Le semifinali delle Next Gen ATP Finals hanno consacrato i due protagonisti più attesi del torneo: Carlos Alcaraz e Sebastian Korda entravano nella competizione come teste di serie numero 1 e 2, e grazie a un filone di prestazioni sontuose si incroceranno nella finalissima di domani alle 21.00. L'americano ha dovuto sudare parecchio per guadagnarsi il pass, stroncando la corsa di Nakashima solo al 5° set. Dominante invece lo spagnolo, che ha archiviato la pratica Baez in un'ora e due minuti.

Korda vince il braccio di ferro con Nakashima, è in finale

Dopo essersi preso il prestigioso scalpo di Musetti nella fase a gironi, Sebastian Korda si prende anche quello del connazionale Brandon Nakashima in semifinale. In un derby a stelle e strisce giocato su ritmi convincenti, il ragazzino della Florida trionfa 4-3 2-4 1-4 4-2 4-2 in un’ora e 51 minuti. E' sicuramente uno dei risultati più luminosi della sua stagione, dopo il primo titolo ATP conquistato a Parma e la corsa ai quarti del Masters 1000 di Miami.
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Un primo set del tutto privo di lampi estrosi premia Korda al tiebreak: il classe 2001 non sfrutta il torpore iniziale di Nakashima in avvio, e spreca ben tre palle break. Il californiano avrebbe l’opportunità di punirlo nel game successivo, ma Korda ingrana la prima (un solido 79% di punti sulle prime tenute in campo) al momento più propizio salvandosi al killer point. Al tiebreak, prevale proprio quest’arma: l’americano piazza il 5° ace del primo parziale per volare via sul 7-3 e arrotondare il numero di set vinti consecutivamente nel torneo a 10.
Nel secondo set sale in cattedra Nakashima, abile ed astuto nell’aggravare gli errori di Korda (che perde 10 a 2 il duello dei non forzati nel secondo set). Il californiano prende il comando del set al primo gioco (quando si procura 4 palle break) e non si guarda più indietro. Nakashima pareggia i conti chiudendo il set sul 4-2.
L’egemonia del californiano si fortifica nel terzo set: due break assestati al momento giusto gli permettono di volare sul 4-1 finale. Il californiano comincia a prendere fiducia a servizio (73% di prime tenute in campo e 88% di punti convertiti nel 3°) e in difesa, mandando fuorigiri il connazionale con dei recuperi felini.
Korda però, riprende le redini del suo servizio nel 4° parziale: il giovanissimo della Florida ne tiene in campo 12/15, infierendo sul dritto falloso di Nakashima. Al terzo gioco, Korda ruba il servizio al connazionale non cedendo nemmneo un punto.
Sul 4-3 2-4 1-4 4-2, il match è appeso al filo del 5° set: è qui che Sebastian Korda mostra i muscoli. La testa di serie numero 2 del torneo trova finalmente coraggio nelle variazioni, e il campo lo premia: all’alba del quinto gioco si viene a prendere il punto a rete, poi, sul 40-40, inchioda Nakashima con un rovescio ad incrociare. L’americano difende game e match a servizio e può gioire: è a un passo dal tagliare il più ambizioso traguardo stagionale.

Alcaraz divora Baez in un'ora, 4-2 4-1 4-2

Questa sarà, con tutta probabilità, l’ultima apparizione alle Next Gen Finals per Carlos Alcaraz. Lo straripante talento del baby-fenomeno iberico è atteso su ben più dorati palcoscenici. A conferma di ciò, prendere in considerazione la semifinale dominata contro l’argentino Baez: il baby-fenomeno di Murcia ha affermato la propria supremazia in appena un’ora e due minuti di gioco (nuovo record per la partita più breve nella storia del torneo), col punteggio finale di 4-2 4-1 4-2.
Alcaraz, entrato come testa di serie numero 1 nel torneo, sfiderà il numero 2 Sebastian Korda nella finalissima. Dopo essere diventato il più giovane giocatore a vincere 30 match in una stagione dopo il suo idolo Rafa Nadal, Carlitos diventa il secondo 18enne ad approdare in finale delle Next Gen (l'ultimo è stato Jannik Sinner, nella scorsa edizione). Il ruolino di marcia che lo ha portato in finale è impressionante: ha vinto 12 dei 13 set giocati sin qui.
Il siderale divario tecnico tra Alcaraz e Baez affiora già nel primo set: il giovanissimo di Buenos Aires spreme la sua corsa disperata lungo tutto il campo, ma alla lunga non riesce a reggere il cambio di ritmo elettrico dello spagnolo. Alcaraz trova il break a zero all’alba del terzo gioco. Baez continua ad opporre strenua resistenza e riesce a salvare addirittura tre set point dal suo polso rovente; la sentenza tuttavia, è solamente rimandata al gioco successivo, quando Alcaraz sigilla il set sul 4-2 facendo pesare il 91% di punti vinti sulle prime tenute in campo (85%) e i 6 vincenti contro i 2 dell’argentino.
La prima dello spagnolo si riconferma inscalfibile anche nel secondo parziale, e quando anche la percentuale di punti sulla seconda combacia col 100%, le chance di Baez si polverizzano in un amen. Lo spagnolo ruba altre due volte il servizio di Baez e sigilla il secondo set sul 4-1, con soli due punti concessi nei turni a servizio dei primi due parziali. Semplicemente straripante.
Il game chiave del terzo parziale è il quinto: Baez guadagna tre palle break dopo uno smash avventato di Alcaraz e un lob da circo, a beffare lo spagnolo sulla linea. Alcaraz rimedia con tre sassate di prima, privando l’argentino del tiebreak d’onore al game successivo. Il nativo di Buenos Aires, a un solo punto dal tiebreak, subisce il ritorno spettrale dello spagnolo, che rimonta e sentenzia al killer point.

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