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Kaj Zackrisson
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Pubblicato 18/09/2007 alle 11:29 GMT+2
Dove Kaj Zackrisson è cresciuto, le montagne sono poco più alte di alcune centinaia di metri, eppure è riuscito a diventare uno dei freerider più rispettati del mondo dello sci
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Credit Foto Eurosport
Cognome: Zackrisson
Nome: Kaj
Età: 34 anni
Anni di pratica di sci: 31
Nazionalità: svedese
Domicilio: l'estate a Oslo (Norvegia) e l'inverno a Chamonix (Francia)
Sponsor: SALOMON, SAAB, SWATCH, KASK POC, HEMAVAN & TÄRNABY, TELE2
Eurosport: Salve Kaj. Allora, come hai cominciato a sciare?
Kaj Zackrisson: Mia madre ha sciato per tutta la vita. Negli anni '60, faceva parte della squadra nazionale svedese. Per questo è stata una cosa perfettamente naturale, faceva parte della cultura familiare.
Eurosport: Parlaci del posto in cui sei cresciuto. Era una stazione sciistica?
Kaj Zackrisson: Sono cresciuto a Rättvik. É una piccola cittadina, ma le piste erano a due passi da casa nostra. Purtroppo le montagne erano davvero basse, 500 metri di lunghezza e soli 100 metri di dislivello.
Eurosport: Come è iniziata la tua carriera?
Kaj Zackrisson: Come molti altri rider, ho iniziato molto giovane allo sci club del posto partecipando alle gare di sci alpino. In seguito sono progressivamente passato al freeride.
Eurosport: Come sei diventato professionista? Era un obiettivo che ti eri prefissato?
Kaj Zackrisson: A dire il vero, fin dall'età di sette anni avevo deciso che sarei diventato uno sciatore professionista. E da allora ho dedicato tutta la mia energia alla pratica dello sci. Lo sci è sempre stato un elemento motore nella mia vita.
Eurosport: Come mai hai preso la decisione di privilegiare il freeride?
Kaj Zackrisson: Fino a 22 anni, partecipavo alle gare di sci alpino. Ma allo stesso tempo, appena avevo un momento libero, lo trascorrevo divertendomi fuori pista, sulla neve fresca e in mezzo agli alberi. Il fatto quindi di passare al freeride è stato per me perfettamente naturale.
Eurosport: Come definiresti il freeride per qualcuno che non conosce lo sci?
Kaj Zackrisson: É uno sport meraviglioso che ci permette di provare rapidamente moltissime sensazioni diverse. In uno stesso run, è possibile provare paura, gioia, sorpresa e soddisfazione. Inoltre la montagna è un luogo magico che vi fa amare la vita.
Eurosport: Secondo te, come si può definire un buon freerider?
Kaj Zackrisson: Innanzitutto, un rider che è felice quando è in montagna circondato dai suoi amici.
Eurosport: Nel freeride, come fissi il limite tra la paura e il controllo di sé?
Kaj Zackrisson: Per me, la cosa più importante, è di rispettare l'ambiente nel quale scio. Quando decido di scendere da un pendio, provo allo stesso tempo un sentimento di paura e un sentimento di rispetto per la montagna. Questa sensazione mi permette di restare sempre concentrato e di mantenere il controllo della situazione. Senza questo rispetto, gli incidenti sarebbero più frequenti.
Eurosport: Il freeride è uno sport più pericoloso degli altri?
Kaj Zackrisson: Si può dire di sì, in gran parte a causa delle valanghe.
Eurosport: Che tipo di relazione hai con la montagna?
Kaj Zackrisson: Per me, la montagna è un elemento unico, nel senso in cui ogni giorno ci svela un nuovo volto. È molto eccitante riscoprirla ogni volta. Considero che sono un privilegiato a poter vivere in questo ambiente.
Eurosport: Che confronto faresti tra le Alpi e i massicci della Scandinavia?
Kaj Zackrisson: Naturalmente i dislivelli sono ben diversi ed è per questo che mi sono installato a Chamonix e che amo talmente viaggiare e scoprire nuovi sport. Ma, allo stesso tempo, qualunque sia il tipo di terreno, cerco sempre di mantenere lo stesso approccio con umiltà e rispetto per comprendere nel migliore dei modi le condizioni del momento.
Eurosport: Qual è l'aspetto che ti piace di più del tuo lavoro?
Kaj Zackrisson: Partecipare alla realizzazione di un film! Ogni tanto abbiamo l’occasione di scendere da pendii che nessuno ha mai sfiorato prima di noi. Scegliamo l’itinerario con il cannocchiale, lo visualizziamo mentalmente e poi ci buttiamo. La sensazione è indescrivibile.
Eurosport: Che progetti hai per quest'inverno?
Kaj Zackrisson: Ritornerò a Chamonix per trascorrervi la stagione. In primavera, partirò in Alaska per partecipare ad alcune riprese di film. Cercherò anche di ripetere i miei risultati dell'anno scorso al Big Mountain Pro e all'Xtreme di Verbier (1° e 2° posto).
Eurosport: E sci a parte?
Kaj Zackrisson: Quando non scio lavoro in un'azienda di berretti che ho creato assieme al mio amico Sverre Liliequist (anche lui sciatore professionista) nel 2001. Per noi è una gioia immensa avere un'attività nel campo dello sci. Potete visitare il nostro sito: www.kaskofsweden.com
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