Mancano una decina di giorni al rientro in campo di Roger Federer. Il fuoriclasse svizzero, fermo da una esibizione contro Rafa Nadal a Città del Capo datata 7 febbraio 2020, ha annunciato qualche settimana fa il ritorno nell’ATP 250 di Doha. C’è tanta curiosità nel rivederlo in mezzo al campo, sia per i colpi che può regalarci che per capire in che condizioni potremo ammirarlo. Per poter togliere qualche dubbio dovuto alle due operazioni al ginocchio patite lo scorso anno, è intervenuto il suo preparatore fisico Pierre Paganini, intervistato dal magazine svizzero The Tages Anzeiger: “Ora Roger si allena normalmente. Se potessi vederlo diresti: non è infortunato, va tutto bene. Ma non dimentichiamo che solo quando tutte le tappe del recupero sono finite, la reattività torna a funzionare. (…) Questo ginocchio gli causava problemi da diversi anni, ma poteva tenerli sotto controllo, con una pianificazione adeguata ed esercizi specifici“.

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Paganini spiega perché Federer ha deciso di finire sotto i ferri per due volte e analizza il recupero dello svizzero: “C’è stato bisogno di una seconda operazione perché l’articolazione era sovraccarica. La seconda operazione è avvenuta nello stesso punto della prima, questo spiega perché sia stato necessario un tempo lungo di totale inattività, e quindi un periodo ampio con diverse fasi per iniziare il recupero. Il ginocchio era particolarmente fragile dopo due operazioni. Adesso siamo nel tratto finale per percorso, ma stiamo ancora lavorando. La grande differenza rispetto alla situazione vissuta nel 2016 è che quando si prese una pausa dopo Wimbledon, i suoi muscoli sono rimasti tonici. Ora c’è stata una pausa totale in cui i muscoli si sono notevolmente deteriorati. È passato molto tempo tra la prima operazione e il periodo di luglio, in cui avevamo stabilito che avremmo potuto ricominciare a lavorare gradualmente. I suoi muscoli non erano più nelle stesse condizioni, gli squilibri erano estremi. (…)“.
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Inevitabile una domanda sul possibile ritiro di Federer, su cui Paganini è sibillino: “Quando deciderà di fermarsi, si fermerà. (…) Stiamo parlando di una persona incredibile, da una pazienza sottovalutata. Senza questa pazienza, il suo ritiro sarebbe arrivato molto tempo fa. Devi avere qualità personali incredibili per continuare i duri allenamenti con questa passione. Troppo vecchio per vincere ancora? Penso di no, ma dipende da quanto sarà sano. (…) Quando ha deciso di operarsi, la prima domanda che ha fatto è stata ‘Voglio sapere se potrò giocare di nuovo’. era logico che non volesse pensare alla fine della sua carriera. Ha scelto un percorso che avrebbe richiesto diversi mesi puntando a tornare competitivo, non a dire addio al tennis“.

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