La favola di Gianluca Mager continua. Dopo essere partito dalle qualificazioni, il numero 98 del mondo si issa fino ai quarti di finale dell’ATP 250 di Belgrado, raggiungendo Matteo Berrettini. Il sanremese supera in due set Alexei Popyrin, col punteggio di 7-5 6-2 in poco meno di un’ora e mezza che dice molto sulla bontà della prova da parte dell’azzurro. Al prossimo turno uno tra Aslan Karatsev e Aljaz Bedene. L’inizio è emblematico. Nel terzo game Gianluca si procura due chance di break per passare subito avanti: il primo non va, il secondo invece lo concretizza con uno scambio in cui insiste sul rovescio avversario che alla fine va fuori giri.
L’australiano cerca subito di colmare il gap attaccando da fondo con ottime traiettorie; dopo un tentativo a vuoto, il pari arriva nel sesto gioco dettato anche da un nastro galeotto che spinge indietro Mager sulla difesa della palla break. La partita è aperta, l’oceanico perde per strada il dritto nel nono gioco ma riesce a salvarsi per tre volte; non può nulla però nel turno di battuta successivo, quando il sanremese inanella ottimi scambi in risposta e si guadagna la chance di chiudere il set, subito sfruttata a dovere concludendo il tutto con un gran rovescio.
Il giovane australiano sembra patire la frazione persa e si sente in quella successiva, offrendo subito il fianco dopo un paio di errori grossolani; in questo caso riesce a salvarsi, ma Gianluca ha capito il momento difficile del suo avversario e azzanna la partita da fondocampo. Nel terzo gioco arrivano altre due palle break, e questa volta l’azzurro è bravo a cogliere l’occasione e a portarsi in testa. Mager è padrone della partita in questo frangente, mentre il giovane avversario ha perso un po’ la bussola: a dimostrarlo è l’ulteriore break strappato nel settimo gioco che lo porta a servire per il match, che viene archiviato alla terza opportunità con una gran prima di servizio.
ATP, Belgrado
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Mager ha agito ottimamente in partita, soprattutto al servizio: sono soltanto due le palle break concesse al giovane avversario, di cui una nell’ultimo gioco della partita. Con questo fondamentale l’azzurro vince due punti su tre, mentre in risposta è aggressivo conquistando ben 29 scambi e undici chance di portarsi avanti nel punteggio, in media più di una per ogni gioco sulla battuta di Popyrin.

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