I vincitori

Rafael Nadal. Potete cambiare mese. Potete cambiare palle. Potete cambiare meteo e temperature. Potete cambiare contesto, lasciando gli spalti semivuoti. Potete anche chiudere il tetto. Non cambierà comunque il risultato. Rafael Nadal: il più grande tennista di sempre sulla terra battuta. Voto 10 e lode. Al re indiscusso di Parigi.

ATP, Vienna
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Iga Switek. Miglior attrice protagonista. Miglior sorpresa. Miglior giovane. Iga Swiatek come uno di quei film che sbancano il botteghino e poi fanno man bassa agli Oscar. Voto 10. Alle statuette.

Iga Światek in posa con il trofeo vinto al Roland Garros 2020

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I finalisti

Novak Djokovic. A volte si danno, a volte si prendono. Novak Djokovic aveva più che altro abituato il mondo, almeno ultimamente, a darle. Specialmente quando contava sul serio. Ecco perché dalla finale ci si aspettava qualcosa in più, se non altro dal punto di vista del combattimento. Parigi però non è Melbourne e ognuno conferma avere il proprio feudo. Torneo comunque eccellente del serbo, che ha ampiamente dimostrato di aver messo in un angolo quanto successo a New York. E da gennaio in Australia ripartirà la caccia a quei due. Voto 8,5. Alla reazione.

Novak Djokovic, sconsolato, durante la finale del Roland Garros 2020 contro Rafael Nadal (poi persa 6-0 6-2 7-5)

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Sofia Kenin. Non ha giocato una gran finale ma nell’assenza più o meno generale delle protagoniste, cadute davvero, visto il contesto, come foglie dagli alberi al primo soffio di vento d’autunno, la Kenin si è dimostrata la più costante tennis quest’anno nei 3 tornei dello slam. Lei, che sulla terra rossa a livello di circuito maggiore non aveva mai nemmeno giocato un quarto di finale. Voto 8. Alla stagione.

Gli sconfitti

Dominic Thiem. Sconfitto, più che altro, da un percorso massacrante e da un tabellone sfigatissimo. Perché un campione slam come Cilic, un giocatore che fu di alto profilo come Sock, la sorpresa della stagione sul rosso Ruud, la sorpresa del torneo Gaston... E a Schwartzman, che gli chiedeva l'ennesima maratona, Thiem disperato ha detto 'basta, pietà, non ne posso più'. Preso, insomma, per sfinimento, l'austriaco si è arreso col serbatoio prosciugato. Comprensibile, specie per uno che due settimane prima a New York si era fatto tutta la trafila fino al successo. Insomma, voto 1... Alle palline della sua urna.

Schwartzman domina Thiem: rivivi la maratona in 180 secondi

Simona Halep. Più che sconfitta, massacrata. Come tutte le altre, del resto. Sì consoli, dunque, Simona Halep. La romena, accreditata n°1 alla viglia del torneo, è stata in buon compagnia: Iga Switaek infatti non l’ha presa sul personale (l’anno prima era stata la polacca a fare 1 game in tutto) e ha rifilato la stessa moneta a tutte quante. Certo, vedere Simona bombardata così non è cosa da tutti giorni. Ma tant’è e ne tocca prendere atto. Voto 5. All’assenza del piano B.

Iga Swiatek si vendica sulla Halep: il match in 180 secondi

Le sorprese

Hugo Gaston. Dal nulla dritto-dritto alla categoria “giocatore di culto”. Quanto ci ha fatto divertire la wildcard francese Hugo Gaston, che con una manina educatissima ha massacrato di smorzate prima Wawrinka ed è andato a tanto così dal fregare anche Dominic Thiem. Niente male per uno al primo giro di sempre tra i grandi. Speriamo che l’estro resti tale e che nessuno ne mitighi troppo il gioco. E’ stato bello vedere qualcuno fuori dai soliti schemi. Voto 9. Alla genialità.

Gaston re delle palle corte: ecco come ha fatto impazzire Thiem

Nadia Podoroska. “Chiii?”, è stata la reazione di tutti, addetti ai lavori compresi, quando si sono visti arrivare pian-piano questa ragazza fino alla semifinale del Roland Garros. La prima di sempre nell’era Open a riuscirci partendo dalle qualificazioni. Un drittone da far paura e poco timore reverenziale. Due ottimi biglietti da visita per il futuro. Voto 10. Al cammino.

Nadia Podoroska al Roland Garros 2020

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Le delusioni

Matteo Berrettini. Eh sì, perché è un attimo farsi la bocca buona. Merito di Matteo Berrettini, che dopo tanti anni di nulla per gli italiani ai livelli ‘altissimi’ del tennis, in un amen ci aveva dato una semifinale slam e l’ingresso alle ATP Finals. Atteso, in un Roland Garros dove le condizioni pesanti potevano attestarlo come un giocatore pericoloso vista la capacità di generare potenza col dritto, Matteo ha giocato un torneo bruttino per sua stessa ammissione. Inevitabile la recensione negativa quando ti beffa un ‘Altmaier qualsiasi’. Succede. Specie quanto abitui il tuo pubblico a ben altri piatti. Voto 5. Al piatto indigesto.

Elina Svitolina. Se escludiamo il match con la Garcia, dal primo turno ai quarti non ha praticamente mai convinto. Ma l’aggravante – e non da poco – è nell’essersi ritrovata ai quarti come la più seria candidata al successo finale. Deve avere guardato anche lei il tabellone. E si è sciolta. Come spesso successo sul più bello nei tornei dello slam. Voto 5-. Ai nervi.

Berrettini si arrende ad Altmaier: rivivi il match in 180 secondi

I giovani

Jannik Sinner. A proposito di palati fini, con Sinner la sensazione è che si finirà spesso in futuro a mangiare stellato. Ha gasato e non poco, l’altoatesino, che si fatto si è attestato, Djokovic incluso, come la più seria minaccia in 2 settimane al torno di Nadal. Se non è un’incoronazione questa, allora ditelo voi. Testa, tennis e una dosa enorme di ambizione. Stavolta ci siamo sul serio. Voto 9,5. Al potenziale.

Nadal spietato, Sinner a testa alta: il match in 180 secondi

Clara Tauson. Passata quasi inosservata, ma dopo 3 turni di qualificazione al primo giro in uno slam ha fatto saltare una ragazza che due settimane prima a New York aveva fatto semifinale: Jennifer Brady. Tira forte, gioca d’attacco e ha 17 anni. Avete presente Caroline Wozniacki? L’esatto opposto. Ai danesi non piacciono le vie di mezzo, evidentemente. Voto 7. Alla comparsata.

Clara Tauson al Roland Garros 2020: 17 anni, la danese classe 2002 è stato uno dei volti giovanissimi più interessanti

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Gli italiani

Li avevamo già trattati in un capitolo a parte a loro dedicato: a questa pagina il link.

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