Senza brillare, senza strappare applausi – che per altro sarebbero stati solo virtuali – ma con la concretezza di chi ha raggiunto il suo obiettivo minimo. Novak Djokovic non si fa sorprendere nella partita dentro/fuori contro Alexander Zverev e con un 6-3 7-6 in poco più di un’oretta e mezza regola le ambizioni del tedesco, qui campione nel 2018 proprio nella finale contro Nole.

Non è stata una grande partita. E non si sono viste cose straordinarie. Anzi, a dirla tutta, il Djokovic capace di passare in 2 set è stato comunque un giocatore ben lontano dai suoi picchi massimi di forma.

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Il serbo si è infatti fatto bastare, più che altro, la gestione chirurgica di un paio di momenti chiave: l’avvio, dove Zverev è partito contratto; e il finale, con il tie-break sapientemente girato dopo essere stato sotto di un mini-break. In mezzo un’ordinaria amministrazione fatta di un tennis solido ma non eccezionale; fatta di un totale di 3 palle break complessive salvate lungo il corso della partita. Un Djokovic quasi definibile da ‘compitino’, ovvero conscio della propria superiorità di fondo rispetto all’avversario ma nonostante questo incapace di metterlo in mostra con la costanza di una prestazione sostanziosa.

Quasi complicato descrivere in altro modo la partita, che di fatto è iniziata solo da metà del primo set in poi. Zverev si è complicato la vita infatti con un primo turno di servizio troppo distratto; e una volta conquistato subito il break Djokovic si è attestato al livello di navigazione minimo indispensabile per tenere lontano il proprio avversario. Il tedesco è poi salito nel secondo parziale, servendo meglio e dando quasi la sensazione di averne di più rispetto al n°1 del mondo: tutto questo, però, senza dimostrarlo concretamente nel punteggio. Ad arrivare al tie-break ha infatti quasi fatto più fatica Djokovic che Zverev, eppure lì dentro la partita l’ha girata ancora una volta il serbo. Sotto di un mini-break immediato, Nole non solo è riuscito ad evitare la fuga del tedesco ma anche piazzato la zampata a metà dei giochi, garantendosi dunque l’accesso alla semifinale con Thiem con una vittoria in due set.

Ranking rispettato: semifinalisti i primi 4 del mondo

Le ATP Finals 2020 completano così il quadro dei propri semifinalisti con il miglior scenario possibile: il n°1 del mondo Djokovic sfiderà il n°3 Thiem; il n°2 Nadal sfiderà il n°4 Medvedev. Era addirittura dal 2004 (Federer, Roddick, Hewitt e Safin) che il ranking ATP non veniva poi rispettato anche dai risultati sul campo; e per quanto visto lungo questa 6 giorni di incroci tra i migliori del mondo, il campo davvero non ha mentito: il quadro dei semifinalisti è per quanto mostrato in tutte queste partite il migliore possibile. Appuntamento dunque a sabato pomeriggio per capire chi andrà a giocarsi il titolo di Maestro 2020.

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