Ci voleva San Nicola per mettere fine a un purgatorio durato otto anni. Il Bari torna in Serie A e lo fa nel modo più bizzarro. Stando in poltrona a guardare l'anticipo di cadetteria, quello vinto dalla Triestina a Livorno con un gol fortunoso di Filippo Antonelli. Il tutto nel giorno del patrono della capoluogo pugliese. Certe volte il destino è proprio strano.
Strano come la stagione del Bari. I pugliesi erano partiti a fari spenti, puntando forte sulle qualità di un tecnico emergente come Antonio Conte. L'obiettivo dichiarato era quello di porre le basi per il prossimo anno centrando i playoff. Ma ben presto la qualità del 4-4-2 voluto dal tecnico si è rivelato superiore alle aspettative.
Con un Barreto scatenato in attacco e tante rivelazioni come Kamata e Caputo, i pugliesi sono cresciuti di giornata in giornata. Sino a trovare la ciliegina sulla torta nel mercato invernale, quando a Bari è sbarcato un esterno devastante come Guberti insieme al cavallo di ritorno Lanzafame e al deluso ma non deludente Kutuzov. Bel gioco, tanta tecnica e qualità. E vetta conquistata il 28 febbraio.
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Da allora Barreto e soci non hanno più mollato il vertice, ottenendo una striscia di 16 risultati utili consecutivi (interrotta dal Parma nello scontro diretto al San Nicola, unica vera stecca stagionale insieme al ko interno con il Sassuolo) che ha fatto la differenza. Una stagione da protagonisti inattesi ma sempre all'altezza.
Quello che serviva per mettere fine a otto lunghi anni di purgatorio. Bari ritrova la Serie A, la massima divisione riscopre una delle piazze più calde. Grazie al ds Perinetti, Conte, Barreto. E, perché no, altri due protagonisti inattesi. Antonelli e San Nicola. Che festa sia.
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