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Luci, ombre, boom e tilt: recita l'Inter ed è solito copione
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Pubblicato 29/04/2015 alle 09:22 GMT+2
Podolski re per una notte, Shaqiri giu dalla torre, 5 risultati utili consecutivi e il solito inspiegabile finale thrilling, ieri sera a Udine in 11 contro 9. In fondo è il bello di questa nuova Inter serenovariabile, mentre il cielo si schiude e s'intravede l'Europa
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Che l’Inter stesse attraversando un discreto momento di forma, s’era GIà capito la notte del derby, giocato (molto) meglio del Milan malgrado le reti bianche. Ecco il perché dei due successi consecutivi della squadra di Mancini contro Roma (solita intensissima sfida tra le prime due rivali di questo decennio) e Udinese e dei rossoneri invece in ritiro dopo la disgustosa (concedetecelo) prova di sabato.
Poi però scrivere dell’Inter è perfino divertente, visto che ieri sera al Friuli si sono viste tutte le sfaccettature della “Pazza”, quella che segna dopo 3 minuti e si fa rimontare in cento secondi, che gioca l’ultima mezz’ora in nove contro undici subendo dannatamente nei minuti finali, con Handanovic in tilt dopo il capolavoro di un certo Lukas Podolski. Sì, lui! Quello dei fasti di Malpensa e della bocciofila, precipitato nel baratro e rinato dalle sue ceneri: 43 secondi per segnare un gol di quelli strepitosi, una fiammata fuori dal suo anonimato nerazzurro a termine breve. E Shaqiri? Lui sì invece partito bene nel girone di ritorno, fatto sta che il gioiellino ex-Bayern non gioca titolare da un mese e ieri sera non è nemmeno entrato.
Intanto però, l’Inter si affaccia all’Europa vincendo l’anticipo della 33esima giornata, ultimo turno infrasettimanale di questa Serie A. Nerazzurri a un punto dal sesto posto della Fiorentina, che stasera giocherà allo Stadium contro la Juventus e coi pensieri già tutti a Siviglia. E pensare che i giornalisti avevano già fatto i funerali al calcio milanese per la prima volta fuori dall’Europa, noi più pazzi di loro. Sono infatti bastati i nuovi exploit di Hernanes, l’attesissima sbocciatura primaverile (con qualche rovescio di pioggia) di Mateo Kovacic, il rinnovo contrattuale di Icardi e le ritrovate certezze di un veterano di guerra come Vidic per rigenerare la banda del Mancio e lanciare la volata continentale.
LEGGI: Le pagelle di Udinese-Inter
L’Inter è un po’ pazza e un po’ immatura, come quegli studenti di proverbiale flemma che accelerano solo a fine anno per garantirsi le serene vacanze. E trasformare una severa bocciatura nell’obiettivo minimo, quel 6 in pagella che in materia calcistica, dalle parti di Milano, vuol dire sesto posto ed Europa League.
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