Fethi Nourine paga a caro prezzo il suo comportamento ai Giochi di Tokyo: il judoka algerino, 30 anni, si era infatti ritirato il 23 luglio, dicendo che non era disposto ad affrontare un atleta israeliano, Tohar Butbul. Per questo la Federazione internazionale del Judo (Ijf) ha disposto una sospensione di dieci anni nei confronti di Nourine (categoria -73kg) e del suo allenatore, Amar Benikhlef.
Nourine aveva affermato che il suo sostegno politico alla causa palestinese gli aveva reso impossibile competere,con l'israeliano Tohar Butbul. Contro di lui, in base al sorteggio, avrebbe dovuto sfidarsi il 26 luglio, dopo l'eventuale vittoria contro il sudanese Mohamed Abdalrasool.
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Dopo una prima estromissione temporanea dalle competizioni per atleta e allenatore, il 24 luglio scorso l'Ijf aveva formato una commissione d'inchiesta, che ora ha concluso il suo lavoro: è evidente che i due - si legge in un comunicato della stessa federazione internazionale - "hanno utilizzato i Giochi Olimpici come piattaforma di protesta e promozione della propaganda politica e religiosa, che è una chiara e grave violazione degli statuti Ijf, del Codice etico Ijf e della Carta Olimpica. Pertanto, in questo caso non può essere imposta altra sanzione se non una sospensione severa".
Il provvedimento, valido fino al 23 luglio 2031, è impugnabile presso il Tribunale arbitrale dello sport. Non è la prima volta che Fethi Nourine si ritira per non affrontare un judoka israeliano: era già accaduto ai Mondiali di Tokyo 2019.

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