Unics Kazan - AX Armani Exchange Milano 97-71

La matricola sgambetta la capolista. Ed è una brutta caduta, con un tonfo rumoroso, di quelli che fanno male. D'altronde, una cosa è certa: Olimpia e Unics si sono affrontate poche volte nell'Eurolega moderna, ma Milano ha perso spesso (1-4) e sempre male. E anche questa serata, nonostante premesse differenti, si è mantenuta coerente sui binari della tradizione e della storia.
Milano perde la sua seconda partita stagionale in Europa e il primato in solitaria in una serata che capovolge la prestazione straordinaria di venerdì scorso a Istanbul, quella clamorosa prova di forza difensiva che aveva scacciato tanti dubbi sulla consistenza della squadra lontano dal Forum. Dubbi che ora tornano, giocoforza, ad annebbiarsi all'orizzonte. Dopo aver concesso la miseria di 43 punti al Fener, l'Olimpia ne incassa 44 nel solo primo tempo e 97 complessivi, vedendo le proprie maglie difensive allentarsi sempre più col trascorrere dei minuti.
Eurolega
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La difesa che morde, aggredisce il pallone e toglie riferimenti al sistema offensivo è quella dell'Unics, trascinata da uno scatenato John Brown. E anche il controllo dei tabelloni, arma determinante in questa prima parte di campionato, è terreno di conquista russo: la lotta a rimbalzo riporta un devastante 39-18 con 12 offensivi concessi. Non sono gli stessi numeri da record fissati dal CSKA Mosca e Nikola Milutinov lo scorso inverno al Forum, ma la proporzione è la stessa, con l'Olimpia più che doppiata in vernice.
In attacco, ritmo altissimo (in controtendenza con le abitudini della squadra di Messina), e perimetro fanno la differenza. Mentre Milano fatica a correre e ad attaccare una prima linea molto aggressiva e compatta sul pallone, spegnendosi su un triste 8/27 dall'arco, l'Unics sfrutta ogni minima possibilità in transizione e impazza di puro istinto delle sue bocche da fuoco, raccogliendo uno scintillante 14/29 nel tiro pesante. OJ Mayo tiene in serbo per l'Olimpia la miglior serata della sua ancor breve esperienza europea con l'Unics: 20 punti con 5/9 dall'arco in 22 minuti, con tre triple consecutive sparate per griffare il primo allungo russo all'inizio del secondo periodo. In breve, lo segue anche Isaiah Canaan, implacabile ogni volta in cui alza la mano dalla distanza: altro career-high da 22 punti, 6/8 da tre, e un'altra raffica di tre bombe in fila per aprire la forbice sul +11 (44-33) all'intervallo lungo. Una mitragliata furibonda che l'Olimpia fatica ad assorbire, oscillando pericolosamente verso il baratro.
Ma le grandi serate della carriera non finiscono qui. Perché, lì in mezzo, in un'area che concede moltissimo in maniera tanto sospetta quanto arrendevole, impazza il miglior John Brown visto a questi livelli: 19 punti, 7/7 da due, 5 rimbalzi, 3 assist. Brown è anima del primo quarto, quando evita che l'inerzia scivoli subito su sponda biancorossa con una serie di canestri inventati, spina costante in area e straordinario dispensatore di energia. L'Unics si nutre del suo entusiasmo, terribilmente contagioso, e, con il trascorrere dei minuti, brilla in un'esplosione di fiducia generale. Il +11 di metà partita si trasforma presto in un ventello abbondante di scarto, con una sola squadra in campo a rifilare cazzotti in serie. E allora, nonostante le serate poco brillanti di Lorenzo Brown e Mario Hezonja, obiettivi principali della difesa milanese, arrivano anche i contributi pesanti di Tonye Jekiri (10+7 rimbalzi, ottimo nel puntellare il verniciato) e del nostro Marco Spissu (7 punti, 6 rimbalzi e 6 assist in 21 minuti di grande personalità e fame agonistica).
L'Olimpia affoga in un lunghissimo garbage-time senza trovare né la forza fisica né il lume tattico per cambiare l'inerzia. E ha ben poco da salvare (se non nulla) in vista della seconda trasferta russa che la porterà, già venerdì sera, sul campo dello Zenit San Pietroburgo, avversaria ancora più quadrata e tignosa. Difesa a parte (peggior prestazione stagionale), Milano evidenzia quei limiti di playmaking che era riuscita a mascherare molto bene nelle ultime partite senza Malcolm Delaney e di scarsa profondità della panchina. Complici le serate annebbiate di Sergio Rodriguez e Dinos Mitoglou, dalle seconde linee arriva poco, con la sensazione complessiva di avere un gruppo non ancora ben amalgamato.
  • Unics: L. Brown 6, Hezonja 5, Uzinskii, J. Brown 19, Brantley 9; Spissu 7, Canaan 22, Klimenko, Jekiri 10, Mayo 20. N.e.: Komolov, Zaitcev. All.: Perasovic.
  • Milano: Hall 7, Shields 10, Datome 10, Melli 10, Hines 8; Grant 5, Rodriguez 5, Tarczewski 2, Ricci 4, Biligha, Mitoglou 4, Daniels 6. All.: Messina.
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