Nell’ultimo sabato di febbraio, uno storico Davide Ballerini ha sventolato fiero il tricolore sotto il cielo fiammingo, vincendo la corsa che apre la stagione su pavè: la Omloop Het Nieuwsblad. In quegli stessi giorni, Tadej Pogacar ha ricordato a tutti che il Signore delle corse a tappe, fino a prova contraria, rimane lui, prendendosi senza troppi affanni l’UAE Tour. Eppure, nonostante tanti fenomeni del pedale abbiano già macinato chilometri in competizioni più o meno prestigiose sparse per il Mondo, il vero ballo d’apertura si terrà tra poche ore. A Siena e dintorni, dove sabato 6 marzo si alzerà il sipario sulla 15esima edizione della Strade Bianche.
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Van Aert è imbattibile alla Strade Bianche! Il belga conquista la prima Classica post lockdown

Strade Bianche
Lo spettacolo e la difficoltà della Strade Bianche: un niente e sei a terra
06/03/2021 A 17:16

Mito moderno

Come lo Zoncolan è diventato subito parte integrante della gloriosa storia del Giro d’Italia dal suo debutto nel 2003, così la Classica toscana ha saputo stregare a prima vista i grandi cacciatori delle corse di un giorno. Sarà per quel fascino antico, che mescola scenari da cartolina a percorsi solcati svariate vite fa dai pionieri della bicicletta. Un mito moderno, che compie appena quattordici anni di vita, ma che pare esserci da sempre. Una corsa fuori dal tempo e incastonata a latitudini più esotiche delle sue sorelle maggiori. Millecinquecento chilometri più a sud delle terre dove dimorano Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix, due mostri sacri a cui la Strade Bianche strizza l’occhio per natura. Tanto da meritarsi l’appellativo di “Classica del Nord più a Sud d’Europa”. Corsa da duri, che fa gola a tanti. Professionisti del pavè, sprinter anomali, scalatori da Grand Tour, passistoni, fuggitivi di professione. Ma occhio: si può vincere la SB in dieci modi e perderla in altri cento. Il primo re fu il russo Kolobnev, nell'edizione ottobrina del 2007, quando ancora si chiamava Monte Paschi Eroica. Ma il padrone di casa per eccellenza resta Fabian Cancellara, tre volte primo e per questo divenuto titolare del tratto di sterrato Monte Sante Marie.

Scatti e controscatti, Alaphilippe parte sullo strappo di Santa Caterina e vince la Strade Bianche

Il percorso

Da Siena a Siena, anche nel 2021 il percorso rimarrà fedele a quanto visto negli ultimi anni. Ahinoi ancora senza pubblico causa Covid-19 (l'intera provincia è in zona rossa). I km da percorrere sono 184, conditi da 11 settori di sterrato per un totale di 63 km di strade bianche. Il primo assaggio sulle pietre arriverà a 18 km dal via dalla Fortezza Medicea, con il Vidritta. Terreno buono per una fuga, più che per i grossi calibri. Poco più tardi, lo sterrato di Bagnaia metterà già a dura prova corridori e biciclette, unendo pavimentazione ruvida a erte con pendenze in doppia cifra. Seguiranno gli sterrati di Radi e La Piana, prima della salita, più agevole, di Montalcino. Qui sarà già bagarre, che esploderà definitivamente nei quasi 20 km di pietre tra Lucignano d’Asso e Pieve a Salti, settori divisi da una estemporanea lingua d’asfalto per incamerare ossigeno.

