Hernan Crespo, ex attaccante del Milan, è ritornato sulla clamorosa rimonta del Liverpool nella finale di Champions League a Istanbul. Queste le dichiarazioni ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. "È stato il dolore più grande della mia carriera da calciatore. Mai vissuto qualcosa di simile, né prima né dopo. Non potete nemmeno immaginare cosa ho provato. Vi basti un dettaglio: non ho più voluto rivedere la partita. Ci ho messo degli anni prima di riuscire a sopportare quelle immagini. È stata una coltellata a freddo, ecco il paragone che mi viene da fare".
È stato il dolore più grande della mia carriera da calciatore
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"E poi, dopo la sconfitta, ho sentito tante di quelle idiozie... Hanno detto che nell'intervallo stavamo già festeggiando. Ma chi si è inventato una cosa simili? Eravamo carichi, ci incitavamo a vicenda, e Ancelotti ci disse chiaramente di stare attenti perché le squadre inglesi non sono mai morte. E appena rientrati in campo, andate a rivedervi la partita, abbiamo il pallone del 4-0. Ma poi si è spenta la luce, il motore non ha più funzionato per sei minuti e il Liverpool ci ha rimontato. Cosa imprevedibili".

L'assenza di luce

"Il caso, il destino. Non si è trattato di un calo fisico perché altrimenti non saremmo stati capaci di reagire, subito dopo, e di giocare i supplementari sfiorando il successo. Non si è trattato di un calo psicologico perché eravamo concentrati. Ripeto: il destino. Il destino che non ha voluto regalarmi la gioia di sollevare la Champions dopo aver segnato due gol in finale".

La mette sul personale

"Lo so, ma i miei compagni hanno avuto la possibilità di rifarsi dopo due anni ad Atene, io no. Quella sconfitta contro il Liverpool la sento ancora sulla pelle".

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