Nello sport ed in F1, soprattutto, mai dare per persa una gara prima del tempo. Parlare, però, di situazione decisamente compromessa per la Ferrari, nell’ottica del successo di tappa a Sepang (Malesia) e mondiale, non certo essere distanti dalla realtà. Le qualifiche avrebbero dovuto tingersi di rosso, visto quanto avevano evidenziato le prove libere su pista asciutta. E invece l‘inatteso problema tecnico sulla SF70H di Sebastian Vettel e la contemporanea pole position di Lewis Hamilton hanno messo il Cavallino Rampante nella peggior condizione possibile: partire dall’ultima posizione col britannico davanti a tutti.
Ora serve davvero qualcosa più di un miracolo, o forse si deve sperare nell’arrivo della pioggia….E’ necessario l’imprevisto per far salire le quotazioni della scuderia di Maranello. Il crash di Singapore ha portato “in dote” un gap di -28 dalla vetta (occupata da Hamilton) e la necessità di vincere le 6 corse restanti. Essere nell’ultima piazzola domani non era senz’altro nei piani di Vettel e del Team Principal Maurizio Arrivabene.
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Purtroppo, anche a Sepang, si è confermata questa tendenza nel non riuscire mai a capitalizzare il meglio della vettura ed è ovvio che il pensiero del round di Marina Bay rafforza quest’idea. In più, il problema di affidabilità avuto quest’oggi è un altro aspetto che non depone in favore della Ferrari. Nei giorni passati si era tanto parlato della possibile vulnerabilità del propulsore Mercedes gravato di più chilometri da qui al termine della stagione. Ironia della sorte a presentare problemi è stata la power unit ferrarista, o meglio il turbo n.3 associato all’unità n.4. In una lotta così equilibrata, aspetti di questo genere fanno la differenza e, attendendo domani, il n.44 è l’unico ad essere andato a punti in gara in tutti i weekend.
Magari, tra 24 ore tutto cambierà però, affidandoci alla logica ed i dati a disposizione, è veramente difficile pensare che l’iride possa sfuggire al britannico.

Ferrari: sulla vettura di Vettel un errore tecnico

Una traversia iniziata allo scadere delle prove libere 3 quando al tedesco viene suggerito di procedere con cautela ed entrare ai box. Problema elettrico è la diagnosi dei tecnici in Rosso e allora si prende una decisione: montare la power unit n.4, sostituendo la n.3, disponendo però del turbo n.3, altrimenti ci sarebbe stata una penalità. Una corsa contro il tempo quella dei meccanici. Serve una specie di miracolo: smontare il motore ed inserirne un altro, il tutto in poco più di 1 ora.
Quando scattano le 11 italiane, l’impresa sembra esserci stata e la SF70H con il n.5 prende la via della pista. Un grido di gioia strozzato però in gola quando dopo neanche un giro la monoposto perde potenza, obbligando al rientro il teutonico e a guardare in tv il time attack.
Si pensa ad un problema al turbo ed invece nelle ultime ore circola un’indiscrezione. Come riporta, infatti, f1grandprix.com la macchina sarebbe stata bloccata dalla mancanza di aria nel compressore riconducibile ad un montaggio errato dell’unità. Una situazione davvero incredibile che potrebbe costare il Mondiale alla scuderia di Maranello viste le conseguenze: partenza dall’ultima piazza di Seb ed Hamilton davanti a tutti. Una striscia negativa iniziata a Singapore che non sembra avere fine dopo anche questo episodio.
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