Nel 2020 l’avevamo lasciato come allenatore dei portieri al Sassuolo. Una anno dopo, Francesco Farioli è diventato l’allenatore del Karagümrük nella Süper Lig turca: con i suoi 31 anni (il 10 aprile 32) è l’allenatore italiano più giovane nei top campionati europei, il secondo considerando tutte le nazionalità.
In realtà, il salto dai pali alla panchina non è stato così drastico visto che – dopo essere stato per più di tre anni nello staff di Roberto De Zerbi – nella prima parte di stagione 20/21 aveva ricoperto il ruolo di vice allenatore all'Alanyaspor, formazione che ha sorpreso tutti per aver mantenuto la vetta del massimo campionato turco fino alla 14^ giornata.
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Un possesso di palla medio del 61% a partita (uno dei migliori d’Europa) e un media superiore ai 13 tiri a partita – meglio di Napoli, Barcellona e Atalanta – sono diventati l’impalcatura di un tipo di gioco nuovo per il campionato dominato da sempre da tre forze: Beşiktaş, Fenerbahçe e Galatasaray.
In questa Nouvelle Vague, portata dallo staff di Cagdas Atan, c’è stata una forte impronta di Farioli che ha importato in Turchia molto del lavoro fatto a Sassuolo e questo ha destato l’interesse di molti altri club. Su tutti il Karagümrük, società neopromossa in Süper Lig - che gli ha offerto un contratto di due anni e mezzo - con serie ambizioni di classifica.

Non è un mestiere per giovani

Con i suoi 31 anni e 348 giorni, Farioli è l’allenatore italiano più giovane in carica in questo momento nei top 15 campionati europei. Addirittura se estendiamo la lente a tutte le nazionalità, si tratta del secondo tecnico in carica per età visto che di meglio c’è solo in Jupiler Pro League con il belga Will Still, che sedendosi sulla panchina del Beerschot VA a soli 28 anni e 3 mesi ha battuto il record di Julian Nagelsmann che, nel 2016, esordì sulla panchina dell’Hoffenheim a 28 anni e mezzo.
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In Serie A il tecnico più giovane, ma solo per pochi giorni di differenza con Pirlo, è proprio De Zerbi con i suoi quasi 42 anni (41 anni, 291 giorni) ma già da cinque sulle panchine del massimo campionato della Penisola. Per trovare un ‘esordio precoce’ su una panchina di alto livello italiana dobbiamo tornare al 2001, quando a 36 anni e 104 giorni Roberto Mancini diventò allenatore della Fiorentina. Prima di lui, in realtà, ci sono altri giovani colleghi che non hanno goduto, però, della stessa fortuna.

Un club turco che parla italiano

Scorrendo la rosa del Karagümrük, in questo momento posizionata all’ottavo posto della classifica, troverete sicuramente nomi familiari. Dal portiere Viviano, agli ex Milan Bertolacci, Borini e Biglia, passando per altre vecchie conoscenze della nostra Serie A come Castro e Zukanovic. Probabilmente la scelta di un tecnico italiano sarà stata fortemente dettata da questa piccola colonia del nostro campionato, allestita per puntare subito a uno storico piazzamento europeo dopo un assenza in Super Lig che durava dal 1984. Un battesimo e una serie di prime volte importanti, dunque, concentrate in un solo club: possiamo chiamarlo azzardo, ma nel calcio serve anche – tanto – coraggio.

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