In questi casi è sempre consigliabile un salto in archivio. Ricapitolando, in ordine sparso e senza citare gli spacciatori: "Ira d'Iddio. CR7 l'intoccabile. Il discorso del Re. CR7 vive per la Juve. Più forte del fango. Giù le mani da CR7. CR7bellezze. Tuona Ronaldo. Il marziano fa volare la Juve. SuperRonaldo. Il re è Cristiano". Siamo in Italia e, secondo voi, un Paese che non ha mai finito una guerra con l'alleato con cui l'aveva cominciata, potrà avere degli scrupoli a scendere dai titoli sui quali si era così gioiosamente arrampicato?
Cristiano sbarcò nell'estate del 2018, a 33 anni: all'età, cioè, in cui Michel Platini aveva smesso da un pezzo. Diego Maradona non ne aveva ancora 24, quando si presentò al popolo di Napoli. Ha firmato 101 gol in 134 partite, ma non ha portato la Champions, per la quale era stato strapagato, e perso addirittura uno scudetto su tre. Il suo lo ha fatto. È mancata la società: che, nell'euforia lisergica del momento, ha scambiato la ciliegina per la torta; o pensato che la ciliegina potesse diventare la torta; o che la torta, con quella ciliegina, avrebbe riempito, da sola, l'intero buffet.

Cristiano Ronaldo durante Udinese-Juventus - Serie A 2021-22

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29/08/2021 A 15:53
Dicono: troppo ingombrante. Certo. Ma non ha impedito a Paulo Dybala, sotto la gestione Sarri, di laurearsi miglior giocatore della stagione 2019-2020, quella dell'ultimo hurrà. Era e resta un'industria, il portoghese. Si sapeva. Con lui, Andrea Agnelli compì un'operazione anti-storica: nel senso che mai la Juventus aveva ingaggiato un'azienda. Il Covid ha complicato i piani, non è arrivata l'Europa e allora si grida al pacco del secolo (va a ruba lo 0-1 casalingo con il Benevento). E' l'atteggiamento dell'alticcio da Bar sport che rinfaccia a Maradona di non aver vinto la Coppa dei Campioni.
E comunque: i soldi non sono miei, all'epoca avrei preso Luka Modric e non Cierre, perché era al centrocampo, soprattutto, che avrei dedicato i restauri più urgenti - e dopo tre anni siamo sempre lì, al disastro con l'Empoli - ma sono contento che Cristiano Ronaldo abbia onorato ed esaltato il nostro campionato. Se mai, mi hanno sorpreso i tempi del divorzio, così a ridosso della chiusura del mercato (domani, 31 agosto). L'ennesimo piano Marshall di 400 milioni conferma che le casse erano esangui, e che l'avvento del Cristianesimo è stato un fenomeno complesso, dal campo al merchandising ai social, complesso e costoso. Non me lo vedo, un acquisto del genere, nell'ottica della Triade d'antan. Magari, Antonio Giraudo e Luciano Moggi si sarebbero mossi con più agilità, e subito individuato l'obiettivo alternativo, ma temo che un simile prospetto avrebbe creato problemi persino alle loro astuzie e alle loro reti.

Cristiano Ronaldo e Massimiliano Allegri durante un allenamento alla Juventus

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Là dove c'erano Beppe Marotta e Fabio Paratici, ci sono Maurizio Arrivabene (non proprio) e Federico Cherubini. Con Pavel Nedved a fare il pendolo (di sé stesso). Exor marca Andrea, che dopo il golpe di Superlega sembra lontano, sfuggente. Come se qualcosa di clamoroso lo aspettasse al varco. Un punto fra Udinese ed Empoli, e a capo. Manuel Locatelli non basta là in mezzo. Si legge di Miralem Pjanic, scaricato dal Barça. Sarebbe un'altra minestra riscaldata, come Massimiliano Allegri e Moise Kean, visto che serviva un attaccante (ma non l'attaccante che serviva): parlare di sostituto di Cierre mi pare blasfemo. Il mio pallino era Dusan Vlahovic. Con l'addio del 'corpo estraneo' non si volta pagina: si cambia libro. I gol andranno distribuiti, non più concentrati. "I campioni passano, la Juventus resta", ha chiosato un mister non meno confuso del padrone. A caccia, in coppia, della Juventus perduta. E la Juventus, di entrambi.
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