"Gli allenatori che considero più intriganti? Il primo, da anni, è Gasperini. Ha una mentalità che colpisce, vuole sempre avere la palla e poi attacca, insegue la vittoria. In un calcio in cui tanti passano la palla all'indietro, manco fossimo nel rugby, l'Atalanta fa altre cose e anche assai belle. E poi c'è Italiano. Non si accontenta, devo dire che un po' mi somiglia. Vuole salvarsi attraverso il gioco: lo propone e non lo subisce. E non ha paura". In una lunga intervista al Corriere dello Sport Zdenek Zeman analizza il momento del calcio italiano, alla luce degli ultimi risultati in Europa, ed elogia i tecnici di Atalanta e Spezia, a suo dire vere e proprie mosche bianche all'interno di un movimento in grande difficoltà.
"Siamo indietro fisicamente, tecnicamente e anche tatticamente. E nessuno nega che, per natura nostra, non siamo mai stati grandi lavoratori. Però sta succedendo anche altro e di questo bisogna tenere conto. Avendo qualcosa già da recuperare, il virus e ciò che ha scatenato hanno dilatato il gap. Il problema è ampio, di un'ampiezza che lascia anche disorientato, ma siano concesse le attenuanti generiche".
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Le italiane in Europa

"La qualificazione della Roma ai quarti come unica squadra italiana è l'ennesimo campanello d'allarme. Vuol dire che qualche errore - ovviamente - si è commesso, se in precedenza sono uscite tutte".

Sul calcio nell'era Covid

"Non entusiasma e la colpa non è di nessuno. Senza pubblico non è la stessa cosa e vengono meno le motivazioni per tutti, anche per quelli che stanno in campo. Io sto sul divano, visto che mi hanno chiuso i campi da golf, e avverto la differenza. Me lo faccio piacere, insomma. E comprendo chi deve giocare in queste bolle vuote".

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