La classe di quarterback del 2004 - la più infarcita di talento, forse insieme a quella del 1983 in cui John Elway fu prima scelta assoluta e Dan Marino accettò l'offerta dei Miami Dolphins nonostante fosse stato chiamato con la numero 1 nella neonata United States Football League - perde un altro pezzo importante, dopo Eli Manning. Ben Roethlisberger ha infatti annunciato il ritiro dal football giocato e non vedremo più la sua iconica numero 7 all'interno dei monumentali stadi della NFL. Il QB dei Pittsburgh Steelers chiude così la carriera professionistica con due Super Bowl (XL nel 2006 e XLIII nel 2009), sei convocazioni al Pro-Bowl e, per ora, il 16° passer-rating della storia (93.5), statistica in cui spicca il 105.8 di Patrick Mahomes, quarterback di quei Kansas City Chiefs che hanno interrotto la post-season degli Steelers col 42-21 nel turno di Wild Card Playoff. Dopo 18 stagioni, tutte indossando la maglia di Pittsburgh, il titolo di rookie offensivo dell'anno e il record di vittorie per un debuttante nella Regular Season (tredici su tredici) nel 2004, si ritira uno dei QB più efficienti nella storia del football americano. Roethlisberger è stato peraltro il quarterback più giovane di sempre a vincere un Super Bowl (23 anni) e uno dei sei QB capaci di entrare nel 31-Club, ossia di battere 31 delle 32 squadre NFL (Peyton Manning e Tom Brady gli unici a sconfiggere almeno una volta qualsiasi squadra).
Nonostante alcuni punti bassi in carriera, anche extra-campo, Roethlisberger rimane figura iconica e autentica leggenda per la città e la franchigia di Pittsburgh, chiudendo la carriera con un record di 165-81-1 da titolare in 249 partite, il 64.4% di completi (5.440 su 8.443) ma anche 418 touchdown e 257.4 yard per game. Nel 2018 ha guidato le classifiche NFL per yard (5.129), completi (452) e passaggi tentati (675). Il suo potrebbe non essere peraltro l'unico ritiro in questi primi mesi del 2022, perché continuano ad aumentare i rumor circa il futuro di Tom Brady. Il k.o. in volata (27-30) coi Los Angeles Rams nel match valido per la finale NFC e il duello a distanza perso con Matthew Stafford - quest'ultimo autore, insieme a Cooper Kupp e sul 27 pari a 30'' dalla fine, della traccia profonda risultata poi decisiva - sembrano aver amplificato i dubbi sul futuro del GOAT. Il fatto di lasciare il football con un k.o. non peserà minimanente sulla decisione di TB12, che sarà invece influenzata dalla famiglia e dalla possibilità di cambiare maglia per la terza volta in carriera, dopo il passaggio dai New England Patriots ai Tampa Bay Buccaneers nel 2020.
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