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Da Doha a oggi, come è cambiata Juventus-Milan
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Pubblicato 09/03/2017 alle 11:49 GMT+1
Doveva essere l’ultimo titolo dell’era Berlusconi, ma in realtà il closing non è ancora arrivato: tanto è cambiato dalla finale di Supercoppa Italiana vinta dai rossoneri, con il rischio che il destino incerto del Diavolo finisca per portare l’eroe Donnarumma proprio ai rivali.
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Per alcuni, si trattava del turning point, della svolta nella storia recente. Se non addirittura della rivalità tra Milan e Juventus, quanto meno nel momento rossonero. A due mesi e mezzo di distanza dalla finale di Supercoppa Italiana, il Diavolo si trova nuovamente di fronte alla Vecchia Signora in quello che – vada come vada – sarà l’ultimo appuntamento stagionale. La quarta sfida del 2016-17, il momento della verità. Ecco come è cambiata Juventus-Milan da Doha ad oggi.
L'antefatto: Milan-Juventus 1-0
A mettere il pepe sulla finale di Supercoppa Italiana non è stata tanto la rivalità tra le due squadre, quanto il successo del Milan nella prima sfida stagionale. Quella del 22 ottobre scorso a San Siro. L’1-0 deciso da Manuel Locatelli, diciottenne alla terza da titolare in Serie A. Il primo successo del Diavolo sulla Vecchia Signora dal 25 novembre 2012, per un totale di nove incontri con nove sconfitte tra campionato e Coppa Italia. Aggiungete l’orgoglio ritrovato dai giovani rossoneri, la paratona di Gigi Donnarumma a mandare i titoli di coda e il gol annullato a Miralem Pjanic in apertura. E avrete un succoso antipasto pronto da servire sul tavolo natalizio di Doha.
Milan-Juventus, sfida d’andata di campionato. È la partita della consacrazione – quanto meno apparente – di Locatelli. Già lanciato dal gol salvifico contro il Sassuolo, il baby si prende le copertine affondando Gigi Buffon. "Non so ancora cosa ho combinato oggi – disse al termine della partita -. Devo rivederlo per capirlo. Ho segnato al portiere più forte al mondo, una cosa incredibile”.
Il fatto: Juventus-Milan 1-1 (4-5 d.c.r.)
È il 23 dicembre, ma fa caldo. Perché si gioca a Doha, dove il Milan arriva in ritardo per un problema di charter che scatena Adriano Galliani e suscita le prime polemiche della finale di Supercoppa Italiana. Le ultime, però, arrivano tutte dal fronte opposto. E a farle nascere è Massimiliano Allegri. Il suo siparietto con Beppe Marotta e Fabio Paratici subito dopo i rigori, fa discutere. Uno sfogo in piena regola per il grande ex di turno, che non accetta l’atteggiamento dei suoi. Passati in vantaggio con Giorgio Chiellini, raggiunti da Giacomo Bonaventura e incapaci di chiudere la partita con il subentrato Paulo Dybala. Fino all’epilogo dei rigori. Gianluca Lapadula si fa ipnotizzare da Gigi Buffon, Mario Mandzukic calcia sulla traversa e Donnarumma castiga la Joya. Prima che Mario Pasalic mandi i titoli di coda.
Le formazioni di Doha. Juventus senza Bonucci, con un Pjanic ancora a caccia di una posizione e Dybala dalla panchina per i postumi dell'infortunio.. Milan con Bonaventura e Locatelli al centro del campo. Qualcosa è cambiato...
Una vittoria rigori contro la Juventus. Non sarà la finale di Champions League del 2003, ma il potere retorico di un successo simile scatena le fantasie di tifosi e media. Quello che pare destinato a passare alla storia come il ventinovesimo e ultimo titolo dell’era Berlusconi, alimenta le speranze di riequilbrare il confronto con i bianconeri. È iniziato un ciclo, è la svolta. E, con il closing imminente, c’è chi sogna già un ritorno immediato nell’Europa che conta. Il tutto mentre, sul fronte Torino, lo sfogo di Allegri sembra addirittura poter aprire insospettabili scenari di crisi.
Quale miglior modo per celebrare un passaggio di consegne ideale con Buffon? Donnarumma sigilla la Supercoppa Italiana parando l’ultimo rigore bianconero, quello calciato da Dybala, e regala a Pasalic la possibilità di chiudere il match. È apoteosi milanista.
L'intermezzo: Juventus-Milan 2-1
Vissuta in sordina, ma comunque importante. Tra Doha e il match in programma venerdì sera si è già giocato un altro Juventus-Milan, sempre allo Stadium. Quello del 25 gennaio scorso, a un mese e spiccioli dall’epilogo di Supercoppa. Il primo re-match, quarti di finale di Coppa Italia. Se a Doha si era parlato di rivoluzione, a Torino è stata autentica restaurazione. Con Allegri che, con il nuovo modulo a cinque stelle, è riuscito nel capolavoro gattopardesco. Cambiare tutto, specie il modo di giocare, perché nulla cambi. E la Juventus continui a vincere.
Allegri riesce a chiudere molto in fretta gli strascichi di Doha. E, dopo il ko di Firenze, azzecca anche la mossa: 4-2-3-1 con Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain contemporaneamente in campo. La Juventus rinasce.
Finisce 2-1 per i bianconeri, che sbrigano la pratica nella prima mezz’ora con Pjanic e Dybala, finalmente splendenti. Per il Milan si tratta della seconda sconfitta consecutiva dopo quella di qualche giorno prima in campionato contro il Napoli. L’apertura di uno stato di crisi collimato in quattro battute d’arresto di fila, con l’infortunio di Bonaventura a Udine e un mese di gennaio che, in campionato, regala solo la vittoria con il Cagliari. Un amaro risveglio, fotografato alla perfezione dall’espulsione di Locatelli contro la Juventus. Dalla consacrazione alla delusione, il passo è breve.
La bella: Juventus-Milan
Ritornare sulla terra. Dopo la crisi invernale, il Milan sembra essere uscito dal letargo con tre vittorie consecutive. Ma gli equilibri sono tornati decisamente a favore della Juventus. Salita nel frattempo a +8 sulla Roma seconda in campionato, con un piede e mezzo nei quarti di Champions League e in finale di Coppa Italia. Risvegliata prepotentemente dall’iniezione di talento varata da Allegri, il 4-2-3-1 su cui si cercherà di arrivare all’obiettivo Triplete. Qualcosa di impensabile nell’immediato post-Doha, uno scenario affatto improponibile allo stato attuale.
Che dire, invece, del Milan? Il campo sta confermando tutta la bontà del lavoro di Montella, capace di barcamenarsi tra mille incertezze societarie e di rosa. Gerard Deulofeu si sta dimostrando un innnesto azzeccato, un cerino acceso in quella che resta una tempesta societaria che pone a mettere in dubbio il futuro dello stesso eroe Donnarumma, avvicinato dall'agente Raiola proprio alla Juventus. Perché tanto è cambiato da Doha, ma la proprietà milanista resta sempre quella. E, il tanto agognato closing, sembra ancora dipendere da un domani piuttosto imperscrutabile.
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