Ieri ero anche io, come molti di voi credo, davanti alla televisione. Sgomento e senza parole. Ho visto le immagini, ascoltato le testimonianze del terremoto in Abruzzo che credo abbiano portato a casa nostra con molto ritardo le reali proporzioni di un dramma immenso, nel quale migliaia di famiglie hanno perso tutto. Ho pensato a una città che non ho mai visitato, e avrei voluto vedere prima. Una città universitaria, una città di rugbisti: di gente dignitosa, silenziosa e che lavora duro. Magari un po' ruvida: proprio come il rugby che rappresenta splendidamente la tradizione sportiva de l'Aquila. Ho chiesto a Luca Tramontin , una delle nostre voci del rugby, di spiegare a me e a voi che cosa significa il rugby a l'Aquila: e perché non ci deve sorprendere che tra i primi a scavare ci fossero a mani nude proprio i ragazzi della palla ovale. (Stefano Benzi)
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Rugbisti in prima linea nei soccorsi e nei salvataggi? Rischio la figuraccia ma non mi stupisco. Fa parte della cifra, del codice, dell'uso del corpo che impari in campo e - ancora di più - in club house.
Rugby
Terremoto: disperso rugbysta dell'Aquila
06/04/2009 A 18:25
Altra dichiarazione imbarazzante: quando arriva la disgrazia in una terra di rugby c'è un supplemento al dispiacere, non c'è da vantarsene, ma tra amici è meglio essere chiari.
L'Aquila e provincia sono simboli del rugby italiano, come Rovigo, Padova e Treviso, analogamente c'è una provincia intera che gioca e si vanta della prima squadra grossa, è andata cosi per decenni, per la storia intera del rugby italiano. Scudetti, decine di giocatori in nazionale, eventi, rispetto dalle altre regioni.
Appena retrocessa la prima squadra del capoluogo i tifosi veneti brontolavano, perché perdevano la loro avversaria preferita, i giocatori di serie A perdevano la trasferta più lunga, quella "senza aeroporto", quella dove si "perdeva quasi sempre" e si stava in giro due giorni. La visita alle fontanelle, al Castello, le tappe nel viaggio e via coi ricordi e gli episodi.
Sarà a posto quell'albergo? E quel ristorante? E la Pinacoteca del Castello? Sara mica successo qualcosa a quell'avversario rognoso?
Scrivo con le immagini di Paganica che scorrono sullo schermo. Inevitabile buttare il pensiero a quel paese che ha raggiunto la A2 negli anni novanta, alla gente dai paesi vicini che guardava il suo sport preferito aggrappata alla rete. Le tende - inevitabilmente - mi ricordano il disastro del Friuli 1976, ero a Belluno, praticamente li, anche all'epoca "i matti del rugby" (all'epoca si chiamavano cosi) si erano distinti. (Luca Tramontin)
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Anche se manca ancora l'ufficialità, sembra proprio che Lorenzo Sebastiani, pilone 20enne dell'Aquila Rugby inizialmente dato per disperso, abbia perso la vita durante le tremende scosse di terremoto nella notte di domenica scorsa.
Chiunque volesse prestare soccorso puo' contattare il numero: 06/68201.
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