La partita della vita. Perché per battere il n°1 del mondo, serve quello. Per farla diventare poi un pezzo di storia, serve qualcosa di abbastanza clamoroso. E oggi, all’ATP 500 di Vienna, qualcosa di clamoroso è decisamente accaduto. Un match super, da una parte, per Lorenzo Sonego; un Novak Djokovic non al suo miglior livello, quasi inevitabile, dall’altra. L’unione di queste due componenti ha portato al risultato storico: ovvero non solo la sesta vittoria di sempre di un italiano contro un n°1 della classifica ATP, ma anche la peggior sconfitta di sempre nella carriera di Novak Djokovic.
Già, perché statisticamente, il serbo, aveva perso in carriera solo una partita di tennis lasciando meno di 4 giochi: all'Aus Open nel 2005, a 17 anni, da n°188 del mondo, contro Safin che all'epoca era n°4. L’ha rifatto oggi, contro uno scatenato Lorenzo Sonego, che evidentemente qui ha Vienna pare avere uno di quegli appuntamenti col destino.
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Sonego è infatti in tabellone di questo torneo da Lucky Loser: nelle qualificazioni il piemontese aveva perso contro lo sloveno Bedene in un match tirato e chiuso dall’avversario per 7-5 al 3° set. Ma la storia del tennis non è nuova a questi exploit: il ripescato rientra e trova un buon torneo. Certo, gli scalpi importanti a Lajovic e Hurkacz erano stati due risultati già di spessore; ma pensare di rifilare un 6-2 6-1 al n°1 del mondo Djokovic, non era tra le ipotesi del ponderabile nemmeno tra i più ottimisti.
Invece è successo, in poco più di un’ora, per altro. Con una partenza a razzo nel primo set di Sonego – doppio break a favore dell’azzurro – e una gestione del secondo dove il vero spartiacque sono stati due turni di servizio del piemontese. Il quarto game, quello che l’ha portato sul 3-1; ed il sesto game, ovvero quello del 5-1. Nel quarto gioco Sonego ha infatti annullato 3 palle break che avrebbero rimesso Djokovic in quella che sarebbe probabilmente diventata un’altra partita. Il serbo ha subito il contraccolpo, ha perso nuovamente il servizio per il 4-1 Sonego, ma soprattutto non è riuscito a piazzare la zampata nel game successivo, quando Sonego, di nuovo al servizio, ha chiuso il gioco risalendo dallo 0-40.
E’ stato quello il segnale di un traguardo insperato e della resa definitiva di Djokovic, ormai certo del n°1 del mondo a fine anno e pronto a quel punto a prendere la via della doccia dopo una giornata no condita da qualche errorino di troppo.

Lorenzo Sonego dopo la vittoria 6-2 6-1 all'ATP 500 di Vienna contro Novak Djokovic: il sesto italiano nella storia del tennis a battere un °1 del mondo

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Dettagli che non levano però nulla ai meriti di Sonego, che continua così il suo viaggio nell’ATP 500 di Vienna ed attende ora il 33 del mondo Daniel Evans in semifinale. E nel mentre si gode anche il best ranking: grazie a questo risultato, da lunedì, sarà come minimo numero 35 del mondo. Solo applausi.

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