Va in archivio il Gran Premio di Stiria, primo atto del back to back in terra austriaca. A Spielberg Jorge Martin ha conquistato il primo successo in carriera: lo spagnolo avuto una condotta di gara magistrale, comandando la corsa dal primo all'ultimo giro, senza grossi patemi. Solo la resistenza strenua di Mir gli ha creato qualche grattacapo, ma nel finale è riuscito a prendere qualche metro al campione del mondo e ha portato a casa il trofeo.

Prosegue la tradizione Ducati in terra austriaca

Jorge Martin (Ducati Pramac), Joan Mir (Team Suzuki), Fabio Quartararo (Yamaha Factory) - GP of Styria 2021

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Grand Prix Stiria
Martin: "Non riesco a credere a questa vittoria"
08/08/2021 A 15:51
La Ducati continua a vincere in Austria. Da quando si è tornati qui nel 2017, a parte il successo estemporaneo al rettilineo finale di Miguel Oliveira, ha sempre vinto una moto di Borgo Panigale. Il tracciato, ricco di lunghi rettilinei e brusche frenate, è ciò che si addice meglio alle caratteristiche della rossa e Jorge Martin le ha sfruttate al meglio. Da quando è arrivato in MotoGP, il rookie spagnolo ci ha messo pochissimo a trovare le misure alla nuova categoria, vincendo alla sesta gara nella classe regina.

Vince però la Ducati sbagliata

Francesco Bagnaia - MotoGP 2021

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Grande vittoria di Martin, super festa nel team Pramac, ma Ducati non è felice. Sì, perché questa doveva essere la gara della riapertura del mondiale, con Miller, Bagnaia e Zarco che avrebbero dovuto guadagnare punti su Fabio Quartararo. Invece a vincere è stata la moto "sbagliata", quella di Martin, che ha stupito tutti in qualifica con la pole e ha comandato il gruppo senza fare enorme fatica. Gli altri invece, per un motivo o per l'altro, si leccano le ferite: Miller ha rovinato tutto finendo per l'ennesima volta a terra, mentre Zarco ha sbagliato gomma, mettendo la morbida e ha pagato dazio nel finale, finendo addirittura sesto, dietro Binder e Nakagami. Disastro invece per Pecco Bagnaia, che alla partenza della prima gara sembrava il favorito assoluto, ma dopo la bandiera rossa per il crash tra Pedrosa e Savadori, alla ripartenza ha cambiato pneumatici e si è ritrovato con la classica gomma posteriore difettosa, che non gli ha dato scampo. 11mo posto finale e mondiale ormai andato.

Quartararo ringrazia e fugge

Fabio Quartararo

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Chi naturalmente festeggia è Fabietto. Sintomatico il fatto che a fine gara il francese ha esultato come se avesse vinto: questa è una pista ostica per la Yamaha, dato che al massimo qui ha ottenuto in terzo posto in questi anni, e salire sul podio davanti ai rivali è più di quanto sperato per l'alfiere della M1. Doveva essere un weekend in difesa, invece ne esce con un vantaggio aumentato nella generale sulla concorrenza. Tra sette giorni sarà ancora battaglia sul Red Bull Ring, le Ducati saranno ancora più agguerrite, ma comunque manca una corsa in meno alla fine della stagione, sembra veramente l'anno buono per vedere un non spagnolo vincere il mondiale in MotoGP dopo una vita.

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