Nella carriera di un tennista le Olimpiadi non sono l’appuntamento più atteso, è inutile essere ipocriti. Vissuti ogni quattro anni, i Giochi possono essere legati alla casualità o addirittura sacrificati in mezzo a Wimbledon e agli US Open in una stagione già massacrante. Gli exploit di Nicolas Massu ad Atene 2004 o di Monica Puig a Rio 2016 sono piuttosto indicativi in questo senso. Roger Federer, però, ha deciso che se il fisico glielo consentirà a Tokyo 2020 ci sarà: per lui rappresentare la Svizzera, che non è esattamente una superpotenza mondiale, è una questione d’onore, di responsabilità, e quell’oro solo sfiorato a Londra resta un conto in sospeso in una carriera incredibile.

2000: un giovanotto al 4° posto e l'amore per Mirka

Entrato nel circuito professionistico nel luglio del 1998, dopo aver vinto Wimbledon Junior sia in singolare che in doppio, nel 1999 debutta per la Svizzera in Coppa Davis contro l'Italia, aggiudicandosi il suo match d'esordio in quattro set contro Davide Sanguinetti. La partita gli varrà la definizione di Agassino svizzero coniata da Gianni Clerici.
Tennis
Roger Federer annuncia: "Parteciperò alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ho deciso col cuore"
14/10/2019 A 13:56

Roger Federer alle Olimpiadi di Sydney 2000

Credit Foto Getty Images

Nel 2000, il basilese raggiunge le semifinali alle Olimpiadi di Sydney, battuto solo da Tommy Haas e dal francese Arnaud Di Pasquale nella finale per il terzo e quarto posto. Niente male come esordio se si considera che il primo torneo ATP lo vincerà nel 2001 a Milano. Concluderà l'anno al 29º posto del ranking ATP, ma i Giochi nell’altro emisfero diventano un punto di svolta nella vita di Roger. L’incontro con Mirka è precedente, a differenza di quanto scrivono alcuni, ma è effettivamente a Sydney (teatro del primo bacio) che scoppia l’amore tra i due che realizzano di non poter più essere solo amici. Nonostante la signorina Vavrinec, all'epoca tennista, finisca ko al primo turno per mano di Elena Dementieva, Mirka decide di fermarsi fino alla partita che decreta il bronzo per supportare quella testa calda. Di strada insieme ne faranno parecchia.

Roger Federer alle Olimpiadi di Atene 2004

Credit Foto Imago

2004-2008: dalle delusioni in singolare alla gioia nel doppio

Il 2004 è uno degli anni migliori nella carriera di Federer, ma dopo i successi agli Australian Open e Wimbledon e prima degli US Open, le Olimpiadi di Atene rappresentano una tappa sfortunata con la sconfitta al secondo turno contro Berdych. La delusione non è, però, paragonabile a quella del 2008, annata decisamente più complessa: lo svizzero rimedia il ko più pesante da Nadal al Roland Garros, una lezione seguita dalla finale di Wimbledon, la profanazione del tempio dopo cinque anni di dittatura, per 9-7 al quinto set firmata dal mancino di Manacor. Roger è ancora portabandiera ma ai quarti di finale è James Blake a spuntarla. Serve un amico e Stan Wawrinka usa le parole giuste trasformandosi in uno psicologo.
Mi ha veramente aiutato dopo aver perso anche perché io ero convinto che avrei vinto una medaglia anche nel singolare. Mi ha detto 'E’ così, non puoi farci più niente, forza, andiamo avanti'
Il mental coach funziona perché in doppio è medaglia d'oro in coppia con Stan The Man.

Federer e Wawrinka festeggiano l'oro nel doppio alle Olimpiadi di Pechino 2008

Credit Foto Imago

2012: la semifinale epica con Juan Martin del Potro

Arriviamo dunque alle ultime Olimpiadi disputate da Federer che a Rio 2016 rinuncerà per l’operazione al ginocchio, dopo i dolori della semifinale di Wimbledon con Raonic e prima della rinascita nel 2017. È sempre il centrale dell’All England Club il teatro del destino, il palcoscenico che segna l’epopea del fuoriclasse classe 1981 e a Londra 2012 va in scena una delle più belle partite mai viste ai Giochi. Tre set durano quattro ore e 26 minuti (solo il parziale conclusivo due ore e 43’) e alla fine vince Federer, stremato, per 3-6, 7-6, 19-17 contro Juan Martin del Potro. I due fanno registrare il match più lungo dell'era Open al meglio dei tre set.

Federer e del Potro nella semifinale delle Olimpiadi di Londra 2012

Credit Foto Getty Images

Nella finale, però, la stanchezza si fa sentire e Andy Murray si prende la rivincita, in casa, un mese dopo l’ultimo atto dei Championships, conquistati dallo svizzero. Federer, nel libro intolato "My life My medal", racconta:
Del Potro fece lo spareggio con Djokovic per l’assegnazione del bronzo ma non si era accorto di aver vinto il match contro Nole. La domanda è: dopo aver perso le semifinali, vedi il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Incontrai Del Potro e gli chiesi ‘Com’è andata?’ immaginando che avesse perso con Nole. Mi rispose ‘Dovrei aver vinto’. In quel momento capii che era una cosa bellissima aver vinto l’argento e fui felice per Andy che aveva conquistato l’oro. Noi tre da allora siamo sempre restati in contatto e uniti da quell’esperienza

Federer argento alle Olimpiadi di Londra 2012

Credit Foto Imago

Appuntamento a Tokyo 2020

Il tassello mancante non sarà facile da aggiungere a un puzzle sterminato, dove gli unici buchi sono i Masters 1000 di Montecarlo e Roma, oltre appunto all’oro olimpico in singolare. I suoi grandi avversari ci saranno. Novak Djokovic (numero 1 del ranking) e Rafael Nadal (numero 2 prossimo al sorpasso) hanno già annunciato la loro intenzione di partecipare. Sarà in ogni caso un privilegio assistere all’ennesimo capitolo di storia, il quinto a cinque cerchi di un fenomeno che proprio in quei giorni spegnerà 39 candeline.
EDIZIONESUPERFICIEULTIMO AVVERSARIOTURNOMEDAGLIA
Sydney 2000CementoArnaud Di PasqualeFinale 3°-4° posto-
Atene 2004CementoTomas Berdych2° turno-
Pechino 2008CementoJames BlakeQuarti di finale-
Pechino 2008 (doppio)CementoAspelin/JohanssonFinaleOro (con Wawrinka)
Londra 2012ErbaAndy MurrayFinaleArgento
Australian Open
Roger Federer, il prescelto: dalle origini del mito alla gloria immortale
30/01/2017 A 19:09
Tennis
Ci sono le Olimpiadi? E Federer si allena con Henry
9 ORE FA