1) La Reyer Venezia è immortale: questo gruppo non è al capolinea

Da mesi si sentono sempre le stesse cose sulla Reyer Venezia: gruppo privo di motivazioni, giocatori al capolinea di questa avventura, necessità di nuovi stimoli e di rifondare, Walter De Raffaele non ha più lo stesso impatto sui suoi ragazzi. Ecco che la kermesse di Pesaro ha cancellato tutto con un colpo di spugna e gli orogranata, come nei playoff di un anno fa, hanno saputo sorprendere e conquistare la prima vittoria dopo sei eliminazioni consecutive al primo turno. Alla Vitrifrigo Arena la Reyer ha vinto la prima Coppa Italia della sua storia, alla prima finale assoluta e con la testa di serie numero 8, la più bassa per una squadra poi vincente. Coach De Raffaele ha avuto conferme dai suoi assi, Bramos, Watt e Daye, letali quando serviva, e un impatto decisivo dagli italiani, Tonut, De Nicolao e anche Mazzola.

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Da 8a alla Coppa Italia: il capolavoro dell'Umana Reyer Venezia contro l'Happy Casa Brindisi in 4'
18/02/2020 A 17:59

Magata di Stefano Tonut: giocata strabiliante che apre la finale di Coppa Italia

Venezia si è qualificata alle Final Eight per il rotto della cuffia, forse non meritava nemmeno di esserci, si è presentata a fari spenti, ma una volta lì ha saputo imporre il proprio gioco da grande squadra esperta quale è, da formazione che ha già vinto e sa come si fa. Ha annullato le fonti di gioco della Virtus Bologna, ha stretto Milano nella morsa della sua difesa e ha spento completamente Brindisi, costringendola a giocare su ritmi bassi e inadatti (ha tenuto i pugliesi a 17 punti sotto media, col 32% da due e il 27% da tre). Una prova di forza che tornerà utile nel proseguo della stagione, in Eurocup e in campionato.

Inoltre, già che c'era, la Reyer Venezia ha vinto anche la Next Gen Cup riservata alle formazioni Under 18: superata 62-59 la Grissin Bon Reggio Emilia con Davide Casarin, 22 punti, nominato MVP.

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2) Virtus Bologna e Sassari ridimensionate

Ci sono arrivate con le prime teste di serie, numero 1 e numero 2, di conseguenza le grandi favorite, e invece Virtus Bologna e Dinamo Sassari sono uscite al primo turno e di fatto non hanno lasciato alcun segno sulle Final Eight di Pesaro. Probabilmente sia la squadra di Djordjevic, sia quella di Pozzecco, sono arrivate alla manifestazione un po' stanche e certamente scariche, e oltre tutto si sono trovate di fronte due squadre, Venezia e Brindisi rispettivamente, più cariche e motivate, desiderose di fare l'upset! Per il Banco di Sardegna la Final Eight si è chiusa al primo turno dopo quattro stagioni: nel 2017 fece la finale a Rimini, lo scorso anno a Firenze perse in semifinale.

Per essere il suo primo canestro, non è niente male: bimane di Michele Vitali

La Segafredo paga certamente la pressione e lo stress di un periodo pieno: la sconfitta casalinga col Partizan Belgrado ha complicato il cammino in Eurocup, poi il weekend di Tenerife per la Coppa Intercontinentale chiuso con il ko in finale contro i padroni di casa dell'Iberostar, e poi il trasferimento a Pesaro. Un tour de force che ha anche obbligato coach Djordjevic a usare forse più del dovuto le sue stelle, Teodosic in primis (2 su 16 al tiro e 6 perse contro Venezia), e che ora sembrano davvero in riserva, con la spia della benzina accesa. In aggiunta il discorso sulla cabala: per il terzo anno consecutivo la squadra campione d'inverno esce di scena al primo turno. Nel 2017/18 Avellino aveva perso all'overtime contro la Vanoli Cremona mentre nel 2018/19 era invece stata la Virtus Bologna a compiere l'upset a spese di Milano fermandosi poi in semifinale contro i futuri campioni di Meo Sacchetti.

Queste due squadre, Bologna e Sassari, dovranno per forza di cose staccare la spina per qualche giorno, riflettere e poi fare il pieno di energie perchè nella parte finale della stagione saranno attese a delle vere e proprie battaglie, in campionato e in Europa. La presenza di due condottieri come Djordjevic e Pozzecco fa ben sperare ma potrebbe anche non bastare, dopo una prima metà di anno davvero oltre le aspettative.

