Terza partita in tre giorni, ma nessun (reale) problema per Fabio Fognini. Prosegue la corsa del ligure a Wimbledon che centra per la sesta volta in carriera il terzo turno grazie al 6-3 6-4 0-6 6-4 sul serbo Laslo Djere.
Una partita a lungo dominata da Fognini, che per i primi due parziali ha dato la sensazione – sul campo e dal punto di vista persino emotivo – di essere l’assoluto padrone di questo match. Contro Djere, che qualche settimana fa l’aveva battuto sulla terra del torneo di Ginevra, Fognini ha mostrato oggi la differente caratura tecnica: la capacità di variare e di far viaggiare la palla, le soluzioni con la smorzata, i tocchi pregevoli quando chiamato a giocare di fino.
Certo, resta anche l’incredibile blackout del terzo set, poi conseguenza di un finale assai più equilibrato. Per i primi due parziali infatti non c’è stata quasi partita, con Fognini capace di salire 6-3 e palle del 4-0. Lì, il primo segnale d’allarme per Fabio: un game con 3 doppi falli ad omaggiare Djere di uno dei due break di vantaggio. Poco male, ai fini del 6-4 con cui Fognini ha chiuso il secondo set, ma anche una piccola crepa che ha permesso a Djere di infilarsi.
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Dopo aver annullato infatti 4 palle break nel primo game del terzo set, il serbo ha approfittato di quello scricchiolio che già Fognini aveva mostrato in precedenza. Una crepa fattasi in un ‘amen’ voragine, con un bagel – 6-0 – tanto rapido quando inaspettato.
Ne è venuta così fuori una partita vera al quarto set. Break Fognini e controbreak immediato Djere, prima del finale più teso: l’allungo di Fabio sul 5-4, la nuova palla break da annullare al serbo, un game di lotta ai vantaggi prima della chiusura definitiva.
Insomma, Fognini esce comunque positivamente da questa prova: per il bel tennis dei primi due set e per la capacità di gestione di una partita che ha sì permesso fosse tale proprio lui stesso, ma che in contemporanea ha comunque vinto senza incorrere in ulteriori “danni”.
Ora, appunto, per la sesta volta in carriera, l’approdo al terzo turno dei Championship, ostacolo mai superato prima: Benneteau nel 2010, Kevin Anderon nel 2014, Murray nel 2017, Vesely nel 2018 e Sandgren nel 2019 i giustizieri del ligure. Questa volta ci sarà la testa di serie n°5 Andrey Rublev, giustiziere in 3 comodi set di un cliente potenzialmente fastidioso come il sudafricano Harris (6-1 6-2 7-5 il punteggio). Fognini non parte favorito. Come però affermato l’altro giorno in conferenza stampa: “A 34 anni nemmeno lo guardo il tabellone, sono qui per giocare e provare a divertirmi”. Vedi mai che con questo approccio sia la volta buona...

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