Dopo l'umiliante ko di Napoli nel Maradona-day la Lazio è chiamata a dare un segnale forte già a partire dall'impegno di giovedì sera contro l'Udinese, all'Olimpico. Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha presenteto in conferenza stampa il delicato match contro l'ex collaboratore ai tempi del Chelsea Luca Gotti.

Su Gotti

"Lui ha un’intelligenza fuori dal comune, al Chelsea lo ascoltavo perché non faceva mai considerazioni banali. Sarà una partita dura. L’Udinese ha concesso poco anche fuori casa, è una squadra molto fisica”.
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Sul momento della Lazio

"Io penso sempre di vincere le partite. Le difficoltà però sono evidenti: nelle 3 partite dopo le nazionali abbiamo fatto 3 punti, così abbiamo fatto pochi punti dopo l’Europa League. Se si guardano le partite normali invece abbiamo una media molto alta. È una problematica non semplice nel calcio di oggi, perché - al contrario del passato - si gioca sempre ogni 3 giorni. Non è un problema tattico, ma di testa e di inconscio. Il sistema nervoso si scarica. Domenica avevamo già perso nel riscaldamento, era evidente. Ciò mi ha provocato un senso di frustrazione. Bisogna avere le idee chiare: quando il Liverpool prese Klopp il primo anno arrivò 12° e il secondo 8°. Non penso poi di essere come lui, è molto meglio di me (ride, ndr)”.
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Su Felipe Anderson

“Se avessi un joystick lo accenderei subito. Ha delle qualità straordinarie. Ha un carattere delicatissimo, ha una sensibilità diversa dagli altri. Per questo alcune volte diventa fragile. È difficile farlo riattivare ed è difficile fare scelte su di lui: se lo togli rischi di perderlo, se lo metti dentro rischi di pagare il suo momento”.

Calendario troppo denso

“Quando si gioca troppo alla fine si gioca male. Siamo diventati dei registi televisivi noi allenatori, lavoriamo solo sui filmati. Si sta perdendo il gusto di lavorare sul campo. A me non piace, ma magari ad alcuni piace. Io mi divertivo anche in Serie C sul campo, quando ho fatto due fallimenti consecutivi”.

Sul mercato

“Non ho mai parlato con la società di nomi, ho solo fatto presente delle necessità. Secondo me bisogna mettersi seduti per programmare due o tre sessioni di mercato, non mettersi alla finestra per trovare le occasioni”.

Reina o Strakosha?

“Viene fatta costantemente una valutazione e abbiamo fatto una scelta. Vedremo se sarà il caso di cambiare ma non è che se Reina ha preso 3-4 gol va messo fuori”.

Su Marusic

“Per ora ha fatto più visite che allenamenti. Da oggi va in doppia seduta per diversi giorni”.

Su Immobile

“In poche partite abbiamo avuto il problema del gol. I nostri attaccanti esterni già sono a 8 gol complessivi, anche Milinkovic e Luis Alberto stanno segnando. In alcune partite viene meno il movimento senza palla e quindi si diventa sterili. Con la Juventus volevano tutti la palla sui piedi”.

Sulla formazione

“Se prendiamo come riferimento la partita di Napoli allora devo cambiare tutta la squadra. Luiz Felipe è squalificato, c’è Patric che è l’unico destro in questo momento. Vediamo oggi che ci dice l’allenamento. Quando vieni da una partita così viene da chiedersi: cambio tutti o do ancora fiducia agli stessi? Proponendo per rifar giocare tutti e undici, ma magari 3-4 li cambio domani. Ma non bisogna gettare la croce addosso a nessuno, la responsabilità è collettiva”.

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