Lavori in corso, ma in grande, enorme ritardo. Dopo 4 giornate di campionato, la Juventus di Andrea Pirlo è già costretta a rincorrere la vetta della classifica e soprattutto, è ancora dannatamente alla ricerca di un'identità. Le attenuanti per il Campione del mondo al debutto assoluto in panchina sono tante, è vero: il gruppo ha avuto pochissimo tempo per conoscere il nuovo allenatore così come i nuovi arrivati per integrarsi. Di fatto l'unico test ufficiale è stata l'amichevole con il Novara. E poi il Covid che ha escluso il giocatore più forte in rosa, Cristiano Ronaldo, e quello più in forma, McKennie. Ma trovare giustificazioni per un rendimento troppo altalenante non è nello stile della Juve. Ecco allora tre criticità da risolvere il prima possibile a Vinovo.

"Abbiamo una squadra giovane, siamo in costruzione e abbiamo bisogno di tempo: i ragazzi giovani hanno bisogno di sbagliare e devono farlo anche in partite importanti come quelle di campionato". (Andrea Pirlo)

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Centrocampo ancora in alto mare

Nel 3-5-1-1 iniziale di Crotone il reparto che ha lasciato più dubbi è sicuramente il centrocampo: Pirlo ha sorpreso tutti schierando il baby Portanova al posto di Cuadrado. Nei piani del tecnico bianconero, il classe 2000 avrebbe dovuto affiancare Kulusevski alle spalle di Morata, in pratica ha aumentato densità in mediana, creando confusione ad un Arthur ancora piuttosto disorientato. Chiesa, quinto a destra, è rimasto per larghi tratti della gara altissimo: tra lui e Danilo si è creata una voragine: proprio da lì è arrivato il vantaggio dei calabresi. Insomma, poco ordine, tanta improvvisazione e troppi profili nuovi e acerbi (Frabotta e Portanova in primis) forse non all'altezza di un posto da titolare in una squadra che ambisce a Scudetto e Champions.

Gianluca Frabotta, Juventus

Credit Foto Getty Images

Freschezza a volte fa rima con inesperienza

L'eta media dei bianconeri allo Scida era di poco superiore ai 24 anni con l'unica, meravigliosa eccezione di Gigi Buffon alla sua 650ª presenza in Serie A, ma la freschezza spesso fa rima anche con inesperienza: vedi i casi Rabiot e Chiesa. Contro la Roma il francese ha rimediato un rosso per doppia ammonizione per un fallo ingenuo che poteva essere evitato a centrocampo e per il tocco di mano che ha causato il rigore poi realizzato da Veretout. Sabato sera l'ex viola, al debutto con la Juventus, ha peccato di foga nell'entrata su Cigarini. Tutti dettagli che possono fare la differenza e che, inseriti in una prestazione globale poco brillante, hanno portato a 4 punti persi per strada.

Arthur non è Pjanic (per ora)

"E' un giocatore particolare. Ha caratteristiche da calcio spagnolo, gioca corto e vede poco davanti. Tocca ancora un po' troppo il pallone, certe volte potrebbe velocizzare. Non ha fatto male, anche lui è un nuovo arrivo. Ci stiamo lavorando" (Andrea Pirlo)

La mediana Arthur-Bentancur, con l'ex Barcellona alla sua prima da titolare, non ha per nulla convinto. La coppia era costantemente in ritardo sulle giocate nello stretto. Il brasiliano, pur mettendo spesso e volentieri il pallone in cassaforte, ha rallentato la manovra, perdendo uno o più tempi di gioco risultando lento e macchinoso. Non bene considerando che la Juventus vuole fare di lui il "nuovo Pirlo", almeno per quanto riguarda i compiti in campo. Le qualità ci sono, il tempo (come per tanti suoi colleghi) incomincia a scarseggiare.

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