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Witsel, il centrocampista universale a un passo dal Milan
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Pubblicato 24/06/2015 alle 17:05 GMT+2
Milan a un passo dal trovare l'accordo con il centrocampista dello Zenit Axel Witsel. Dal Belgio sono sicuri: "Affare già fatto", ma l'accordo non è ancora effettivo. Centrocampista centrale, si sdoppia con profitto tra le due fasi. Ma nel suo passato c'è una macchia...
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Milan a un passo da Axel Witsel: trattativa ben avviata, closing non così lontano. Il condizionale è d'obbligo alla luce delle figuracce collezionate dalla task force di mercato rossonera nel primo scorcio di calciomercato estivo, ma dal Belgio sono sicuri: l'accordo tra tutte le parti (Milan, Zenit ed entourage del calciatore) potrebbe già arrivare in giornata. Wikipedia considera addirittura il classe '89 un giocatore del Milan. Intanto i tifosi rossoneri tocchino pure ferro (ci sono pur sempre altri club - come la Juve - sulle sue tracce): siamo davvero al "dunque" per quel che concerne il primo vero colpo del nuovo Milan targato Sinisa Mihajlovic? Di certo lo Zenit non sarà incline a far sconti: servono 30 milioni "cash" per assicurarsi le prestazioni del nazionale belga. Nell'estate del 2011 servivano "solo" nove milioni per l'allora giovane mediano di belle speranze dello Standard Liegi, ma il Milan preferì buttarsi sul più economico Antonio Nocerino dopo aver sondato persino Cesc Fabregas. Erano i giorni del fantomatico "mister X", il centrocampista inseguito sotto traccia da Galliani & Co.
Centrocampista universale: i numeri
Lo abbiamo visionato con la lente d'ingrandimento nel doppio confronto degli ottavi di finale di Europa League tra Torino e Zenit: Witsel impressionò per la capacità di sdoppiarsi tra le due fasi, il passo regale in mezzo al campo e la capacità di "buttarsi" dentro a caccia di fortuna. All'andata segnò un gol d'autore che spianò la strada verso i quarti ai suoi. Con lo Zenit una stagione da protagonista per lui: 42 presenze (statistica da stakanov) condite da sei gol (mai banali) e un assist. E tanta sostanza in mezzo al campo. Dati alla mano, il belga effettua quattro intercettazioni a partita e vince oltre tre duelli offensive: dalla "Heat Map", la cartina delle zolle più calpestate del campo emerge l'identikit di un centrocampista totale. Capace di abbassarsi a protezione della propria area ma anche di avanzare a ridosso dell'area avversaria per accompagnare l'azione. Ottimo anche nella distribuzione della palla: 88% di accuratezza dei passaggi per un giocatore dalla tecnica sopraffina e dalla visione di gioco periferica.
Quella macchia nel suo passato
Per un giocatore che fa della foga agonistica una sua prerogativa, il rischio di incappare in cartellini è sempre dietro l'angolo (quest'anno il computo totale ammonta a sette). Nel 2009, tuttavia, Axel andò abbondantemente oltre e si macchiò di un episodio increscioso. Nel 2009, quando ancora vestiva la maglia dello Standard Liegi, Witsel rimediò una squalifica di dieci giornate - poi ridotta a otto - a causa di un'entrata killer sul difensore dell'Anderlecht Wasilewski, che causò a quest'ultimo la doppia frattura di tibia e perone.
Minacce di morte, necessità della scorta, insulti di ogni tipo, inserimento nella lista delle persone più spregevoli del Belgio: fu il periodo più difficile in assoluto per il "fumantino" centrocampista. La storia si concluse idealmente nel 2012, quando Witsel ritrovò Wasilewski nell'incontro di Champions League tra Zenit San Pietroburgo e Anderlecht: i due si strinsero la mano prima del fischio d'inizio, poi tutto filò liscio.
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