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Il KL all'avanguardia
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Pubblicato 25/04/2007 alle 17:07 GMT+2
Il km lanciato somiglia molto ad una battaglia contro il cronometro. Una miriade di elementi ne condizionano la performance ma l'importante è la padronanza delle sensazioni, quando i migliori della specialità passano da 0 a 200 km/h in 6 secondi su una pi
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Nel 1930, il dottor Walter Amstuzt, ansioso di sapere fino a quale velocità ci si potesse lasciar andare sugli sci, creò in Svizzera una competizione all'epoca unica nel suo genere. Era nato il KL, e l'austriaco Léo Gasper si aggiudicò il record mondiale nel 1932 (139,600 km/h).
Fu l'americano Steve McKinney, nel 1974, a superare per primo il traguardo dei 200 km/h. La specialità fu disciplina dimostrativa ai Giochi Olimpici di Albertville nel 1992. Il francese Michael Prufer e la finlandese Tarja Mularin sono gli unici campioni olimpici della storia poiché il KL venne poi ritirato dal programma. Attualmente, il più veloce del mondo è l'italiano Simone Origone (251,40 km/h), mentre la svedese Sanna Tidstrand ha raggiunto i 242,59 km/h.
Imprese, queste, che si basano "al 50% sui materiali e al 50% sull'essere umano", assicura Michael Prufer. Il segreto del successo sembrerebbe semplice: "Da 0 a 180 km/h bisogna andare di piatto quanto meglio possibile con gli sci, che pesano una quindicina di kg, sono lunghi 2,40 metri e sono dotati di sistemi antivibrazioni. Quindi, si spigola per limitare i movimenti di disturbo della parte alta del tronco, che agiscono da freni aerodinamici. La sensazione è molto sottile". Il resto è questione di tecnologia: vernice granulosa sul casco per spezzare le turbolenze, test nella galleria del vento, alettoni profilati dietro i polpacci, tute che sembrano una seconda pelle, etc. Pronti? Via!
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