“La realtà ha superato i sogni: oro nella 4x400 mista, oro nella 4x100 femminile, argento nella 4x100 maschile. Si sta proseguendo quel filo rosso iniziato quest’inverno per quanto riguarda la voglia di imporsi”. Parole e musica di Stefano Mei, presidente Fidal, che ben rispecchiano lo stato di salute e l’umore dell’atletica italiana. Dopo aver toccato il fondo a livello di risultati nelle grandi competizioni internazionali degli ultimi anni qualcosa di sta muovendo e noi tutti chi auguriamo che già a Tokyo si possa riscuotere i dividendi. Nel frattempo ci godiamo i volti raggianti dei nostri staffettisti reduci dalla sfolgorante spedizione in Silesia, con cinque staffette su cinque (!!!) qualificate a Tokyo.

Numeri eloquenti: la carica dei 49

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49, come i qualificati azzurri ai Giochi Olimpici di Tokyo se questi partissero oggi. Con la possibilità di addizionare altri 10-20 elementi, come si evince dall’efficace analisi di Andrea Buongiovanni sulle pagine odierne della Gazzetta dello Sport. Si potrebbe sforare (abbondantemente) quota 60 entro la deadline del 29 giugno, toccando vette inesplorate: sì perché a oggi la spedizione azzurra più numerosa è stata quella di Los Angeles 1984, quando toccammo 50 unità. La supereremo.
Chi ha già il minimo
  • Marcel Jacobs (100 metri)
  • Luminosa Bogliolo (100 hs)
  • Davide Re (400 metri)
  • Ayomide Folorunso (400 hs)
  • Yadis Pedroso (400 hs)
  • Yeman Crippa (5000/10000)
  • Osama Zoghlami (3000 siepi)
  • Sara Dossena (Maratona)
  • Giovanna Epis (Maratona)
  • Eyob Faniel (Maratona)
  • Yassine Rachik (Maratona)
  • Yassine El Fathaoui (Maratona)
  • Daniele Meucci (Maratona)
  • Gianmarco Tamberi (Alto)
  • Stefano Sottile (Alto)
  • Elena Vallortigara (Alto)
  • Emmanuel Ihemeje (Triplo)
  • Larissa Iapichino (Lungo)
  • Leonardo Fabbri (Peso)
  • Zane Weir (Peso)
  • Massimo Stano (Marcia 20 km)
  • Matteo Giupponi (Marcia 20 km)
  • Federico Tontodonati (Marcia 20 km)
  • Giorgio Rubino (Marcia 20 km)
  • Eleonora Giorgi (Marcia 20 km)
  • Antonella Palmisano (Marcia 20 km)
  • Valentina Trapletti (Marcia 20 km)
  • Mariavittoria Becchetti (Marcia 20 km)

Quali prospettive?

Qui invece è meglio essere cauti, perché le medaglie olimpiche sono un discorso a parte. Bisogna superarsi e farlo anche con un margine piuttosto ampio: i "personali" non bastano, c’è da estrarre il coniglio dal cilindro nel momento più importante e di maggior tensione. Se la nostra punta più “medagliabile” – e ci passerete l’orrendo neologismo - è Gimbo Tamberi allo stato dell'arte, la marcia potrebbe sulla carta regalarci qualche gioia, mentre per quel che concerne la pista i podi restano da considerare giocoforza proibitivi. Il movimento c’è e sta crescendo, forse Tokyo giunge ancora in uno stadio per così dire embrionale del processo ma gli alibi stanno a zero: dobbiamo provarci.

Tamberi in esclusiva e senza filtri: tra Tokyo e haters

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