Italia, il bicchiere è comunque mezzo pieno

Gli azzurri di Jacques Brunel hanno incassato la seconda sconfitta in due partite di Sei Nazioni, ma anche contro la Francia si sono visti alcuni segnali incoraggianti. Scopriamo insieme quali

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L'Italia a Parigi ha perso una partita, ma non la fiducia, e questo è già di per sè un fatto importante. Dopo dieci minuti di sofferenza vera all'inizio della partita, un po' di fortuna e una buona dose di coraggio hanno permesso agli azzurri di restare in partita, concetrati e attivi, e anche di mettere un po' di paura i francesi. Poi altri dieci minuti di black-out completo, e lì la partita ha voltato pagina, diventando molto in discesa per i nostri avversari. Infine la reazione, con la meta finale di Iannone a ridare morale e confidenza in vista delle altre partite, quelle "più abbordabili".
DI FRONTE A UNA FRANCIA SORNIONA - Non che contro la Francia vista allo Stade de France fosse impossibile battagliare: l'Italia lo ha fatto finché ha potuto, finché, diciamo così, gli avversari glielo hanno concesso. Trattasi infatti non dei Bleus dimessi e allo sbando di 12 mesi fa, quelli che all'Olimpico si arresero contro l'Italia per 23-18 e che conclusero all'ultimo posto del Sei Nazioni 2013. Non si tratta nemmeno di una formazione perfetta, in cui tutto funziona alla perfezione. E' una "Francia in via di sviluppo", come sono tante formazioni a questo punto della preparazione pre-Mondiale 2015, in cerca di giocatori da mettere nei posti giusti e su cui puntare per il futuro. I nostri avversari hanno arrembato, senza trovare punti dopo le prime ondate, non si sono scomposti e hanno atteso il momento giusto per ri-colpire, trovando i varchi dopo aver studiato a fondo la preda. La pazienza dei Galletti è stata ricompensata ed è questo che deve fare una squadra che punta al titolo, come è ormai evidente che sia.
CORAGGIO E MATURITA' CI SONO - All'Italia resta dunque da capire se prendere la sconfitta di Parigi come un passo indietro o un passo avanti. Jacques Brunel, analizzando il match, non ha dubbi e propende per la seconda visione: ovvio, a nessuno fa piacere "prendere una bambola" come è successo ai nostri a inizio ripresa, quando il divario tra le due squadre sembrava abissale, ma il ct azzurro punta su due qualità messe in mostra dai nostri. "Carattere" e "maturità", due aspetti sui quali solitamente i nostri scivolavano spesso. Non è da tutti affrontare a viso aperto la Francia così come hanno fatto Parisse e compagni nella seconda parte del primo tempo; e soprattutto un gruppo così giovane avrebbe potuto sciogliersi come neve al sole dopo quei 10 minuti infernali nei quali sono arrivate tre mete dei rapaci francesi. Questa volta il crollo totale non è arrivato e l'inversione di tendenza del finale di partita non deve essere presa semplicemente come la ricerca della "meta della bandiera", ma soprattutto come la volontà di dimostrare a tutti, oltre che a se stessi, che l'Italia non è squadra da lasciarsi mettere i piedi in testa facilmente.
TOP E FLOP - Le prestazioni di De Marchi e Furno, oltre alla grande mischia guidata da Castrogiovanni hanno fatto la differenza in alcuni momenti del match. Meno bene i giovani e i calciatori (tre errori su quattro penalty sono troppi). A sentire lo spogliatoio, la partita vista dall'interno del rettangolo di gioco non è stata così malvagia quanto il tabellone la dipinga a fine partita: "Era stata una partita combattuta: noi eravamo in partita, ce la stavamo giocando alla pari", ricorda capitan Parisse. "Abbiamo fatto una grande difesa", ribadisce Mauro Bergamasco.
NIENTE SCOPPOLA, E ORA SOTTO CON LA SCOZIA - L'Italia ha incassato due sconfitte finora, ma in entrambe le trasferte (ricordiamo, si è giocato a Cardiff e Parigi) si è visto qualcosa di confortante: in Galles abbiamo migliorato molto rispetto il risultato di due anni fa (allora fu 24-3, questa volta è stato 23-15), in Francia abbiamo ripetuto la prestazione (da 30-12 a 30-10), senza incappare nella classica "scoppola" che potrebbe affossare il morale a chiunque. Questa volta, a differenza del 2012, affrontiamo la Scozia nel terzo turno e non come ultima chance di un successo nel torneo. Una bella partita, e una vittoria, potrebbero regalare spiragli positivi anche per gli appuntamenti successivi, con Irlanda e Inghilterra.
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