La notizia arrivata nelle scorse ore riguardo le decisioni dell’ATP in materia di ranking ha sicuramente fatto discutere. La scelta di continuare a tenere ancora buoni in classifica i risultati che di fatto vanno dal marzo del 2019 all’agosto del 2019 per tornei che non si sono giocati nel 2020, seppur decurtati al 50% del loro valore, vede sicuramente un vincitore su tutti: Roger Federer.
Non che la scelta ovviamente abbia niente a che fare con una decisione dello svizzero – come qualcuno malignamente ha già insinuato sull’ormai valvola che dà spazio a ogni tipo di sfogo che sono i social – ma è certamente vero che questa situazione globale, paradossalmente, ha aiutato e sta aiutando non poco l’ex n°1 del mondo. Federer infatti riuscirà a mantenere il 50% dei suoi punti ottenuti con la vittoria al Masters 1000 di Miami del 2019 (500 punti), così come il 50% dei punti nella finale di Indian Wells raggiunta nello stesso anno e persa con Thiem (quindi altri 300 punti). 800 punti di base che sono un bottino niente male per un giocatore che si accinge a rientrare settimana prossima a Doha dopo oltre un anno di stop dalle competizioni ufficiali.

Roger Federer festeggia il titolo al Masters 1000 di Miami 2019

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Ma c’è di più. La scelta di mantenere questo sistema protetto da parte dell’ATP fino al prossimo 16 agosto, protegge la situazione di Federer da eventuali scivoloni anche in ottica stagione sull’erba e in prospettiva Olimpiade. La regola infatti prevede un ritorno al calcolo sulle classiche 52 settimane solo dal prossimo 16 agosto; e permette ai tennisti di continuare a tenere il risultato migliore anche in caso di nuova partecipazione allo stesso torneo. Andiamo ancora con l’esempio concreto di Federer. Nel 2019 lo svizzero fece finale a Wimbledon, il che gli garantisce 600 punti assicurati (ovvero il famoso 50% che stiamo continuando a calcolare); così come altri 250 punti sarebbero in garanzia ad Halle, dove Federer vinse. Se l’elvetico dovesse partecipare a questi tornei e fare peggio dei risultati del 2019, conserverebbe comunque quei punti che abbiamo appena messo in elenco.

Federer festeggia il titolo all'ATP 500 di Halle nel 2019

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Un bottino importante che lascia ben sperare lo svizzero anche in vista delle Olimpiadi, vero obiettivo stagionale per Federer. I criteri di qualificazione sono estremamente semplici: la classifica mondiale del prossimo 7 giugno 2021 sarà la discriminante per le prime 56 posizioni del mondo che accederanno dirette al tabellone olimpico (salvo eventuali casi di numero di presenze non sufficienti con la propria nazionale in Coppa Davis). Insomma, il prolungamento dell’ATP dello stato di “emergenza” di fatto va a favorire quei giocatori che hanno fatto molto bene tra il marzo 2019 e l’agosto 2019 e che non si aspettano di fare altrettanto bene in questa stagione. Il caso di Federer insomma, che alle prese con un delicato rientro quando è ormai prossimo ai 40 anni, potrà permettersi un ritorno più soft alle competizioni e senza troppi pensieri legati alle questioni sulla classifica, da sempre cruccio di chi resta fuori a lungo.

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