All’età di 78 anni è morto Bernard Tapie. L’uomo d’affari ed ex ministro francese, personaggio estremamente discusso all’apice della sua notorietà, era malato da tempo: conviveva dal 2017 con un tumore allo stomaco e all’esofago. L’annuncio è stato dato dalla famiglia, e in particolare dalla moglie Dominique.
Nato a Parigi il 26 gennaio 1943, Tapie ha assunto un ruolo importante, ma anche controverso sia nello sport francese che fuori. A livello ciclistico, fu sua la creazione de La Vie Claire (poi Toshiba) nel 1984: nel palmares due Tour de France (con Bernard Hinault e Greg LeMond), un Giro d’Italia (con Hinault) e 22 vittorie di tappa tra Giro, Tour e Vuelta. Nel periodo in questa squadra Hinault vinse anche un Giro di Lombardia nel 1984.
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Come presidente dell’Olympique Marsiglia (1986-1994), Tapie è risultato particolarmente controverso per varie vicende. Nel 1993 alcuni tesserati del Marsiglia ne corruppero altri del Valenciennes per perdere, in cambio di compenso, una partita di campionato al fine di far risparmiare energie alla squadra marsigliese, impegnata a breve termine in finale di Champions League 1992-1993. Questo fu noto come “Affaire VA-OM”, provocò la discesa in seconda divisione della squadra e causò l’arresto con successiva condanna di Tapie a due anni, di cui otto mesi in isolamento. Anni dopo, nel 2006, il giocatore Jean-Jacques Eydelie, nella sua biografia, accusò quasi tutti (tranne Rudi Voeller) di doping, affermazioni smentite da diverse personalità del tempo, tra cui il presidente stesso, e oggetto di un’inchiesta UEFA rimasta irrisolta.

Bernard Tapie en 1985 avec son équipe La Vie Claire

Credit Foto Getty Images

Tapie aveva compiuto altre azioni non legali: fu condannato a 3 anni, con divieto di assumere cariche pubbliche per 5, per falsificazione e appropriazione indebita di beni aziendali proprio al tempo del Marsiglia. Scontò inoltre un anno e mezzo per frode fiscale. Ulteriori strascichi legali si sono accumulati nello stesso periodo.
Fu presidente dell’Adidas dal 1990 al 1993, Ministro delle Città nel governo Mitterrand tra il 1992 e il 1993 e poi deputato del Partito Socialista tra il 1993 e il 1996. Si è poi reinventato come attore in alcuni film, tra cui quello relativo a un documentario che parla della sua parabola.
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