per l’omonima commedia italiana) e La vida tombola che, cantata a Diego per il documentario di Kusturica, lo indusse alle lacrime.
Tra le pietre miliari campeggiano il memorabile riscaldamento di Maradona prima della semifinale di Coppa UEFA Bayern Monaco-Napoli sulle note di Live is Life e i cori da stadio, impermeabili al trascorrere del tempo: il napoletano Ho visto Maradona e gli argentini Maradona es mas grande de Pelé e la Mano de Dios sono a tutt’oggi tormentoni dei tifosi. Dalla sorgente “Diego Armando Maradona” si è abbeverata la nouvelle vague dell’indie-pop italiano: Canova (Maradona) e The Giornalisti (Maradona y Pelé) hanno celebrato a loro modo il mito.
Nella storia che sanno tutti Maradona è megl' 'e Pelé

Street Art

L’icona pop ha ispirato anche la street art: a Napoli il murales nei Quartieri Spagnoli è diventato una sorta di santuario pagano - oggi più che mai, nell'ora più triste per la città partenopea - mentre il monumentale ritratto situato nel quartiere San Giovanni a Teduccio è un capolavoro contemporaneo a firma del quotatissimo artista napoletano Jorit.
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Concludiamo questo nostro viaggio nell'immaginario collettivo veicolato dalla figura di Maradona dove lo abbiamo iniziato, ovvero al cinema. Paolo Sorrentino – oltre a dedicargli una spettacolare scena onirica di Youth e a girare l’autobiografico È stata la mano di Dio, in uscita nel 2021 – ha menzionato l'idolo di una vita nel suo Acceptance Speech dell’Oscar 2013 al miglior film straniero per La Grande Bellezza:
Grazie alle mie fonti di ispirazione: Federico Fellini, Talking Heads, Martin Scorsese e Diego Armando Maradona
Tra gli sparuti e incostanti sprazzi di bellezza - parafrasando liberamente il capolavoro di Sorrentino - figurano a pieno titolo i tocchi di palla di Diego Armando Maradona.

Maradona, l’omaggio da brividi della Bombonera

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