Ancelotti in bilico

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La sconfitta con il Liverpool potrebbe segnare l'addio del tecnico alla squadra rossonera. Galliani lo conferma, Berlusconi nicchia.

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La notte da incubo di Istanbul ha addensato fosche nubi sul futuro di Carlo Ancelotti sulla panchina rossonera. Una rimonta che non ha precedenti sul palcoscenico più prestigioso d’Europa rimette in discussione la posizione del tecnico di Reggiolo. Arrivato dalla Juventus accompagnato dalla fama di “eterno secondo” maturata con due piazza d’onore in bianconero, Ancelotti torna a Milanello accolto come uno di famiglia. L’affetto e la stima della proprietà rossonera è incondizionata. Il primo anno chiuso al terzo posto non cambia nulla e al secondo tentativo arriva il primo traguardo di prestigio. L’Old Trafford di Manchester e un rigore perfetto di Shevchenko gli consegnano la Champions League proprio contro chi lo aveva scaricato senza troppi giri di parole. Da un rigore all’altro e appena due anni dopo il destino di Carletto è di nuovo al bivio. Strani scherzi del destino.
Il tiro dal dischetto di Sheva questa volta si infrange contro la mano sinistra del portiere polacco Dudek, un novello Grobbelaar in vena di miracoli. Undici metri che cambiano i rapporti tra Ancelotti e la società al termine di una stagione positiva ma non vincente. Galliani lo consola e lo conferma a dispetto della critica e di certi tifosi che gli imputano l’ennesima rimonta subita. La notte di La Coruna ha lasciato segni indelebili e riaffiora come uno spettro nell’album dei ricordi rossoneri. Silvio Berlusconi si limita a un “non licenzio nessuno, poverini….” pronunciato a denti stretti. Ancelotti avverte diffidenza, freddezza: una fiducia a termine di cuperiana memoria. Assolve la squadra e non commenta. La Roma lo stima e il giallorosso, suo primo amore, lo tenta. In via Turati voci di corridoio riferiscono di una probabile promozione del suo vice Tassotti, altre di abboccamenti con due miti olandesi del passato: Marco Van Basten, attuale c.t. orange e Frank Rijkaard, neo campione di Spagna con il Barcellona.
Il futuro è pieno di dubbi e non bastano la Champions alzata a Manchester e lo scudetto vinto lo scorso anno a passo di record. Meglio forse rivangare il suo palmares in bianconero, con poco lusinghiere rimonte subite e nessun trofeo: quella con il Manchester gli costò la finale di Coppa (da 2-0 a 2-3 al Delle Alpi), i 9 punti dilapidati a vantaggio della Lazio e la gara contro la Roma (da 0-2 a 2-2) valsero due scudetti mancati. Il tracollo di La Coruna e il gol di Trezeguet a San Siro sono le pagine nere della sua storia in rossonero. Ancelotti, tradito dagli errori della difesa più forte del mondo e da sei minuti di psicodramma collettivo, incassa la delusione più cocente e riparte. Se a Milano o altrove lo sapremo presto.
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