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3) Milano illude e poi delude ancora

Niente da fare! La Coppa Italia resta tabù per l'Olimpia Milano che, dopo i successi nel 2016 e nel 2017, ritorna a bocca asciutta anche da Pesaro. Rispetto alle due edizioni di Firenze, con le cocenti eliminazioni al primo turno, stavolta la squadra diretta da Ettore Messina sembrava destinata al trionfo: il successo netto all'esordio per 86-62 contro Cremona faceva pensare ad un epilogo a tinte biancorosse (o gialloviola, vista la maglia coi colori dei Lakers per ricordare Kobe Bryant...). E invece l'AX Armani Exchange ha sbattuto pesantemente contro la difesa di Venezia e nel finale punto a punto contro la Reyer ha pagato anche qualche errore di concentrazione davvero evitabile!

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Restando sulla semifinale, l'Olimpia ha perso una gara iniziata 19-7 e che sembrava la ripetizione del quarto contro Cremona. Invece poi la difesa di Venezia è salita di colpi, Milano ha perso drasticamente ritmo e si è accontentata di tirare quasi esclusivamente da fuori: una scelta che non ha pagato visto il drammatico 4 su 27 da tre e anche il 17 su 36 da due in cui certamente rientrano molte conclusioni dalla media. Purtroppo Scola e Tarczewski sono stati coinvolti meno del dovuto, Rodriguez è stato meno lucido del solito, Micov e Nedovic sono andati ben sotto il par, e in aggiunta va sottolineata la scarsissima vena dei vari Della Valle, Brooks, Roll, Cinciarini e Biligha (8 punti complessivi in semifinale). Così è difficile e non è scontato che si riesca ad invertire la rotta con la fase decisiva della stagione alle porte.

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4) Sontuoso Adrian Banks: supera i record di Alphonso Ford e di Travis Diener

Due finali consecutive e due cocenti delusioni per la Happy Casa Brindisi che vede ancora una volta svanire il sogno di conquistare la Coppa Italia. Per la banda di Fran Vitucci a Pesaro finisce come a Firenze, anche se restano nella memoria la clamorosa partita contro la Fortitudo Bologna in semifinale (78-53) e la sontuosa prova del capitano Adrian Banks, semplicemente perfetto nel lungo weekend della Vitrifrigo Arena. Il 34enne di Memphis si può consolare, per quello che vale, col nuovo record di punti complessivi in una Final Eight, 75, superando il primato del compianto Alphonso Ford, 72, che resisteva dal 2004.

Per Banks 27 punti con 15 su 15 ai tiri liberi nella finale contro Venezia, prima ancora 11 contro la Fortitudo in semifnale e 37 contro Sassari nei quarti. Proprio quei 37 punti gli sono valsi un altro primato, ovvero il record per punti in singola partita nelle Final Eight: superato Travis Diener che ne fece 36 nei quarti dell'edizione 2013 quando vestiva la maglia di Sassari. Dall'inizio alla fine, Adrian Banks si è dimostrato vero capitano e leader di Brindisi.

Maestoso Adrian Banks: 37 punti è il record delle Final Eight

5) Edizione da record a Pesaro: ottimo lavoro di Egidio Bianchi e della Lega

Non ha vinto solo Venezia, anche Pesaro, la Lega Basket e tutto il movimento escono rafforzati dalla quattro giorni di Final Eight. La regione Marche ha risposto presente, la Vitrifrigo Arena si è dimostrata impianto all'altezza per una manifestazione del genere e la città ha confermato il forte legame con la pallacanestro, Pesaro ha storia e tradizione, qualcosa che non si cancella nonostante un presente tutt'altro che semplice per il club locale. Come fa sapere la Lega in una nota ufficiale, "con la cifra di 9.706 spettatori per la finale tra Umana Reyer Venezia e Happy Casa Brindisi la Zurich Connect Final Eight 2020 chiude a quota 31.550 presenze totali", un'edizione da record, senza precedenti. Un plauso lo meritano certamente il presidente Egidio Bianchi, al termine del suo mandato, e la sua squadra. Bianchi ha parlato così prima della finale:

Alla Lega del futuro consegniamo un evento che è cresciuto molto e qui a Pesaro abbiamo superato tutti i record. Alle 16 di oggi (domenica) abbiamo venduto 31.384 biglietti pari a un +25% rispetto a quanto fatto un anno fa a Firenze. Ieri (sabato) ci sono stati 10.000 spettatori e a due ore dall'inizio del match eravamo già a quota 9.500 anche per stasera. Tutti gli alberghi sono andati esauriti e questa per noi è un’ulteriore vittoria; l’audience televisiva è stata in linea con i più importanti eventi di campionato. I social della LBA stanno crescendo molto e questo grazie alle nostre tante attività: abbiamo avuto come trending topic un posizionamento stabile tra i primi cinque in assoluto e spesso tra i primi tre. Questa Final Eight mi lascia un ricordo bellissimo, ora abbiamo un prodotto basket diverso rispetto a quando quattro anni fa è iniziato il mio mandato. Si può sempre fare di più ma i risultati sono importanti e sotto gli occhi di tutti

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