Una chioma arancio fuoco squarcia l'aria di Eugene. Con i capelli al vento e le ali ai piedi, Sha'Carri Richardson spazza via la concorrenza ai Trials statunitensi, vincendo i 100 metri con margine e strappando il pass per i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo nella gara più spettacolare che ci sia. La 21enne di Dallas chiude la sua prova in 10''86, impressionando già in semifinale: qui stampa un clamoroso 10''64 troppo ventoso (+0.6 oltre il limite) per essere omologato, che sarebbe stato il terzo tempo di sempre. E pensare che nell'occasione aveva corso gli ultimi 30 metri indicando il cronometro, scomponendo la sua azione. Le sensazioni ovviamente sono ottime per lei che già in aprile era stata capace di un 10''72 (sesto crono all time) e che si candida come rivale numero 1 della giamaicana Shelly-Ann Fraser Pryce, due volte campionessa olimpica e tre mondiale nella specialità, capace di un 10''63 in stagione.
La sua emozione al termine della gara è incontenibile, l'abbraccio con la nonna commovente. E subito dopo, Sha'Carri rivela ai giornalisti una brutta notizia. "Ho appreso la scorsa settimana che mia madre naturale era morta. Ho scelto di seguire i miei sogni, di venire qui e di rendere orgogliosa la famiglia che ho su questa terra. Nessuno sa cosa sto passando. Tutti hanno delle difficoltà e lo capisco, voi mi vedete su questa pista e vedete la faccia da poker che faccio, ma nessuno tranne loro e il mio allenatore sa cosa passo giorno per giorno. Sono molto grata, senza di loro, non ci sarei io. Senza mia nonna, non ci sarebbe Sha'Carri Richardson. La mia famiglia è il mio tutto, il mio tutto fino al giorno in cui avrò finito". Sabato prossimo, la Richardson proverà ad ottenere la qualificazione anche nei 200 metri, dove ha ottenuto il miglior tempo di qualificazione con 22''11. A Tokyo, invece, proverà a riportare gli Stati Uniti all'oro nei 100 metri donne a 25 anni dall'ultima volta, Atlanta 1996, quando ci riuscì Gail Devers.
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