Era una partita da vincere. E Matteo Berrettini non ha deluso le aspettative. Contro l’argentino Federico Delbonis, n°77 della classifica ATP, Berrettini partiva con tutti i favori del pronostico del caso e relativa conseguente pressione. Il romano però ha gestito tutto sommato bene una partita più complicata di quanto dicesse la classifica.
Il mancino argentino infatti si è confermato avversario tosto nonché in grande forma, come del resto testimoniavano gli scalpi importanti di due giocatori come Carreno Busta – testa di serie n°10 del torneo – e Albert Ramos, fresco vincitore settimana scorsa dell’ATP all’Estoril. Berrettini si è però affidato a una maggiore freddezza nei momenti chiave, con due allunghi importanti laddove contavano davvero ai fini del risultato finale - per la cronaca 7-6 6-4.
Questa partita infatti ha raccontato per lunghi tratti di un deciso equilibrio, ma Berrettini ha svoltato la gara con i guizzi nel tie-break e nel finale del secondo set. Fondamentale senza dubbio il primo parziale, con Matteo, al tie-break, in grado di risalire da una situazione di 1-4 sotto. Da lì 6 punti consecutivi, per un finale di 7-4 a favore del romano. L’altro momento decisivo, invece, nell’ultimo game della partita, ovvero il decimo gioco del secondo set. Risposte importanti dal dritto – in grado di sparare un totale di 19 vincenti stasera – e un piccolo aiutino di Debonis con il doppio fallo sanguinoso, hanno consegnato a Berrettini le chiavi di una partita che per quanto visto, alla fine, sarebbe potuta diventare anche più complicata. Berrettini invece ne esce bene, se non per quella mancanza di killer-instinct che a inizio secondo set avrebbe potuto portare il romano a un finale meno complicato. Da 4-1 avanti nel tie-break, infatti, Delbonis aveva accusato un passaggio a vuoto che con 14 punti a 1 aveva portato Berrettini sopra di un break anche a inizio del secondo parziale. Al servizio però il romano non era riuscito a dare la spallata per il 3-0, rimettendo così l’avversario dentro la battaglia.
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Poco importa, comunque, ora, considerato l’epilogo finale. Berrettini vola per la prima volta in carriera ai quarti del Masters 1000 di Madrid – miglior risultato mai raggiunto da un italiano – e soprattutto lo fa contro un avversario alla sua portata: Christian Garin. Il cileno, giustiziere oggi di Medvedev, è senza dubbio avversario tosto su questa superficie; come del resto sa bene anche Berrettini, che a Monaco di Baviera nel 2019 ha trovato in Garin l’unico avversario in grado di batterlo in una finale ATP. Al tempo stesso però c’è la consapevolezza che l’altura della capitale spagnola può dare un mano al suo schema preferito: servizio e dritto. La chance di spingersi ancora un po’ più in là, insomma, è assolutamente alla portata di Berrettini. Appuntamento domani sera: ultimo match in programma sul campo Sanchez.

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