Il gruppo alla Strade Bianche 2020

Credit Foto Getty Images

A ruota arriveranno il tosto San Martino in Grania e il celebre e diabolico Monte Sante Marie, dove qualcuno dei big proverà a fare la differenza. A questo punto, a 40 km dal traguardo, gli sterrati scompariranno per un momento da sotto le ruote dei protagonisti, ma tra curve infide, strappi e saliscendi non ci sarà tempo per rifiatare. Gli sterrati torneranno con un trittico finale: il breve Monteaperti, seguito dal tosto Colle Pinzuto e a chiudere Le Tolfe, con pendenze vicine al 18%. Si uscirà dalla polvere (o dal fango, a seconda del meteo) a 13 km da Piazza del Campo. Da qui a tutta fino all’abitato di Siena: prima il passaggio sotto la Porta di Fontebranda, poi il lastricato di via Santa Caterina (erta con punte del 16% che terminerà a 300 metri dal traguardo) che condurrà fino al traguardo di Piazza del Campo.

I settori di sterrato

Vidritta (2,1 km) dal km 17.6 al km 19.7
Bagnaia (5,8 km), dal km 25 al km 30.8
Radi (4,4 km) dal km 36.9 al km 41.3
La Piana (5,5 km), dal km 47.6 al km 53.1
Lucignano d’Asso (11,9 km) dal km 75.8 al km 87.7
Pieve a Salti (8 km) dal km 88.7 al km 96.7
San Martino in Grania (9,5 km) dal km 111.7 al km 121.2
Monte Sante Marie (11.5km ) dal km 130 al km 141.5
Monteaperti (0,8 km) dal km 160 al km 160.8
Colle Pinzuto (2,4 km) dal km 164.6 al km 167
Le Tolfe (1,1 km) dal km 171 al km 172.1

L'albo d'oro recente

2020Wout VAN AERT (BEL)
2019Julian ALAPHILIPPE (FRA)
2018Tiesj BENOOT (BEL)
2017Michal KWIATKOWSKI (POL)
2016 Fabian CANCELLARA (SUI)
2015Zdenek STYBAR (CZE)

Favoriti

Stelle nella polvere, polvere di stelle. Anche quest’anno la parata di artisti che punta al bersaglio grosso è folta e variegata. Partiamo da un terzetto, che è lo stesso che ha incantato all’ultimo Giro delle Fiandre. Wout van Aert (Jumbo Visma), Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) e Julian Alaphilippe (Deceuninck- Quick Step). Il belga è il campione uscente e già due volte terzo a Siena: non corre proprio dalla Ronde, ma è impossibile escluderlo dalla contesa. L’olandese ha già vinto in stagione all’UAE Tour e fatto il diavolo a quattro nelle prime uscite sul pavè belga. Forse il più in palla dei tre. Il francese ha conquistato la Strade Bianche nel magico 2019 e torna in Toscana con una maglia iridata in più e una forma già discreta.

Vi ricordate il numero di Alaphilippe alla Strade Bianche 2019? Che vittoria davanti a Fuglsang

Con loro, almeno una dozzina di credibili pretendenti. Un’altra stella del ciclocross come Tom Pidcock (Team Ineos), per dirne uno, che avrà in scuderia due signori come Egan Bernal e Michal Kwiatkowski. Ma anche tre vecchie volpi come Jakob Fuglsang (Astana), Alejandro Valverde (Movistar) e Greg Van Avermaet (Ag2R Citroen), che questa corsa l’hanno sfiorata nel recente passato. Ci sarà anche Tadej Pogacar (UAE Emirates), che non gareggia mai per partecipare. E poi occhio a Bauke Mollema (Trek Segafredo), brillante vincitore al Laigueglia, e a uno storico innamorato della Strade Bianche come Zdenek Stybar (Deceuninck-Quick Step), fido luogotenente di Alaphilippe. Anche l’Italia ha un bel mazzo di carte a disposizione. Ad esempio Davide Formolo (UAE Emirates) e Alberto Bettiol (Education First), secondo e quarto lo scorso agosto. Ma anche il rampante Davide Ballerini. Citazione d’obbligo per Gianluca Brambilla (terzo nel 2016) e Vincenzo Nibali, in cerca di un posto al sole anche in questa gara. Grande assente: Peter Sagan (in recupero dopo lo stop forzato causa Covid).

Il 1° di agosto si riparte con le Strade Bianche: nel 2017 l'assolo di Kwiatkowski a Siena

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