Bovolenta, in Italia, è sempre stato il richiamo di un solo nome: Vigor. Il “Bovo”, così come lo chiamavano e come lui amava presentarsi amichevolmente, è ancora negli occhi e nel cuore di tutti, quel Gigante del Polesine tanto violento in attacco quanto delicato nel relazionarsi alle persone, un atleta incredibile che è morto facendo ciò che amava fare e che ha aperto la strada – purtroppo, è inevitabile dirlo – insieme a Piermario Morosini alla questione defibrillatori in campo.
Oggi, però, non è più così, perché c’è un altro Bovolenta che fa brillare la pallavolo azzurra ed è Alessandro, figlio primogenito di Vigor e della moglie Federica Lisi. Alessandro ha davanti a sé una carriera sfolgorante e non perché è “figlio di”, ma perché è davvero fortissimo.

Gli Europei Under 20

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Highlights: Novara-Potsdam 3-1
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Domenica sera gli azzurrini dell’Under 20 si sono laureati Campioni d’Europa nella caldissima cornice di Montesilvano (PE), battendo la Polonia 3-2. Una generazione che, seppur con qualche blackout di troppo, ha dimostrato finalmente che il movimento giovanile è di nuovo vivo e, come ha già dimostrato la quasi imberbe Nazionale maggiore guidata da Ferdinando De Giorgi, le premesse per riaprire la fucina di talenti ci sono tutte. In questo bel panorama, la stella che ha brillato più di tutte è stata proprio quella di Alessandro Bovolenta, premiato come MVP del torneo, nonostante sia un classe 2004, quindi diciottenne e perciò più giovane anche di due anni rispetto agli altri giocatori della competizione.

La carriera nel club

Bovolenta jr. milita a Ravenna, la scorsa stagione in Superlega e quest’anno retrocessa in A2. Ha esordito nel campionato maggiore, anche senza troppo spazio per ovvie ragioni d’età, e la sua qualità sta costantemente crescendo. Il ruolo non è quello del padre, anche se in passato, per necessità, ha giocato anche da centrale. Alessandro è un opposto coi fiocchi e il cognome ingombrante che porta sulle spalle è per fortuna soltanto un’eredità romantica e non un peso: ruolo diverso, numero di maglia diverso e un’identità propria che sta crescendo con le sue sole forze (e ovviamente con il sostegno della mamma e degli altri quattro fratelli). Il passato è stato pesante, ma il futuro di questo ragazzo è sicuramente luminoso.
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